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20 ott 2013

Relazione o non relazione? That's the problem.



Nei nostri sogni fa capolino il pazzo che è in noi. Dopo aver presieduto alle nostre notti, si addormenta nel più profondo di noi stessi [...] tuttavia qualche volta lo sentiamo russare nei nostri pensieri.
Emil Cioran
"Sillogismi dell'amarezza"


La relazione con O. dovrebbe essersi conclusa. Almeno credo. Già scrissi qualcosa di quello che facciamo/siamo. E' una relazione un pò fuori dagli schemi, non per chissà che cosa, semplicemente perchè ci siamo sempre potuti vedere in orari un pò tardivi, e in quelle poche ore lui è sempre "preoccupato" a voler fare sesso o altro. E' una cosa a cui non so dire di no. Non perchè sia una ninfomane, assolutamente. Ma perchè ho paura che, dicendogli di no, imponendomi o quant'altro, lui possa malgiudicarmi. Possa abbandonarmi, lasciarmi perdere, e non volermi più vedere per il "solo" fatto che non si faccia sesso o cose affini ogni qual volta che ci si vede. Ho provato a rifiutare, a dire "non mi va", solo che alla fine a lui è sempre bastato ricevere qualcosa da parte mia. Poi, un paio di coccole e via a dormire. Come se una volta ricevuto il "servizio" allora potesse dormire sogni tranquilli. Non so con quali altre parole dirlo, per essere il più fine possibile. Quasi tutti hanno provato a farmi capire che non è colpa mia, ma semplicemente lui non è la persona giusta per me e si comporta male. Per carità, lo so che forse non è il principe azzurro. Io non mi sto facendo lasciare andare per niente in questa cosa. Addirittura la prima volta che siamo finiti a letto, io in realtà neanche volevo. Ma sapevo che "dovevo". Sono sempre stata una persona che, per farsi "andare bene" e "accettare", si è sempre sentita in dovere di dimostrare di poter essere all'altezza della situazione e delle persone che le si avvicinano, che incontra e con cui instaura un'amicizia o relazione che sia. Come se in realtà non potessi dimostrarlo altrimenti. Come se non bastassi per come sono e quindi devo fare sempre qualcosa in più. E' strano. Ma soprattutto stancante. Mi sfinisce tutta questa faccenda. 

Il Dottor R. mi ha aiutato a riconoscere che questa "relazione" è solo un rapporto in cui ne sono "succube". O. è sempre stata una persona che si percepisce come un dio sceso in terra. O per lo meno è quello che ho capito io. Lui stesso mi ha detto che spesso, riconosce che il suo difetto maggiore è quello di sentirti superiore a tutti. Purtroppo tale caratteristica si è ripercossa anche nella relazione, e non solo dal punto di vista di un approccio fisico. Quando è capitato che mi sia imposta con più forza affinché non si facesse nulla di vicino al sesso, ed ho aggiunto che mi sarebbe piaciuto maggiormente parlare e conoscerlo meglio; ha saputo dirmi (testualmente) "Sei tu quella che ha problemi. Se vuoi parlare, fallo te. Sei convinta che in una relazione ci debba essere per forza un dialogo". 

Ho smesso di assumere sia Fluoxetina che Topamax. Entrambi i farmaci mi hanno causato problemi a livello fisico: a causa del Topamax ho avuto tre episodi di nausea. A causa della Fluoxetina invece non ho avuto le mestruazioni (talora aumenta la prolattina). Fortunatamente, sebbene con un ritardo di due settimane, sono tornare. Ma nei giorni in cui ho dato di stomaco ed il ciclo non voleva palesarsi, ho sospettato una gravidanza: O. non ha praticamente quasi mai usato i contraccettivi. Non ho mai pensato che i sintomi potessero derivare dagli psicofarmaci. Solo la mia amica C. mi ha fatto venire il dubbio: sicché ho contattato il Dottor S., chiedendogli se fosse possibile tutto questo e lui ha affermato tutto. Così ora ho smesso di prendere i due medicinali: dovrò aspettare fino a domani, lo contatto e poi me ne darà un altro. 

