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29 nov 2014

Freaks.



A ogni occasione controllava e rettificava il proprio aspetto; non passava mai davanti a una vetrina senza gettarvi un rapido colpo d'occhio. Ma più sorvegliava il proprio aspetto, più ne prendeva coscienza, e più spesso gli appariva importuno e doloroso.
Milan Kundera
"La vita è altrove"


Domenica passata sono andata a comprare qualcosa da indossare in vista della discussione della mia tesi (triennale) che svolgerò a Dicembre. Nella mia testa avevo in mente di essere un minimo elegante, così ho comprato un blazer nero (finalmente!), un paio di pantaloni (sempre neri) che purtroppo odio -ma che mia sorella e mia madre mi hanno convinto a comprare dicendo che stavo benissimo- ed una canotta bordeaux (io adoro il rosso e tutte le sue sfumature). Che io mi sia vista grassa nello specchio del camerino, non penso che sia qualcosa di nuovo. Mi sarei stupita del contrario, piuttosto. Ma è stata comunque una bruttissima sensazione: non so da quanto tempo non entrassi in un camerino, probabilmente anni (e non è tanto per dire). Solitamente io le cose me le "provo ad occhio" per evitare qualsiasi contatto diretto con lo specchio, soprattutto se si tratta di pantaloni ed anche se la finalità della "prova-vestito" sta nel verificare che si sia ancora della stessa taglia. Sto attraversando un periodo in qui faccio addirittura fatica (a livello mentale, intendo) a lavarmi: uscita dalla vasca mi scontrerei con quel maledetto specchio. Sì, lo so, non è una delle immagini più belle quelle dell'evitare addirittura di lavarsi. La doccia non me la faccio da settimane. Mi lavo solo a pezzi. Non credevo di essere..così grassa. E se mi si viene a dire che è colpa degli specchi o che è un normale effetto del taglio dei pantaloni (troppo stretti per i miei gusti) o che è altrettanto consueto che il blazer si apra sui fianchi (allargandomi ulteriormente il girovita), giuro che sono pronta a prendere qualcuno a capocciate. Ero (sono) orribile in quelle vesti. Tutto taglia L, e 42. Che orrore. Mia sorella e mia madre continuavano a blaterare il contrario, ed alla fine mi sono convinta a comprare questo trio di abbigliamento. Mancherebbero solo le scarpe e la collana. Più nella mia mente risale quell'immagine nel camerino, e più mi convinco che comunque cambierò pantaloni. Se fosse per me, cambierei qualsiasi cosa. Non voglio assolutamente sembrare un insaccato il giorno che dovrebbe essere uno dei miei più importanti della mia vita. Sono improponibili sul mio fisico, sulle mie cosce e sui miei fianchi (i pantaloni sono a vita alta) sul mio ventre. Indi per cui, cercherò in tutti i modi di adoperarmi per comprare un altro paio di pantaloni da completo. Non importa di quale marca sia (non sono una fissata sui brand, come usualmente si fanno chiamare oggi). Ma sono certa di non volerne uno che piuttosto che essere un pantalone elegante, sembra più rassomigliare ad un pantacollant. O, probabilmente, piuttosto che lamentarmi dell'abbigliamento, dovrei cambiare io, punto e basta. Dovrei lamentarmi del corpo, anziché accusare ciò che è esterno alle mie forme. Ora, se mi penso ad indossare quel "completo", mi immagino già gli sguardi inorriditi degli altri, manco fossi uno dei tanti "freaks" (mostri) dell'ultima stagione di American Horror Story.

