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09 set 2014

Farsi amare, nonostante tutto.


Chi mi può incontrare nella mia sofferenza? Tutte le parole che mi sono rivolte risuonano più o meno false. E' qualcosa che va al di là delle parole, dei linguaggi. Mi sento solo. Chi è in grado di capire ciò che c'è di unico nel mio dramma interiore, nella mia prova fisica, psichica? Conosco allora la tentazione di rinchiudermi in questa solitudine. Eppure, nello stesso tempo, una parte di me vorrebbe comunicare. Sono lacerato tra questi due desideri, tirato da una parte all'altra. Quando è molto forte, la sofferenza ci sembra stupida e assurda, come dicono i filosofi.
Xavier Thévenot
"Ha senso la sofferenza?"



Credevo che mercoledì dovessi andare dal Dottor R., quando in realtà lui non mi aveva specificato che ci saremmo visti il 10 Settembre, e non il 3, come supponevo io. E pensare che io aspettavo di vederlo, solo per convincermi a prendere una decisione circa la scelta da fare con L.: provarci o non provarci? Ne abbiamo comunque parlato al telefono, ed essenzialmente lo psicoterapeuta mi ha detto che tocca a me prendere una decisione, non può farlo lui per me (logico). Quello che mi ha detto, sono state parole sacrosante ed oserei dire quasi illuminanti per la sottoscritta. Cose di cui non avevo piena consapevolezza, o che il mio sguardo non è mai stato capace di scrutare fino in fondo. E giuro che più ci penso, più mi sale una tristezza, un disagio che mi fanno riempire gli occhi di lacrime, tanto mi rendo conto di quanto siano invalidanti tutti i miei pensieri. Entrare in una relazione (a prescindere che sia L. o meno) indicherebbe "abbassare la guardia" (idea incontemplabile per una come me, che vuole far predominare il controllo, affinché nessuno possa giudicarmi negativamente) e significherebbe anche accettare/riconoscere di poter essere amabile e amata per quello che sono, accettare di potermi sentire libera ed accolta dall'altro. Contemplare anche solo l'idea che io possa piacere per ciò che sono, a me pare però paradossale ed illogico, poiché sono la prima a dirmi il contrario di questo. Qui l'"essere" non deve essere esclusivamente riferito all'apparenza fisica, no, non è solo questo. Ma è, forse anche più di tutto, riferito alle vulnerabilità, alle imperfezioni, a ciò che fa di me ciò che sono. Non so se ho reso l'idea. Sul serio, è una cosa importante questa: piacere per ciò che si è, essere amabili ed amati. Nonostante le incertezze e le insoddisfazioni, nonostante le amarezze ed i segreti. Cosa c'è di più bello che farsi volere bene da una persona anche "nonostante tutto"? Nonostante i brutti pensieri, nonostante i lunghi silenzi, nonostante i disagi? Ma io questo non riesco ad assimilarlo in tutto e per tutto. Non ne sono proprio capace. Mi piacerebbe pensare il contrario, mi piacerebbe pensare che posso essere amata, mi piacerebbe pensarmi amabile, mi piacerebbe ritenermi all'altezza di tutte le situazioni, mi piacerebbe essere consapevole di quello che gli altri vedono in me, mi piacerebbe addirittura avere gli occhi degli altri per capire davvero cosa c'è in me di così tanto "bello" e "amabile", magari anche convincendomene. Non sono mai riuscita ad amarmi, ma so di odiarmi in modo squilibrato, illogico, incomprensibile, contraddittorio. Mi sono sempre affannata a raschiare con le unghie su questi miei alti muri mentali, per trovare motivazioni contrarie, sforzandomi di capire le motivazioni che portano gli altri a dire che sono amabile. Dovrei imparare a tollerarmi, a capire le mie imperfezioni e starci dentro. Basterebbe "solo" questo. Dovrei lasciarmi avvicinare, lasciare fuori tutto quello che sono stata, quello che sarò. Ma "questo" mi sembra così tanto irraggiungibile, ora.

Non so neanche più cosa pensare di L.: non so se il suo tentativo di approccio che vuole instaurare con la sottoscritta, sia solo un modo per possedermi come un mero oggetto, al superficiale fine di raggiungere il coito. Non so a cosa credere: perchè si è rifatto vivo dopo diverso tempo, durante il quale tra l'altro, si è frequentato con un'altra ragazza? Perchè ora? E se mi volesse solo usare e basta? Ragionerà anche lui così come ha fatto O.? Io non voglio ripetere quello che è accaduto con quest'ultimo, assolutamente no. E so che basterebbe chiederglielo, chiarire le cose e mettere i puntini sulle "i". Ma, se mai fosse così, non so per quale irragionevole motivo, non riuscirei a sostenere alcuna argomentazione. Cercherei di giustificarmi (per cosa?), cercherei di non rendermi ridicola (di cosa?). Gli ho chiesto di uscire, alla fine. Ma poi, mi ha dato buca: non che non si è presentato all'appuntamento, ma poche ore prima mi ha poi spiegato che non poteva più, dato che aveva ricordato di avere una partita (di calcio?). Mi ha proposto di vederci il giorno dopo, ma ho declinato l'offerta, spiegando che dovevo impegnarmi nello studio. Da allora non si è fatto più sentire. Sono passati 4 giorni.

Ogni santo e stra-maledetto giorno, mi sveglio con lo scopo di vedermi migliore, di vedermi migliore di quello che ero il giorno prima, perchè si sa, che non ci si sente mai abbastanza. Mi guardo allo specchio, e quello che succede è che e mi distruggo ogni volta: obsoleta, oscena. Mi sento vivere la mia vita in solitudine. Ma so anche che la mia vita non è sempre stata così. Se mi concentro, riesco a vedermi sorridere spontaneamente, a vivere. E' che ora ho paura di tutto. Di qualsiasi situazione sociale o meno. Di qualsiasi possibilità, di qualsiasi rivoluzione, di qualsiasi svolta. Ed allora guardo con invidia quasi viscerale, tutti gli altri, il mondo circostante: loro fanno le cose così come vogliono, così come gli vengono. Ed io li ammiro, perchè io non ne ho il coraggio; li ammiro con il mio cuore che brucia in petto. Non ho il coraggio di lasciarmi essere. Ci passo tutti i giorni, con queste sensazioni e queste emozioni. Ogni giorno mi sveglio e la mia mente ci impiega qualche momento a riannodare i pensieri e a ricordarsi dov'eravamo rimaste io e lei. E quando questo succede, allora è l'inferno. Ogni giorno è un pugno in faccia. Una voce che mi urla nella testa. Una condanna senza appello.


Ogni giorno, dura per tutto il resto della mia vita.


Un saluto paradossale, da Val.

2 commenti:

  1. Sei così intensamente bella, Val.

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  2. "shree Rose vedendo che la festa era riuscita perfettamente e che gli invitati ridevano e ballavano si chiese:
    Perchè qui tutti si divertono e io no!?!
    Sheree non sapeva che in quel momento ogni suo invitato , nessuno escluso, aveva il suo stesso pensiero

    Clive Blatty

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