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29 dic 2013

Diventare "grandi".



Teniamo in serbo le nostre domande perchè noi stessi ne abbiamo paura, poi ad un tratto è troppo tardi per porle. Vogliamo lasciare in pace l'interrogato, non vogliamo ferirlo profondamente perchè vogliamo lasciare in pace noi stessi e non ferirci profondamente. Rimandiamo le domande decisive e facciamo senza posa domande ridicole, inutili e meschine, e quando facciamo le domande decisive ormai è troppo tardi.
Thomas Bernhard
"Il freddo. Una segregazione"


Dall'ultima volta che sono stata dal nutrizionista, abbiamo "accordato" un certo peso da raggiungere. In realtà, quando mi ha chiesto che peso pensavo adatto a me, ho risposto immediatamente con un 55 kg, auspicandomi una sua reazione positiva. Che ve lo dico a fare, a lui non è andato bene. Mi ha più volte ripetuto che io non sono grassa: "Lei non è grassa. Ed il mio è un giudizio obiettivo". A suo modo ha cercato di trovare ragioni psicologiche del mio modo di interpretare le forme del mio corpo: aver paura di essere troppo ingombrante, di occupare spazio e chi più ne ha più ne metta. Davo poco ascolto alle sue metafore analitiche, e mi importava di più sapere a che peso volesse che io arrivassi. Fremevo dall'ansia di saperlo. Alla fine, vuole che io raggiunga un misero 60 kg. Questo è stato il suo giudizio, "Essendo poi lei alta 175 cm, potrebbe benissimo fare la modella una volta raggiunti i 60 kg". Seh, vabeh. A me l'idea di arrivare a questo numero, non fa impazzire, affatto. Sono andata via dal suo ufficio parecchio demoralizzata, roba che avevo i lacrimoni agli occhi. Non era semplicemente quello che mi aspettavo da lui. Speravo almeno in un 58 kg. Non so, a me i 60 kg non piacciono per niente. E' un numero..troppo tondo. Dovrei perdere giusto 4 kg (dall'ultima pesata ero 64 kg). Spero che poi in seguito si possa contrattare meglio tale cifra: magari una volta raggiunti i 60 kg, potrei provare a chiedere di perdere un altro paio di chili, massimo tre, eccp. Non sono per niente soddisfatta all'idea di perderne 4 kg e fermarmi lì. Mi auspico anche che la prossima volta che ci andrò, si prenderà il toro per le corna e si deciderà di farmi iniziare a seguire dunque 'sta maledetta dieta. So per certo che dovrò andare al centro di Tor Vergata per farmi fare non so quanti esami sulla massa magra, massa grassa, massa muscolare ecc ecc; ed ovviamente tutto a mie spese dato che mio padre non sa niente né del nutrizionista, né tanto meno della dieta. Le mie finanze ne risentiranno: la mia amica C. dice che fare tutti quegli esami costa dai 50 ai 100 euro. In più devo ancora fare gli esami per la tiroide, e lì sono altri 50 euro. 

Comunque, in questo momento non faccio altro che pensare a come poter convincere il medico a farmi perdere altro peso. Non vorrà i 55 kg, ma almeno spero che mi abboni i 57-58 kg. Non potete immaginare quante divinità oniriche stia pregando. Quindi se mai vi capita di pregare un protettore di qualsiasi cosa, magari dedicate un pensierino anche per la sottoscritta. 

Sapete, è difficile fare tutte queste cose all'insaputa di mio padre. Per carità, è un modo che mi insegnerà sicuramente ad essere più indipendente e tutto quello che volete, solo che non volevo che fosse questo il periodo o il momento. Avrò pure 21 anni e ormai sono grande e vaccinata, ma non mi era mai successo di pagare per conto mio ad esempio un medico, o chiamare una clinica per sapere quanto costassero i valori tiroidei senza impegnativa medica, e figuriamoci quando dovrò andare da sola a Tor Vergata a svolgere tutte pratiche burocratiche, andare agli sportelli, portare ipotetici documenti, ecc ecc. Mi fa paura, ecco. Pensavo di essere più che capace a fare tante cose, ed ero sicura che nel mondo me la sarei cavata più che dignitosamente. Invece no. Pare facile, ma non lo è affatto. E' un tipo di crescita diversa. Si tratta davvero di diventare "grandi". Dislocarmi in diversi luoghi senza che mio padre lo sappia, organizzarmi per conto mio, chiamare e prenotare, pagare con i miei poveri risparmi..insomma non pensavo che dovessi farlo a 21 anni. Ma, provando a guardare il bicchiere mezzo pieno, almeno queste cose mi ritorneranno utili in un futuro, no?

Un saluto da "grande", da Val.

1 commento:

  1. "La possibilità di prendere consapevolezza di quello che si sa fare realmente, la si potrà avere solo nel momento in cui ci si stacca realmente da "casa"." Credo che questa frase dica tutto, dobbiamo staccare i cordoni che ci tengono legati a tutte quelle persone che crescono al posto nostro, che fanno al posto nostro. Non so se riesco a spiegarmi, ma ogni cosa che facciamo da noi aggiunge un cerchio al nostro tronco, fino a diventare querce secolari e tu hai tutte le potenzialità per diventarlo!

    Val sono accanto a te, anche quest'anno, con le nostre speranze e i nostri mostri.

    Ti abbraccio forte

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