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28 ago 2013

Une utopique vie parisienne.



Bonjour à tout le monde!
Sono tornata già da diversi giorni da quella che è stata la vacanza più bella ed emozionante che io abbia mai vissuto. Parigi è una città fantastica, sempre piena di gente (non credevo che ad Agosto fosse ancora così vissuta: Roma ad esempio è un deserto), si mangia anche piuttosto sano (ebbene sì, ho mangiato a tutti i pasti, compresi gli spuntini). Dati i km che hanno accumulato le mie gambe in quei sei giorni, penso che sarei pronta per farmi fare una revisione completa. In sei giorni penso di aver visto più attrazioni turistiche che in tutti i miei precedenti 21 anni. E' stata davvero una bellissima esperienza. Mi sono così innamorata della città che sto ponderando di farvi l'Erasmus o qualcosa del genere. Come accennai nel mio ultimo post, sono partita con C., a cui ho chiesto se potevo mettere delle nostre foto qui sul blog (lei conosce tutto di me). Ha acconsentito, senza alcun problema. Così, ecco, sebbene ne abbia fatte sulle 300 di foto, volevo dare volto alla mia cara amica C., a noi, alla nostra amicizia che si è solidificata sempre più. A dire la verità, è solo da quest'anno universitario che ci siamo strette maggiormente. Ci siamo immatricolate due anni fa, ed abbiamo frequentato il primo corso partito ad Ottobre contemporaneamente, ma non siamo mai andate oltre un "ciao", o un "come va" o a qualche consiglio per l'esame in questione. Poi, vuoi per affinità che abbiamo scoperto avere nel tempo, vuoi perchè doveva essere così, vuoi perchè ci siamo ritrovate di nuovo a frequentare uno stesso corso anche quest'anno, ci siamo avvicinate sempre di più. Entrambe abbiamo riconosciuto di non aspettarcelo, e, a dirla tutta, non è una delle cose più belle che si possa ottenere? Nel senso: non avere aspettative riguardo una cosa, e poi rendersi conto che diventa qualcosa di estremamente importante, proprio come l'amicizia tra me e lei. Insomma, un'amicizia sana, solida e sentita. Ne sono rimasta magnificamente folgorata. E' stato grazie a lei se ho provato a ristabilire una corretta alimentazione, è grazie a lei se sono potuta essere me stessa, è grazie a lei se questa vacanza è stata così bella. A volte, sapete, la compagnia fa la differenza. Così, insomma, volevo dedicare questo post a C., perchè so che mi legge, e poi vis-à-vis non riuscirei mai a trovare le parole necessarie per dirle quanto ci tenga a lei. Vorrei un suo sorriso per ogni volta che sta bene, anche solo per un istante, perchè la vita è una somma di istanti, e più questo numero è positivo, più ne vale la pena. Vorrei un suo "no" per ogni volta che non vuole, perchè nessuno può costringerla. Vorrei un suo "sì" per ogni volta che è d'accordo, un "sì" che guardi dritto negli occhi e che non si lasci nessuna via di fuga. Vorrei che ogni volta che cade, io possa essere lì a soccorrerla, perchè più si cade, più è difficile a rialzarsi. Non è vero che ci si abitua. Vorrei che ogni volta che commettesse uno sbaglio, non si condanni all'ergastolo. Vorrei che questa vita le facesse meno paura. Tutto qua.



Sono tornata nella capitale già da un bel pò di tempo, come ho accennato all'inizio del post. E da tempo sto seguendo qualcosa che si potrebbe avvicinare ad essere un'alimentazione decente: colazione, pranzo, spuntino e cena. L'unico problema è che mangio male dopo cena. Non ci sono binge notturni, questo no. Ma mangio ininterrottamente, nonostante riconosca di essere piena, o comunque "apposto". Sono riuscita a mangiare interi pacchi di biscotti: 400 gr solo stanotte. Lo avevo comprato perchè la notte prima ne avevo finiti ben due di pacchi di questi calorici biscotti. Ed ho ripetuto l'errore. L'orrore, sarebbe meglio. Speravo che una volta tornata da Parigi, da quella vita di sei giorni che mi aveva fatto ritornare il sorriso sincero, potessi essere capace di "riadattarmi" anche qui, a casa. Riprendere in mano qualcosa che avevo creduto riuscire ad afferrare: serenità, pacatezza. Ma, evidentemente, stolta come sono, non è stato così. Mi sono solo illusa. Mi sono solo ridotta a pezzi, ma in altro modo: mangio e mangio. E non per digiuni. Ed allora mi arrabbio ancora di più. Mi sento ancora più fuori posto. Mi sento ancora più ingombrante. Mi sento ancora più..uno schifo. Mi vergogno. Mi faccio paura. E mi odio. L'antidepressivo, ha sembrato funzionare fino ad ora, ma giusto ieri notte, ho risentito quell'odio quasi tangibile invadermi le vene, ho sentito di nuovo il desiderio di farmi del male. Ma poi non l'ho fatto, solo perchè mi sono addormentata tra le lacrime. 

Che idiota che sono: volevo dedicare un post alla mia vacanza, alla mia cara amica..e mi sono ridotta a piangermi addosso. Spero che C. possa perdonarmi.




Un saluto utopico, da Val.

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