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18 ott 2013

Mettendo in dubbio me stessa.



Ho quotidianamente conversazioni intime con il mio scheletro e questo la mia carne non me lo perdonerà mai.
Emil Cioran
"Sillogismi dell'amarezza"


Ci sono momenti di lucidità, ed altri di completa oscurità. Ci sono squarci di raziocinio, ed altri pieni di contraddizione. Ci sono secondi di brevi sorridi, ed altri pieni di occhi spenti che sembrano durare decenni. Ci sono parole di auto-convincimento, ed altre che sanno di menzogna. Ci sono minuti impiegati a studiare ogni mio centimetro di pelle, altri in cui non voglio neanche guardare il mio corpo. Ci sono ore in cui rimango immobile, con la paura di sentire troppo quella carne; ed ore in cui non posso far a meno di muovermi. Ci sono giorni in cui mi proteggo rimanendo rinchiusa in casa, e giorni in cui sento di dover uscire dalle quattro mura casalinghe.

Ho scoperto di pesare 60 kg. Per 175 cm di altezza. Un numero così.."tondo", "circolare", "troppo pieno". Ero uscita dalla sala di fit box, avevo bevuto mezzo litro di acqua, e comunque indossavo delle scarpe da ginnastica (che per quanto possa sembrare banale, hanno un loro peso). Scoperto quel numero, ho capito di essere tornata al punto zero. Vicino al punto dal quale iniziai, tempo fa, la mia discesa nell'anoressia. E' stato strano: (a mente lucida) so di non aver dato un valore a quel numero, tanto quanto ne davo un paio di anni fa. Seppur abbia coscienza di questo, dall'altro lato, quel 60 però mi ha fatto pensare. Pensare ai chili presi in tutto questo tempo, pensare al 60 quasi come ad un fallimento della vita. Dall'altro lato ancora, accanto a me, avevo le persone che mi avevano detto che per la mia altezza, e con quel peso..stavo bene.

Sono sempre stata una contraddizione continua. Una lotta costante tra "A" e "B" che in qualsiasi modo hanno sempre cercato di vivere sullo stesso piano, di stare a braccetto, si sforzano di coesistere insieme. L'ho riconosciuto nell'ultima seduta con il Dottor R.: ho detto lui delle mie contrastanti sensazioni ed impressioni riguardo il mio peso. Gli ho detto che ad oggi, so che di me potrei accettare un corpo non tanto asciutto, piuttosto tonico, sodo. Ma (c'è sempre un "ma"), ho riconosciuto anche che quel 60 non mi piaceva perchè mi ricordava tante cose brutte, esperienze che ho sempre cercato di dimenticare. E mi dicevo che forse, se fossi mai scesa a 55 kg, avrei accettato allora il peso ed il correlativo corpo allenato e che avrei nutrito con un certo equilibrio. Tutta questa sequenza di pensieri, mi ha fatto vedere la questione da un'altra angolazione: e se questo non facesse altro che farmi ritornare al punto di partenza? Nell'ascesa dell'anoressia? Non penso più di voler aspirare ad un corpo asciutto. Almeno, in questo momento la mia parte razionale mi dà questa idea. Sono confusa su molte cose. Ci sono piani, azioni, eventi, contrastanti e non so quale via prendere. Sento di essere un punto interrogativo gigante e mi viene spontaneamente da mettere tutte queste idee in dubbio. Insomma, mi sento un pò di stampo cartesiano in questo momento. Io non so davvero cosa scegliere, a cosa credere, a cosa pensare. "A", "B" o (addirittura) "C". Eppure sono tutte idee partite da me. Quale di queste è un tranello? Quale di queste mi farà smarrire ulteriormente? Quale di queste mi allontanerà dalla soluzione? Quale di queste mi aiuterà, invece?

Alla fine però Cartesio, da che era partito da mettere tutto in dubbio, alla fine aveva trovato una soluzione.


Un saluto cartesiano, da Val.

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