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26 lug 2013

Gelosia.



-E il copione? Il copione dov'è?
-Dentro di noi, signore. Il dramma è dentro di noi.

Luigi Pirandello
"Sei personaggi in cerca d'autore"


Mia sorella (gemella, ma siamo eterozigoti) è sempre stata quella più magra tra le due. Ha sempre mangiato tutto e di più, eppure a lei neanche l'ombra di un chilogrammo le si è mai visto aggiungere. Io invece ero la più golosa della casa: mangiavo sempre e tanto (ora lo continuo a fare, è vero, e pure di notte). Siamo sempre state diverse: io ho i capelli ricci e scuri (anche se con riflessi rossastri), lei tendenti al mosso e color castano chiaro (con effetto shatush); io ho gli occhi scuri, lei leggermente più chiari; io ho le mani tozze, lei fini e "da pianista"; lei ha le spalle più larghe, io ce le ho strette; io sono più alta (175 cm), lei ha un'altezza normale (165 cm). La stessa fisionomia del viso è differente, così come lo è il naso, le labbra, il taglio degli occhi. Anche caratterialmente non siamo mai state proprio la stessa cosa, anzi: io spesso sono stata impulsiva (anche se ad oggi, mi ritengo più pragmatica del solito) e lei è quella che pondera; io quando conosco una persona, provo a mascherarmi ed esplicitare il mio (finto e palesemente assente) estro di forza e tenacia (ndr. G.) ma poi ricado nel mio mondo pieno di timori e paure, lei invece è sempre stata la timida, ma ogni volta che poi si approfondisce una conoscenza, è la persona più estrosa, simpatica e divertente del Mondo, la classica ragazza che vive alla giornata e che ha voglia di fare tante cose. Fin da bambine si poteva benissimo capire chi era la "pecora nera" tra le due: la sottoscritta (e che ve lo dico a fare). Lei era sempre curata, ci teneva ad essere bella, e non c'è mai stato un giorno in cui fosse andata a scuola con un capello fuori posto. Già ai tempi delle medie era tra le più carine della classe: di solito i ragazzini facevano la classifica delle ragazzine più carine, e lei compariva sempre nella pole position. Io non ero neanche nominata in quei fogli di carta. Ed ammetto che ci rimanevo sempre male. Lei si truccava già quando aveva 13/14 anni, mentre io giravo con la tuta dell'Adidas, con i capelli tenuti dal classico mollettone di plastica rosso lacca e palesemente struccato. Ero un orrore, lo so. Non avevo per niente il senso del gusto. Già intorno ai 13 anni, sapevo di non essere magra, ed ogni giorno mi dicevo che avrei cambiato antifona, che avrei potuto resistere ai dolci che divoravo. In più c'era sempre mia madre che continuava a rinfacciarmi le mie abbuffate, e mi diceva "Vuoi tanto dimagrire, ma tanto se mangi come una mucca, è un pò difficile, non trovi?". Continuavo infatti a lievitare. E i bambini ne approfittavano per prendermi in giro. Certo, non ero sempre l'oggetto dei loro scherni, ma se capitava che qualcuno iniziasse a chiamarmi "ciccia-bomba", quasi tutti lo seguivano in coro. Anche alle elementari mi prendevano in giro, ma per i miei capelli. Mi chiamavano "cespuglio" perchè mia madre, nell'estate tra la terza e la quarta elementare, decise di farmi tagliare i capelli al di sopra delle spalle. Potete immaginare il risultato: i capelli ricci più li tagli e più rischi che si gonfino. Quindi gli ultimi anni delle due elementari, i miei capelli continuavano ad essere oggetto di prese in giro. Mi ricordo ancora un bimbo che chiese appositamente alla maestra di inglese come si dicesse, con il genitivo sassone, "il cespuglio di.." e dopo la risposta di Miss Corinna (aveva 60 anni per gamba, ma si voleva far chiamare "miss"), si girò verso di me e mi pronunciò per una decina di volte quella frase in inglese. Ed ogni volta che accadevano episodi del genere, tornavo a casa e piangevo. Sempre. Mia sorella, non mi ha mai difesa. Certo, era piccola quanto me e probabilmente "non capiva" il peso che davo a quelle cose, ma mi sentivo come abbandonata anche da parte sua. Sono state delle difficoltà che ho dovuto affrontare da sola, e che forse, appunto per questo, ho mal gestito, non lo so. Come ho accennato poco sopra, lei è sempre stata la più carina. Ed ovviamente le prime esperienze ce le ha avute lei. Se la memoria non mi inganna, il primo bacio lei lo diede già quando aveva 13 anni. Ed il primo rapporto sessuale, intorno ai 15. Forse anche per questo, ho iniziato ad essere molto competitiva nei suoi confronti: cercavo l'eccellenza, la perfezione, in quello in cui lei non era ancora riuscita: mi impegnavo un pò di più a scuola (questo avvenne più al liceo), cercavo altre consolazioni che potessero colmare tutti quei difetti che mi sentivo di vestire da capo a piedi. Il resto della storia, a partire dai tempi del liceo, la conoscete: come sono entrata nei DCA, come (ad oggi) "fisicamente" ne sia uscita, ma che mentalmente sono più anoressica di prima. Non sono qui a ripetere le stesse cose.

Mia sorella, da qualche mese ad oggi, è dimagrita molto. Peserà sì e no, una quarantina di chili, ma sinceramente non ne sono sicura, dato che la bilancia non funziona. Ma, dall'altro lato, le ossa le si vedono a distanza di metri, ha il bacino ossuto, le clavicole sporgenti ed il fondo-schiena è palesemente assente. Lei dice che mangia, e spesso le ho provato a parlare chiedendole cosa diamine stesse combinando. Mi ha detto che il suo intento era stato quello di togliere la cellulite, solo quello; ma che ora mangiava normale, e che il suo stesso ragazzo le ha detto che aveva messo un poco di peso. Io ci credo poco; non per altro ieri si è mangiata solo una banana per pranzo. E sapete una cosa? Sono più gelosa che preoccupata. Ebbene sì. Anziché far prevalere un comportamento fraterno, io ne sono gelosa. Mi sento in difetto (di nuovo) rispetto a lei. Mio padre non ha fatto altro che dirle due parole messe in fila, per farle capire che dovrebbe mangiare, o che comunque non vuole che si ripeta la stessa cosa che successe a me. Dopo di che non ha fatto nulla. Non le ha mai posto un ultimatum come ne furono dati a me, non ci sono state "minacce" della serie "Ti controllo", mentre con me tutti avevano questo fiato sul collo a dir poco asfissiante. E mentre lei continua a sbattermi in faccia quelle gambe filiformi, quel ventre piattissimo, quelle clavicole da far invidia, io lievito, mi allargo. E giuro che tutta questa faccenda mi fa imbestialire. So che dovrei provare un minimo di preoccupazione, eppure mi tange più la gelosia nei suoi riguardi, che altro. Mi tange più il complesso di inferiorità nei suoi confronti. Un sentimento che sembra essersi palesato di nuovo. O forse, non se ne è mai andato. Ed ogni volta che la vedo camminare, è come uno schiaffo: perchè mi ricorda la mia incapacità, il mio essere nulla in confronto a lei; mi ricorda il disastro fisico che sono diventata. Mi ricorda una me grassa e flaccida. Mi ricorda una me..fallita.


Un saluto da complesso di inferiorià, da Val.

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