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28 dic 2013

Nostalgica fino ad un certo punto.



Dick non ha più voglia di cantare, allora va avanti da solo, Dick. Camminerai in un modo diverso da solo, caro, in un'atmosfera più fitta [...] Sentirai il tuo riflesso scivolare sugli occhi di quelli che ti guardano. Non sei più isolato; ma credo che tu debba toccare la vita per poter spiccare il salto da essa.
F. Scott Fitzgerald
"Tenera è la notte"

Se mi guardo indietro, un anno fa, in questi giorni, venivo corteggiata da G. e sarebbe mancato poco tempo al nostro primo appuntamento, e ricordo bene che ne passarono ben tre prima di darci il nostro primo bacio. Eravamo di fronte alla pasticceria Marinari di Viale Libia. Ricordo ancora di avergli detto "Se aspetti che sia io a fare la prima mossa, campa cavallo che l'erba cresce". Proprio così, gli dissi. E così ci baciammo. Era da tempo che non sentivo quel calore che mi ardeva dentro. Anzi, non avevo mai avuto modo di sentirlo in alcun modo. Solo con lui sono riuscita a scavalcare tanti problemi. Quando arriverà il 20 Gennaio 2014, penso che la nostalgia che ho in questo periodo sarà più intensa. Dovrò farci l'abitudine, purtroppo. Ripenso alla notte tra il 7 ed 8 Marzo 2013, quando ho fatto l'amore con lui per la prima volta. E la stessa cosa ero io per lui. Ed il giorno della festa della donna, mi ha addirittura accompagnata fino al bar in cui lavoravo e, tornando a casa, decise di comprare dei fiori da poter posare sul mio letto. Quello è stato il giorno più bello della mia vita in assoluto. Ripenso poi al 19 Aprile, quando mi ha lasciata. Non c'è bisogno di andare a rileggere il post. Quella è stata la sera in cui sono morta dentro. Lui era come me: si ricordava ogni data, ed ogni minimo dettaglio. Chissà se ogni tanto ci ripensa a queste cose, a questi numeri. E magari, pensa a me. 

In questi ultimi tempi, sento il desiderio di volere frequentare un'altra persona. Oppure, se vogliamo fare ironia di basso borgo, sarà data dall'astinenza sessuale. O., in fin dei conti non era assolutamente paragonabile a G., figuriamoci a pararne in termini di relazione. Ormai quello che (non) c'è stato con O., è completamente rimosso. E' come se dopo G., io non avessi frequentato nessun'altro. Nessun'altro che mi abbia riscaldato il cuore, nessun'altro che mi abbia accettata per quello che ero. Ci sono state delle opportunità che avrei potute sfruttare, è vero. Solo che ora ho una paura un pò più grande: e se non andassi bene per quello che sono? Lasciamo perdere il fattore fisico. Ora voglio parlare del lato esistenziale, del contenuto del mio corpo: me. Ho fatto sfuggire G. perchè non solo mi ero completamente lasciata andare dicendogli che lo amavo dopo solo tre mesi, ma anche perchè lui non riusciva più a tollerare il mio comportamento. Gli dava fastidio se gli dicevo delle mie paranoie, gli dava noia se si parlava dei miei problemi. Lui stesso mi aveva detto che quando lo chiamavo o lui chiamava me, parlavamo solo delle stesse cose. Di me. Io invece, ad oggi e quindi con mente più lucida, non penso che sia propriamente così. Sì, i miei problemi forse avevano un peso maggiore rispetto ad altri, ma ricordo bene di conversazioni basate sul suo rapporto con la sorella, la madre, il padre. Lui non si sbilanciava più di tanto, e non era facile farlo parlare di cose sue intime. Tra le diverse scuse per lasciarmi, mi disse che facevamo troppo spesso l'amore, e che non parlavamo mai. Ma come? Prima ci si lamenta che non lo si fa, e poi dopo ci si lagna per il contrario? O più semplicemente, questo minestrone di scuse che mi aveva dato, servivano solo per farmi indurire la pillola, come si suol dire. Ricordo benissimo che il Dottor R., aveva invece l'idea che avesse detto tutto questo perchè era rimasto spaventato dalla sottoscritta. Probabilmente non si era reso conto del "peso della portata". Nostalgica lo sono ancora, è vero. Perchè è stato l'unico che mi ha fatto battere il cuore. L'unico che sapeva come toccarmi, sapeva dove accarezzarmi. Sarà dunque questo periodo un pò nostalgico a farmi desiderare di avere qualcuno a mio fianco. Il problema è che appena ci penso, salgono a galla tanti dubbi.

Ed allora mi chiedo: se il mio sistema cognitivo ormai è fatto così com'è e nonostante tutta la terapia che io potrò mai fare, alla fin fine non si potrà cambiare tutto..allora ci sarà mai nessuno capace ad accettarmi per quello che sono? Con G., mi sono aperta e mi ha lasciata; ad O. non interessava sapere nulla, basta che si facesse sesso (e se posso dirlo anche insoddisfacente per me [tutte le volte]: oh, e mo l'ho detto). Ho avuto due esperienze totalmente diverse le une dalle altre. Magari la prossima volta prenderò la via di mezzo. 

Come una cretina, per di più, mi sono data la zappa sui piedi da sola: ho scritto proprio oggi a G., dicendogli che volevo recuperare l'amicizia con lui. Insomma di tempo ne è passato, ed io ormai ho preso consapevolezza del passato. Insomma, nessun rancore. Fatto sta che pur avendolo letto (gli ho scritto su Viber) non mi ha suppongo volutamente rispondere. Educato. Molto. Fa niente, non me la lego nemmeno al dito. 

Questo post è stato scritto semplicemente perchè è un periodo un pò nostalgico. Ma, come consiglia il titolo del post: nostalgica fino ad un certo punto. 

Quello che non uccide fortifica, no? Ed anche se allora ad oggi dovrei essere una super-woman, mi accontento di una maglietta (possibilmente XL) con sopra la scritta "Val". E' un inizio. 

Un saluto super-eroico, da Val.

2 commenti:

  1. Mi piace il tuo pensiero.
    Sei molto introspettiva e lucida...
    Vorrei continuare ad ascoltarti...posso?

    Susi

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    1. Certo Susi, a me fa solo che piacere :)

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