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09 nov 2013

Imparo così bene dai miei errori, che ogni volta li faccio sempre meglio.



E' forte essere depressi: ti puoi comportare male quanto ti pare.
Nick Hornby
"Alta fedeltà"


So che ogni qual volta mi trovo davanti allo specchio, il mondo mi sembra più pesante. E forse sono io ad appesantirlo, con il mio odio per me stessa. Guardo il mio riflesso e osservo con pudore ogni mio particolare. Ogni particolare che detesto. La mia pancia, con le cicatrici, intagliate dalla lametta. Sono una triste poetessa: mi chiudo dentro me stessa e trasmetto il mio dolore tramite le parole, solo che non uso l'inchiostro e il foglio bianco. Uso il sangue e la lama. Metto in disparte me stessa. Nessuno legge il dolore negli occhi, nessuno immagina cosa si celi dietro. Nessuno sa che voci ho dentro la testa. Sento il bisogno di essere liberata.


Un giorno non vorrò alzarmi dal letto. Un giorno non vorrò sentire nessuno e spegnerò il cellulare. Un giorno mi imporrò di non mangiare (ma poi mangerò), così un paio di ore dopo mi punirò. Un giorno mi odio, un giorno forse mi amo, ma no, in realtà mi odio. Ogni giorno mi sento sempre più matta. Stupida debole vacca che sono. Dovevo essere forte.


Quando mi guardo allo specchio ho l'improvvisa voglia di piangere, perchè odio ciò che vedo, oppure quando mi provo un jeans che non mi calza, quando non posso indossare vestiti che mi piacciono tanto sulle altre, ma su di me fanno schifo. E allora penso che sarebbe meglio morire che continuare ad affrontare tutte queste mie umiliazioni personali, quando gli insulti non smettono di risuonarmi nella testa, quando vedo che tutte le mie amiche sono magre. Ecco, io mi sento così tutti i giorni.


La verità è che mi sento in colpa. Mi sento così in colpa per il semplice fatto di non essere come tante ragazze: perfetta. Mi sento così in colpa perchè non riesco a smettere di infilarmi quella lametta lungo l'addome (che non ho). Mi sento così in colpa perchè non riesco a perdere peso. Mi sento così in colpa perchè semplicemente quando mi guardo allo specchio vorrei sparire. Mi sento così in colpa perchè non riesco ad amarmi. Mi sento così in colpa perchè alla fine io sono solamente un inutile peso.


Non mi piaccio. E chiunque lo potrebbe vedere. Io mi guardo semplicemente allo specchio e vedo che c'è qualcosa che non va: più o meno tutto. Non mi spiego perchè non sono nata magra o perchè non riesco a mangiare solo un'insalata per avere anche lontanamente il fisico che vorrei. Sono insicura ma provo a non farlo vedere. Sono la classica ragazza che dice di amare gli indumenti larghi, perchè odio vedere come quelli attillati risaltino tutto quello che non dovrebbe esserci.


Sono stanca. Stanca delle ossa che tutte hanno tranne che me. Stanca della pelle diafane. Del volto angelico che non ho mai avuto. Stanca di tutte le ragazze che si possono leggere come un libro perchè le ossa formano parole sulla loro pelle. No. Non è vero, cosa sto dicendo? Non sono stanca di loro. Ma sono stanca di me. Sono grassa, anche per avere un disturbo alimentare, sono grassa per vedermi anche solo guardabile, sono grassa perchè il sole riesca a riscaldare tutta la mia superficie. Sono grassa, oscillo tra numeri troppo alti, e sono stanca di rovinare tutto. Mi sento come Ulisse, che si avvicinava sempre di più a Itaca ma ogni qual volta una tempesta lo allontanava più di prima. Rovino tutto. Sono un disastro. Un grasso disastro. E sono stanca. Stanca di me.


Vorrei strapparmi la carne di dosso, e faccio di tutto per apparire più bella agli occhi di tutti, e faccio finta di non fregarmene del giudizio della gente..ma invece non è così. Dico che non mangerò, ma poi lo faccio, e mi pento. Mangio e ad ogni boccone so che questo finirà su quella fottuta pancia e sulle cosce. Mi guardo allo specchio e vedo che le cose non mi stanno come vorrei, che vorrei chiudermi in una stanza e non uscire perchè penso di essere impresentabile. Però so che non posso. Mi guardo intorno e vedo gente migliore di me, ovunque. Ogni specchio che vedo, vorrei romperlo.


Ripetetemi ora che devo essere forte, perchè un giorno sarò felice, avanti.


Un saluto stanco, da Val.


1 commento:

  1. ciao Val.
    E' stato un piacere leggere il tuo commento.
    Sono una studentessa di filosofia anch'io sai?

    L'argomento l'hai centrato in pieno.
    Il fatto che tutto giri attorno al DCA non è un qualcosa di cui me ne faccio una colpa.. l'ho consciamente accettato, ormai è diventato parte della nostra indole, ma mi permetto di dire che mi da fastidio.
    Mi da fastidio - anzi, mi do fastidio - come spieghi tu stessa in questo post.
    Ci si stufa, eppure da se stessi non si può scappare.
    Ci vorrebbe un'accettazione positiva della cosa, bisognerebbe svilupparla in qualcosa che facesse progredire.. ovviamente ciò non sparirà mai.

    Sai, tipo Nietzsche, quando parla della differenza tra nichilismo positivo/attivo e nichilismo negativo/passivo.
    Il nichilista passivo è incastrato, alla morte di Dio.
    Colui che avanza e ricostruisce senza prescindere dalle macerie che ha lasciato è il nichilista positivo.

    Ma c'è da dire che a parole sono tanto brava.
    Per i fatti ci vorrà ancora molto tempo.

    Un abbraccio forte.

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