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05 ago 2013

Staccarmi da me stessa.



[...] Questa pazza fuga, questa passione d'annientamento che infuria in te, perchè è questo quello che tu vuoi, vuoi annientare tutto, vuoi saziare la fame del dubbio che è in te a prezzo dell'esistenza.

Kierkegaard
"Aut-aut"


Come può un corpo far così ribrezzo ai propri occhi? Come possono le sue curve, simboleggiare per una persona un vero e proprio orrore? Perchè non ci si può "amare" a prescindere? Come si può smettere di odiarsi? Come si può smettere di piangere ogni volta che si guarda il proprio riflesso allo specchio? Dopo tutti questi anni spesi a pensare di essere sempre l'ultima ruota di scorta, di non valerne affatto la pena, di non essere all'altezza nemmeno di un vegetale, come si può cambiare concezione di sé stessi? Come si può smettere di odiarsi o farsi semplicemente schifo? Come ci si può volere bene? Come si impara a sentirsi leggeri nel pensiero, nei confronti della vita? Come ci si può riprendere a gustare ogni attimo? Non so davvero se un tempo lo facevo. Sono passati un bel pò di anni, ormai. Gusto poco della vita, e non mi basta. Non mi basta essere l'amica simpatica, non mi basta essere quella forte fuori ma sensibile dentro, non mi basta essere quella che porta la 42. Voglio di più, da me stessa. Riprendere un equilibrio, non solo mentale, ma anche fisico. E' quello che sento mancarmi di più in questo momento. Sono stufa. Stufa di odiarmi, seppur non riesca a farne a meno. Stufa di guardarmi allo specchio e provare disgusto toccando i miei fianchi, le mie maniglie dell'amore, le mia cosce, le mie ginocchia, il mio addome. Ma non riesco a far altro che notare solo questo di me. I miei occhi esprimono ribrezzo, quasi disgusto. Ed è così..triste percepirsi in tal maniera. E' così..triste, sì. Vorrei per una volta non sentirmi a disagio. Vorrei per una volta non sentirmi così disgustosa. Vorrei piacermi, o almeno accettarmi. Vorrei non dover pensare sempre agli ipotetici giudizi delle persone e fare meno attenzione agli sguardi altrui, per paura di vedere nelle iridi degli sconosciuti il disaccordo che si crea guardandomi. Ho ancora tante paure. Ho ancora tanti pensieri che non vogliono sentirne di smettere di tartassarmi il cervello e farmi agire sempre di conseguenza. Continuo ad avere ancora ansia, per molte cose. Anche piccole sfaccettature. Cose che forse nessuno riuscirebbe a credere che una mente riesca a forgiare tali pensieri. Ho sempre le mie solite difficoltà che credevo aver smussato, ma mi sono resa conto essersi ripresentate, e sempre nel momento meno opportuno. Come quando O. mi bacia: sono solo capace di concentrarmi sulle sue mani, su dove possono andare, sul perchè si muovano in determinati punti e non in altri. Non sento nulla di pancia (si dice così, vero?). Percepisco il trascinamento dai suoi baci, mi tocca, e mi dà l'idea che vorrebbe andare sempre oltre. Io non gli permetto di farlo. Mi sento come impossibilitata. Ammetto che il trascinamento a volte penso di riuscire a sentirlo anche io, solo che poi appena lui va oltre il limite che mi pongo, mi impanico e mi blocco, fermando così, anche lui. Con quelle mani desiderose di passione carnale, di corpo, di sesso..alle sole immagini di tali ricordi, mi sento rabbrividire. Ed io non posso fare a meno di iniziare ad avviare il solito meccanismo mentale: vedrà i miei difetti, non sarò all'altezza delle sue aspettative. Ché poi lui già sa quali sono i miei problemi, le mie "impostazioni" mentali; eppure non ne vuole parlare. Non sente il bisogno di capirli forse. Non lo so. E' che non sono pronta per andare dove vuole arrivare lui. Devo ricominciare tutto da capo. Ed ogni volta mi prometto che mi lascerò trasportare dalla passione sfrenata di O., ma non ci sono mai riuscita. Credevo che lasciarsi trasportare potesse essere divenuto più facile, ma a quanto pare, avevo sottovalutato la cosa. Mi sento così..inferiore, impotente. E' come un mostro che si credeva di aver sconfitto, ma alla fine te lo ritrovi di nuovo in mezzo al tuo cammino. Sono stanca di affrontarlo, ma se non lo facessi, non potrei andare oltre. E' che O., come ho già detto, è molto trasportato da questa nostra frequentazione. E la sequenza dei ricordi che si susseguono nella mia mente delle sue mani, del suo essere così troppo "frenetico"..mi dà quasi fastidio, forse mi fa persino arrabbiare. Il fatto è che si scatenano troppi pensieri/emozioni/sensazioni nella mia mente che non mi fanno capire nulla. Inizio a seguire la sequenza dei pensieri, per capirli meglio, affinché possa capirmi meglio. Ma poi mi fermo, perchè è come se trovassi un bivio e, non sapendo quale strada prendere, allora torno indietro. E ricomincio da capo. Ricomincio dalle paure, dai timori, dalle ossessioni, dai fastidi, dalle angosce. Ricomincio da me.

Fortunatamente, staccherò la spina: mercoledì parto per Parigi, con la mia cara amica C., con la quale ho stretto un rapporto quasi fraterno in questo anno universitario. Non vedo l'ora di prendere quel maledetto aereo e pensare a divertirmi con lei, essere semplicemente me stessa, perchè lei è una delle poche persone con le quali posso mostrarmi per quello che sono. Non avrò bisogno di maschere, non avrò bisogno di essere una Val forte e grintosa. Perchè se lo sarò, lo sarò per davvero, mica per finta come spesso mi accade. Con lei, mi viene spontaneo essere me stessa. Ed è la cosa più bella del mondo, giuro. E meno male che partiamo. E meno male che me ne vado, anche se per 6 giorni. E meno male che a venire con me, c'è C.; e meno male che sarò me stessa.



Un saluto prossimamente parigino, da Val.

1 commento:

  1. Rilassati e stacca davvero la spina da tutto in questi giorni.

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