Dopo aver scoperto che la causa di quei sintomi fossero il Topamax e la Fluoxetina, ho voluto comunque sia contattare O. per dirglielo. Insomma, ero intenta a condividere la cosa con lui. Premettendogli che la questione era stata risolta, gli ho spiegato dei miei sospetti sui sintomi. E sapete cosa è riuscito a dirmi? Che io non ne potevo sapere nulla dei sintomi di una gravidanza. In più, ha anche aggiunto che devo stare più attenta a queste cose. E non si riferiva alle medicine, piuttosto al fatto che lui non usasse i contraccettivi. Capite? Ha dato la colpa a me. Ha iniziato a sperperare parole su parole, per dirmi che devo fare più attenzione a queste cose, che non posso dargli queste notizie e prenderle così alla leggera. Solo a ripensarci mi sale il sangue al cervello. Dopo 4 giorni che non ci sentivamo né vedevamo, come se non fosse successo nulla, mi ha chiesto di uscire. Sono scoppiata: abbiamo iniziato a litigare tramite sms. Come osava fare finta di niente? In realtà ha persino detto che non sapeva di cosa stessi parlando. Come si può dimenticare? Insomma, che valore dà a "noi"? Alla relazione? Gliene frega mica qualcosa? O forse a lui basta avere il coito e chi se ne importa? Insomma, in due parole: gli ho detto che avremmo dovuto parlarne, ma che poi sarebbe finita lì, senza alcuna aspettativa di continuazione della "relazione" (sempre se si possa definire tale). Dopo un giorno mi ha risposto: ha chiesto scusa qualora abbia leso la mia dignità, che non era sua intenzione, che non voleva litigare con me, che può provare a cambiare. Ho chiesto a lui di darmi qualche tempo per pensare. 

Ed ecco giungere il dilemma amletico: ho provato a prendere tempo per cercare di capire cosa voglio. Il fatto è che..non lo so neanche io. Cioè, se spiegassi mai le cose che mi danno fastidio di lui, chi mi garantisce che cambierà? In fondo ho già provato a spiegarglielo, ma non ci sono stati successi. Però, dall'altro lato della medaglia ci sono lui e le sue scuse. Non si è mai dispiaciuto di qualcosa, con me. Non ha mai voluto ammettere le sue colpe. Ora invece sì. E non so se sia segno di cambiamento. Ecco, insomma..non so che fare (strano). Ok, lo sfogo è andato. Avevo bisogno di scrivere, che lo trovo un modo per rilassarmi e lasciar scivolare tutto via (almeno apparentemente).

Un saluto lucido, da Val.

2 commenti:

  1. Ciao Val, bhe a farla breve a me questo O. non piace affatto. Lo so che potrà essere inopportuno che una lettrice qualsiasi da un momento all'altro si metta a sparare sentenze,ma consentimi di farlo. Aldilà dell'importanza che tu possa dare al dialogo,sia essa eccessiva o meno data già l'esperienza con G., essa é un caposaldo di una relazione salda ,SEMPRE. Talvolta ,magari, presi dai troppi affanni non gli diamo valore,tuttavia-in cuor nostro- sappiamo che,in fondo,noi amiamo quella persona. Pertanto,potremmo dimostrarglielo tramite altri 'mezzi',ma almeno siamo certi di farlo. Se ne dovrebbe avvertire l'esigenza,necessariamente,anche nel caso in cui non siamo soliti farlo,perché la nostra,magari,é un'indole tesa alla timidezza(per fare un esempio). Il fatto,poi,che ti 'sottometta',non va bene.. A lungo andare potrebbe degenerare,soprattutto se ci si sente 'in obbligo' a 'far starbene' il partner. E,secondo me, il fatto del dialogo non gli va a genio perche',a mio parere,sei una ragazza MOLTO INTELLIGENTE RIFLESSIVA e che sa contrabbattere per bene se vuole esprimerela sua. Ma pesaci,potrebbe andare avanti così,per sempre,tutto questo? Si potrebbe ,poi,restare con qualcuno che si concentra,fondamentalmente,sul lato fisico,ma che poi,non appena viene messa in discussione circa qualcosa di diverso,di davvero importante,che riguarda solo te stessa-ma anche un semplice sfogo- rifugge il tutto? Rifletti sia col cuore,che con la mente..ma non impedire che questa persona possa mettere a tacere proprio la parte VERA di te,anche con le proprie problematiche! Un abbraccio,ti leggo sempre. Vale :)

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  2. Credo che non potessi gestire meglio la situazione, e che hai fatto bene a prenderti una pausa per pensare.
    Cosa scegliere solo tu lo sai :)
    Un abbraccio

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