Finalmente è uscito il calendario delle discussioni di laurea. Destino vuole, a causa del mio cognome, che sia l'ultima dell'ultimo giorno. Stessa cosa era successa alla maturità: un compagno di classe pescò la lettera "Z" e così, essendo l'ultima dell'alfabeto, fu consequenziale il fatto che sarei stata l'ultima a fare l'esame. Dopo tre anni, la cosa si ripete: certo, nessuna persona ha pescato una lettera, ma chissà perchè deve toccare proprio a me di essere l'ultima dell'ultimo giorno della discussione. Fatto sta che il 16 Dicembre 2014, nel tardo pomeriggio, diventerò una Dottoressa in Filosofia. Il mio relatore in realtà aveva messo la disponibilità per il 15, ma evidentemente la Sapienza non ha potuto rispettare la sua preferenza. In più, quando discuterò la mia tesi, lo farà di fronte ad una commissione formata da soli professori di Estetica (di cui non ho mai fatto un esame, visto il disinteresse in proposito), il che significa che a nessuno interesserà la mia tesi (eccetto al mio relatore, suppongo). Questa affluenza "estetica" deriva dal fatto che tutti gli altri laureandi di quel giorno (eccetto me ed un'altra ragazza il cui relatore è lo stesso) infatti hanno come professore un docente di questo insegnamento. Non posso puntare al 110: infatti mi presenterò con 98, e visto che il massimo dei punti che si possono prendere sono 3, arriverò a 101 (sempre se me li daranno tutti e tre). A leggere che molte di voi invece hanno preso 110 e lode, mi rammarico del mio non efficiente percorso di studi e dei miei voti: mi sento inferiore ed ignorante. Cosa posso farci, però? D'altronde non posso tornare indietro nel tempo e non posso rinnegare il mio percorso universitario: in fin dei conti sul Curriculum Vitae andrà poi segnato il voto della laurea magistrale, il che significa che posso "recuperare" in questi due anni, aspirando al 110 e lode per la prossima tesi (tra due anni). Spero che andrà tutto bene: mi ci vorrebbe proprio un bel giorno da ricordare.


Un saluto ultimo, dal Val.

3 commenti:

  1. Ciao Val... inanzitutto in bocca al lupo per la laurea; sono sicura che darai il massimo di te. Mi spiace che la commissione sia formata solo da professori di "estetica", però questo non vuol dire che non dovrà andare bene, forse dovrai cercare di apparire il più convncente e sicura possibile. E per questo, come ben sappiamo, dovrai essere a tuo agio. Quindi... per noi è difficile stare a nostro agio con il corpo ( e so la fatica che implica lavarsi mentre si odia il proprio corpo), almeno l'abbigliamento dovrà piacerci, quindi sono dalla tua parte quando dici di voler comprare un altro paio di pantaloni...
    Sai, ho due sorelle, entrabme laureate. Una di queste è uscita con 105, nessun 110 con lode ecc... eppure adesso lavora a tempo indeterminato, e il voto nella graduatoria non contava... conta di più quanto sei afferrata nella tua materia.
    Coraggio!

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  2. Secondo me non sei ne tu ne il completo! Magari questo completo semplicemente non è adatto al tuo fisico..penso che cercando meglio puoi trovare qualcosa di più adatto a te se ti sembra che questo non vada bene..ci sono i vestiri giusti per ogni tipo di fisico biaogna imparare a valorizzarsi! Capisco che sia difficile sopratutto se non riesci neanche a guardarti allo specchio però magari con qualcosa di adatto al tuo fisico che valorizzi i tuoi punti forti (e non dirmi non ce ne sono perché non ci credo! ) e nasconda quelli che secondo te sono i difetti evidenti che non vuoi che si vedano ed essere elegante allo stesso tempo!
    p.s.non rammaccaricarti per i tuoi voti io neanche ho finito il liceo figurati..e se arrivi anche "solo" a 100 a me non sembra niente male..c'è molto di peggio!

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  3. Ciao Val, che meraviglia, nonostante il tuo combattimento con lo specchio sia una cosa a me molto familiare, l'argomento che mi distrae è la tua imminente laurea :)
    Dev'essere proprio una grande gioia essere arrivata alla fine di un percorso,e ne devi essere fiera, non pensare all'abbigliamento ma a quello che succederà quel giorno!
    Sono molto felice per te!!
    Un abbraccio grande!

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