Pagine

25 set 2013

Mix di pillole.


Al di fuori della dilatazione dell'io, conseguenza della paralisi generale, non vi è rimedio alle crisi di annientamento, all'asfissia nel nulla, all'orrore di non essere altro che un'anima in uno sputo.
Emil Cioran
"Sillogismi dell'amarezza"


Le mie abbuffate hanno un rito "matematico". Sono un rito algebrico, hanno uno scopo di "pulizia", ed ordine. Succede che quando apro un pacco di biscotti, la prima cosa che vado a mangiare, sono quelli rotti, quelli a metà, le stesse briciole frantumate. Lo scopo? Mettere ordine, sistemare le cose. Solo oggi, con il Dottor R. ho capito che lo faccio perchè non mi sento a posto io. Mi sento essere l'ultimo pezzo mancante di un puzzle. Così, per sopperire a questa sensazione, "metto ordine" in dispensa, nel cibo, nei cornetti che sono di numero dispari, piuttosto che pari; nei biscotti che continuo ad ingoiare fino a quando non decido che la quantità presa sia abbastanza per essere vicina alla perfezione. Prediligo mangiarne ad esempio 15, piuttosto che 11..premettendo che parto con l'intento di mangiarne solo 2..ma poi mi dico sempre che 5, sarà il numero perfetto. E così via. Fino a 30 biscotti. Mi comporto così con il cibo, perchè non riesco a mettere "a posto" me. "Sistemando" il cibo, mi illudo di star agendo per mettere in ordine il caos che sento vigere in me. E questo comportamento, come la maggior parte di quelli che assumo, hanno una funzione esclusivamente a breve termine. Possono funzionare nel momento, ma subito dopo, ecco che piombo nella disperazione, affogo nei sensi di colpa. Mi sento cadere a pezzi, ogni volta che scopro la ragione delle cose che faccio. Sono realtà che non so se faccio bene a scoprire o no. So solo che a primo impatto, mi sembra assurdo che la mente possa farmi agire in quei determinati modi, che plasmi addirittura i miei occhi diventanti anch'essi complici dei miei maledetti pensieri.

Oltre a lavorare sulle diverse tecniche per limitare le abbuffate con il Dottor R., ho voluto contattare di mia spontanea volontà il Dottor S., chiedendo lui se potessi cambiare tipo di psicofarmaco dato l'insuccesso dell'evitare le mangiate infinite. Così mi ha prescritto il Topamax, che dovrò alternare alla Fluoxetina. Del primo ne prenderò una capsula/compressa la sera, mentre della seconda, ritorno ad una capsula/compressa giornaliera. Non sto qui a sproloquiare sul fine del Topamax, vi basti sapere che dovrebbe lavorare sul senso di inappetenza in maniera (deduco e spero) più importante rispetto a quello che aveva la Fluoxetina. Quindi, ecco, pregate il vostro "Dio", e vi farò sapere in là con il tempo. Sono andata in due farmacie, così ho fatto la scorta di pillole/capsule/compresse o qual dir si voglia: una di queste mi ha pure dato la Fluoxetina sbagliata, ma ho letto che la composizione è sempre la stessa. Quindi, amen. Del Topamax, in una mi hanno dato la scatola di compresse, mentre nell'altra farmacia ho erroneamente ordinato (perchè non c'erano) le capsule. Insomma, non c'ho capito un cazzo. Facevo prima a darmi un colpo in testa, dato i soldi che ci ho speso. Ma è andata. Vorrà dire che la prossima volta farò più attenzione. Anche per quanto riguarda il Topamax, ho letto che sia le capsule che le compresse hanno lo stesso peso e stessa composizione. Quindi, almeno so che non farò grandi errori in dosaggi e quant'altro. 

Stamane, per la primissima volta, è venuta a casa la Dottoressa D.: è stato..strano. Prima di tutto perchè è la prima volta che uno psicoterapeuta viene a casa mia. Secondo perchè, per la prima volta, ho dovuto mettermi dinanzi allo specchio e descrivere senza alcun tipo di valutazione, il mio corpo. Dovevo immaginare che la Dottoressa D., fosse un'aliena, alla quale spiegare come ero fatta. In questo esercizio, dovevo anche "pesare" e valutare il livello di ansia che avevo a descriver e parlare di diverse parti del corpo (lascio a voi l'immaginazione di quali mi abbiano dato più fastidio). Il picco di ansia mi pesava come un macigno sul petto, ma ho riconosciuto che è andato scemando (anche se capitava solo quando mi allontanavo dalle parti "critiche"). Ho dovuto fare i conti con un'ansia che ho sempre cercato di sviare e nascondere. Come prima volta però, non è andata malaccio. Anzi, simpaticamente, la Dottoressa D., mi ha fatto scrivere su un foglio "Mi complimento con me stessa". Sono stata capace di far scorrere sul famoso nastro trasportare, l'ansia che ho sempre, in tutti i modi, coperto.  All'inizio la sensazione non è stata delle migliori, perchè mi sembrava essere uscita dai miei "schemi", dalle mie "regole" e "leggi" di sopravvivenza. Ma poi, a quanto è sembrato, sono riuscita a gestire tutto. Abbiamo messo nero su bianco anche le cose che posso fare/pensare nei momenti in cui so che sto per andarmi a specchiare, affinché possa limitare questo mio comportamento ossessivo. Spero davvero di averne le capacità. 

Forse ho scritto un pò troppo. Mi aspettavo però una "reazione" del genere, dopo queste fantomatiche notizie/scoperte/decisioni. Quindi, credo che sia giunto il momento di salutarvi..no, non mi vado ad ammazzare..devo solo prepararmi per andare in palestra (sarcasmo, portami via).

Un saluto topaxiano e fluoxetiano, da Val.

2 commenti:

  1. ordine.
    Io lo faccio con gli oggetti.
    Con i pezzetti di cibo. Più mi innervosisco più riduco la quantità di cibo e la spezzetto . la imposto nel piatto, la giro e rigiro. Istintivamento lo farei sempre, è una sorta di coccola.

    RispondiElimina
  2. Che strano modo di prenderti cura di te Val...con una miriade di stampelle...le getterai mai giù nel burrone e ti riprenderai le tue braccia? Ti voglio bene ♥

    RispondiElimina