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16 dic 2013

Questioni.


Sei totalmente sola. Sei sempre sola. Tutto il resto te lo inventi.
Christiane F.
"Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino"

Qualche giorno fa, ho contatto il Dottor R., narrandogli di un paio di episodi in cui sono scoppiata a piangere senza alcun motivo fondato (apparentemente). Ho chiesto chiarificazioni e risposte a questo mio comportamento. Ha saputo dirmi che stiamo smuovendo emozioni e sentimenti che ho vissuto in maniera dolorosa e che, se volevo, potevo scrivergli una lettera, al fine di poter lavorarci meglio anche per la prossima seduta (che sarà domani). Ci avrebbe anche permesso di sfruttare al meglio il percorso psicoterapeutico, ha aggiunto. Così mi sono messa davanti al tablet ed ho iniziato a scrivere tutto d'un fiato, come se quelle parole non avessero aspettato altro che svelarsi. Ed ho parlato dunque del baratro apertosi dopo la seduta dell'Imagery with Rescripting, la quale ha fatto sì che venissero sbloccati determinati meccanismi, situazioni rimaste assopite e che, alla fine, si sono come rivoltate dentro di me. Spesso (chi legge il mio blog può verificarlo) scrivo delle sedute che ho con il Dottor R., e dunque rimuginandoci sopra soprattutto grazie (o a causa, dipende dai punti di vista) alle ultime due sedute, ho constatato quanto io possa essere sola: con una sorella assente nei momenti del bisogno, con mia madre che mi ha sempre sminuita per alcune questioni che io invece ritenevo più che importanti. A me bastava solo un abbraccio, una parola. E se invece avessi ricevuto quel gesto, o ascoltato qualcosa? Le cose sarebbero cambiate? Ho posto queste domande esistenzialiste anche allo stesso Dottor R., sebbene forse credo di aver assolutizzato un pò troppo la questione. Il fatto è che scoprire queste cose tutte insieme, in così poco tempo (dunque nell'arco di due settimane), mi ha debilitata molto. Riesco solo a pensare: e dunque, non è colpa mia? E' "solo" per questi gesti mai ricevuti che ho sofferto in seguito di anoressia? Cioè, da che non ho mai udito alcun tipo di parola di conforto, sono diventata così insicura, e dopo di che il tutto è sfociato nei disturbi di comportamento alimentare? E' quindi per questo, che ad oggi, sono così? E' quindi per le non attenzioni che alla fine sono divenuta così paurosa persino della mia stessa ombra, e sono sempre piena di insicurezze? E' perchè nessuno me ne ha mai date? E se allora fosse davvero così, non posso far altro che provare rabbia. Vedo mia sorella, e provo rabbia. Vedo mia madre, e provo ancora rabbia. Poi mi vedo io, allo specchio, e sono sempre arrabbiata. E visto che non posso parlarne con la persone dirette interessate, la rabbia si incanala in me, divenendo così tristezza, e la tristezza successivamente si trasmuta in solitudine. Forse è questo il meccanismo che agisce nella mia mente. Non lo so. Continuo solo a pensarci sempre: sono stata sola fin da piccola, e con questa realtà mi ci sono scontrata in così poco tempo che è stato un carico troppo pesante per le mie spalle. E poi, mi vedo qui ed ora: sono sempre sola. Sebbene ci sia il Dottor R., o anche C., la stessa M. ed anche la Dottoressa D.; fatto sta che io ho questo senso di solitudine interno che non riesco ad esplicitare meglio se non con queste parole futili. Forse è per tutti questi motivi che mi sento così strana e triste in questo periodo (non per altro ho pianto in palestra, all'università, davanti a C.).

Dato che per domani ho il sospetto che sarà una seduta un pò "pesante", preparatevi per un altro post.
Forse avrò voglia di scrivere di più, approfondendo diversi argomenti.

Un saluto solitario, da Val.

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