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12 ott 2014

Decisioni bipolari.


"Perchè sentire che si soffre è una tormenta"
Alessandro Mannarino
dalla canzone "Signorina"


L'indecisione mi violenta e mi percuote. Non riesco più ad essere sicura di niente, figuriamoci con L., con il quale ero rimasta d'accordo che mi sarei fatta sentire io appena trovato del tempo per farci quattro chiacchere (causa tesi). Sono passati già una decina di giorni e so che potrei benissimo organizzare qualcosa ma tuttavia non oso contattarlo perchè potrei incorrere in diversi "rischi". Primo, lui non vuole storie serie il che, mi fa pensare, di non potere avere l'esclusività di essere la sola con cui esce. Sennò che differenza ci sarebbe tra storia seria e storia non seria? Secondo, se si tratta di una storia non seria, immagino faccia prevalere l'elemento sessuale rispetto, per esempio, al dialogo, la comunicazione o anche una semplice passeggiata e via discorrendo. Conseguente a questo assunto è che io quindi non mi sentirei propriamente a mio agio, se lui insistesse in questi termini. Tutt'oggi non sono ancora capace di vedere il mio corpo come forse si dovrebbe vedere. Lo rifiuto ancora. Quindi, l'idea di una storia non seria in cui il sesso diviene quasi prevalente nella "relazione", io non ci sto. O per lo meno, vorrei ma non posso, ecco. Non posso permettermelo, sempre a causa del mio corpo. Eppure, lui mi incuriosisce e devo ammettere che è piuttosto attraente non solo a livello fisico ma anche a livello intellettuale. Ho sempre cercato un certo tipo di intelligenza nell'uomo, che vada al di là della mera quotidianità o delle solite chiacchere. So che con lui potrei certamente avere quel tipo di comunicazione che mi piace tanto. Forse è perchè entrambi studiamo filosofia il che, sicuramente, ci porta ad osservare le cose del mondo con uno sguardo, oserei dire, più profondo (senza nulla togliere agli altri). Sono attratta da lui, sia fisicamente che mentalmente.

Eppure..

Mi sembra tutto così difficile. Se avessi quella spontaneità e voglia di lasciarsi andare, sarebbe tutto più semplice. Se smettessi di terrorizzarmi ad immaginare il suo sguardo sul mio nudo corpo, forse gli scriverei, forse lo bacerei. Anche quando si tratta di baciare una persona, iniziano a girovagare i miei pensieri ansiogeni e torno ad essere una bambina di 15 anni. Come se non avessi mai baciato o fatto esperienza dell'amore o del sesso. Ogni maledetta volta che ho l'opportunità di frequentare/conoscere una persona, è come se ritornassi vergine. E quindi scaturiscono tutti i timori circa il fatto se bacio bene, se gli piaccio, se vado bene così come sono, così come bacio, così come faccio l'amore e via discorrendo. Tutte queste paure non mi lasciano tregua e sono continuamente combattuta tra il fare e non fare qualcosa. Un turbine di indecisioni che mi fanno camminare sul ciglio di un burrone: rischio sempre di cadere giù di sotto. Come se in realtà, non fossi già sprofondata. Il fatto è che tutta questa insicurezza, oserei dire infantile, apparentemente può sembrare sciocca ed inutile. Anche io me ne rendo conto. Tuttavia, le insicurezze "infantili" che mi porto dietro, hanno un significato forse più profondo. Sono fondate su un'insicurezza esistenziale, direi. Quello di cui ho paura è che tutto questo turbine di angoscia non se ne vada mai. Per quanta terapia io abbia fatto sino ad oggi, il fulcro del problema è pur sempre questo, e non sembra volersene andare.Mai avuta la sensazione di voler tornare sulla scena di un crimine? I miei pensieri ritornano all'insicurezza, all'indecisione, alle paure di sempre. E rimango ferma, ad osservare tutto questo putridume che è la mia vita. Un'intera esistenza spesa a guardare il mondo che gira, mentre io rimango inerme ed immobile allo scorrere del tempo. Non mi sento bene in nessun punto, non starei bene neanche se vivessi lontana da qui. E sapete perchè? Perchè non mi piaccio io. Ed ovunque andassi, mi porterei comunque questo peso sulle spalle: me stessa. Mi sento come un piccolo uccellino ferito che si agita in una bottiglia. Forse alcuni corpi non sono fatti per essere toccati. Forse il mio corpo non è fatto per essere accarezzato. O baciato o abbracciato. Forse rimarrò sola. Senza mai sentirmi bene.


Un saluto indeciso, da Val.

3 commenti:

  1. Potresti fare l amore al buio no?
    (lo so sembra demenziale questa risposta) ma è una soluzione così semplice da far spavento.
    Susi

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  2. Ma tu lo accarezzi il tuo corpo? Lo ami? Il tuo corpo è tangibile e sicuramente fatto per essere toccato, sei tu che gli neghi questa funzione (senza volerti accusare, sto solo facendo un'osservazione). Capisco il tuo essere restia ad abbandonarti a una storia "non seria", capisco il non farsi toccare. C'è stato un momento della mia vita un cui rifiutavo di farmi baciare persino dalla persona che mi piaceva, perché mi disgustava potesse vedermi come un oggetto sessuale. Ma c'è una serenità raggiungibile nel rapporto col proprio corpo e con la propria sessualità. Inizia tu a trattare il tuo corpo come qualcosa di amabile.

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  3. Il tuo corpo è fatto per qualsiasi cosa il tuo animo gli consenta di fare.
    Amare e amarsi. Accarezzare e accarezzarsi. Godere e godersi. Uccidere e uccidersi.

    A ogni nuovo incontro, a ogni nuovo uomo, è davvero un po' come ritornare vergini, impacciate, timorose.
    Perché è diverso l'altro, e siamo diverse noi, e noi e l'altro insieme siamo diversi da qualsiasi altro amalgama nell'universo.
    E forse non è del tutto male che sia così.
    Altrimenti sarebbe tutto troppo uguale, e il volto di oggi sbiadirebbe schiacciato fra quelli di ieri e domani.
    Chiaramente non so e non voglio darti consigli, ma mi permetto un'osservazione: perché questa associazione spontanea e indiscussa fra momento e pura fisicità animalesca?
    A volte, tenersi distrattamente per mano lungo tutto il tragitto non vale un singolo bacio capace di rapirci l'anima per un istante.

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