Pagine

21 mar 2016

I miei vestiti sono stati abbandonati sul pavimento, così come le mie paure.




"Aveva un desiderio terribile di dirgli, come la più banale delle donne: non lasciarmi, tienimi con te, dòmami, soggiògami, sii forte! Ma erano parole che non poteva né sapeva pronunciare. Quando l'ebbe sciolto dall'abbraccio, disse soltanto: -Come sono felice di essere con te-, Con il suo carattere riservato, era il massimo che potesse dire"

Milan Kundera - L'insostenibile leggerezza dell'essere





Ieri, 20 Marzo 2016, non ho avuto paura. Non ho avuto vergogna quando lui (A.) mi ha alzato la gonna, né quando ha visto il mio corpo nudo. Non ho tremato di terrore in vista di quello che poteva pensare allo sguardo delle mie forme corporee. Non ho temuto nemmeno della luce che illuminava il divano sul quale i nostri due corpi si sono uniti. Non mi sono sentita a disagio quando, forse in maniera un pò impacciata, mostravo un pò di imbarazzo. Non ho avuto paura di lasciarmi andare. I miei vestiti sono stati abbandonati sul pavimento, così come le mie paure. Lui è entrato dentro di me ed i nostri corpi sono divenuti un tutt'uno: sudore, gemiti e urla di piacere. Mi sono lasciata essere, per la prima volta credo e questo -non mi vergogno a dirlo- mi ha permesso di avere più di un orgasmo. Ero così libera da me stessa, che non mi ha importato nulla che la luce fosse accesa o che magari potessi sembrare un pochino goffa. Ero così depurata dai pensieri e così concentrata su quel momento, che la prima volta siamo venuti all'unisono.

Mi ha tenuta stretta, fino a farmi mancare il fiato e seccare la bocca. Ha premuto la sua mano sulla mia bocca perché con quelle pareti sottili, sicuro qualcuno ci avrebbe sentito. E' stato tra i miei capelli, tra le mie gambe. Mi ha baciato la schiena e le mani, mi ha afferrato i fianchi quando mi accompagnava in quei dolci movimenti e ci siamo lasciati, semplicemente, essere nel desiderio. Una volta nudi sul letto mi ha guardata e, sorridendomi, ha detto "sei bellissima". Non so perché, ma per un momento penso di averci creduto. In quell'istante mi sono sentita come purificata: la mia mente non era più dominata da nulla, se non dall'idilliaco piacere di avere accanto a me lui. Abbiamo dormito abbracciati, poi separati e poi di nuovo attorcigliati. I nostri corpi si cercavano, si volevano ed io, al solo pensiero, ho ancora fame di lui. Il mio ventre che toccava la sua schiena, le sue grandi mani che toccavano i miei fianchi ed i suoi occhi nei miei. Questa mattina ci siamo svegliati sorridendoci e bevendo caffè sul suo letto, tra le lenzuola. Lui si è fatto la doccia, mentre io accarezzavo il suo cane. Ho sistemato il letto, piegato la maglietta che mi ha prestato per la notte e rimesso a posto i calzini che mi aveva fatto mettere, perché ero andata da lui con i sandali.

Erano tre anni che non avevo rapporti sessuali. L'ultimo ricordo è quello del corpo di O., il suo movimento meccanico, il suo sguardo solo per sé stesso e mai per me, il suo disinteresse e le sue crude parole. Fino a ieri ricordavo solo un vuoto, una disumanizzazione. Con A., invece, sono stata qualcuno..me. E questo è stato abbastanza per essere desiderata, nonostante le mie poche esperienze sessuali ed il mio innocente ma normale imbarazzo ad esplorare il suo corpo. Le sue attenzioni, le sue domande, le sue preoccupazioni c'erano perché..c'ero io. E non c'è cosa più bella dell'essere visti, visti per davvero.

Ieri sera abbiamo condiviso i nostri corpi, anche se ammetto di avere avuto delle difficoltà a sentirmi disinvolta nello scoprire il suo, di corpo (e quindi il suo piacere carnale). E, nonostante questo imbarazzo, non mi sento particolarmente a disagio perché so che è 'normale'. Cominceremo a toccarci come se fossimo estranei, per passare a toccarci come ci hanno insegnato a farlo e finire di toccarci come solo faremo noi. Voglio imparare ad esplorare il suo corpo, i suoi piaceri, i suoi desideri perché il piacere del sesso (o dell'amore) non è esclusivamente ricevere ma (e forse soprattutto) dare. Imparerò.

La gioia che provo ora è talmente grande che non trovo più le parole per descrivere queste emozioni. Ma voglio ricordarmi di questo giorno anche qui, sul blog. Per cui, anche se in poche righe, ho voluto semplicemente scrivere che mi sono sentita libera.


Un saluto depurato, da Val.

5 commenti:

  1. Invitante, seducente viaggio e apprendistato :)

    RispondiElimina
  2. Ti meriti solo cose belle.... Spero tu l'abbia capito con Lui!!! :)
    Un abbraccio fortissimo

    RispondiElimina
  3. Sono felice di leggerti così sollevata. È questa l'impressione maggiore che mi resta, dopo aver letto le tue parole: sollievo, pace, leggerezza. Come la doccia rigenerante dopo una corsa troppo lunga, appesantita da bagagli scomodi, come una bibita ghiacciata dopo una giornata di sole e afa e aria appiccicosa, come un tuffo nell'acqua fresca in un giorno d'inizio estate.
    Sono contenta di leggerti così, e sono contenta che tu ti sia sentita così bene con un uomo e soprattutto con te stessa.
    Ti meriti il meglio e io ti auguro il meglio!
    Un abbraccio!

    RispondiElimina
  4. Sono strafelice che tu abbia potuto abitare il tuo corpo e farlo abitare...
    Susi

    RispondiElimina
  5. Una vita di sofferenze vale forse la pena di essere vissuta grazie a momenti come questi.

    RispondiElimina