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04 lug 2013

Forse un giorno, tutto questo mi allieterà.



Pechè non posso provare vite diverse, come se fossero vestiti, per vedere quale mi sta meglio e mi dona di più?
Sylvia Plath
"Diari"

Si ricomincia da capo. Non che sia il primo dell'anno: non sono ancora impazzita a tal punto. E' che sono cominciate le nuove tre terapie. Ho un esercito di esperti, alla faccia di Dottor House. Domani ci sarà il primo incontro con la Dottoressa D., presso lo studio di Castro Pretorio. Martedi avrò due sedute di seguito, sia con il Dottor R. con il quale svolgerò una terapia volta a raggiungere obiettivi direi più teorici o per lo meno più ampi; sia con la Dottoressa D. con la quale mi troverò ad affrontare il mio corpo, o comunque sia a svolgere una terapia volta a scontrarmi con il problema pratico della situazione. E poi, c'è il terzo esperto, il Dottor S., con il quale mi vedrò molto più di rado (suppongo una volta al mese per vedere se ci sono progressi o meno), in quanto si occupa della cura tramite psicofarmaci. Sta di fatto che ieri abbiamo avuto il nostro primo colloquio e mi ha prescritto il medicinale: la Fluoxetina. Non chiedetemi i dettagli: centra qualcosa con la serotonina, ma non so di più. Da quello che mi ha spiegato lui, non solo funziona come antidepressivo, ma anche per frenare in qualche maniera il binge. O meglio dire, lui mi ha esplicato che non esistono farmaci contro il binge, ma che questo, in qualche maniera, serve a frenare anche la fame incontrollata. Sta di fatto che sarebbe indirizzata per coloro che soffrono di bulimia nervosa. Sicuramente una mia carissima amica che studia infermieristica, saprebbe dirmi qualcosa di più a riguardo.

Avrei voluto scrivere le cose in maniera poetica, ma questo non è mai stato il mio forte: mi percepisco più come una persona pragmatica, in tal senso. Se mai scrivessi un libro, credo che non mi avvicinerei mai neanche allo stile di Pessoa. Comunque, mi sento di essere in buone mani. Non che prima solo con il Dottor R. non lo fossi,  ma percepisco una sensazione diversa dal solito. Fiduciosa, forse? Non lo so. Sento solo il bisogno di riacquistare un equilibrio tutto mio, che riguardi sia la psiche che il corpo. Ne necessito. E spero davvero che tutto questo funzioni. Ho aperto il post dicendo "si ricomincia da capo": ed in qualche maniera è così. Una sorta di "eureka" urlato all'improvviso, una scoperta sensazionale che può rivoluzionare (sì vabeh, Val, non esageriamo) per qualche strano motivo tutto. Ché magari, oltre ai pianti, alle delusioni, ai rimpianti, ai sensi di colpa, forse c'è davvero qualcosa di diverso. E forse un giorno, tutto questo mi allieterà.

Ieri, al primo colloquio con il Dottor S., quest'ultimo mi chiedeva diverse informazioni. Per chi sta in terapia, sa che ogni primo incontro è volto a fare domande su domande o per lo meno permettere al medico in questione di avere un piano generale della situazione. Ovviamente lui aveva già un iter conoscitivo sulla mia situazione, dato che lavorando nello stesso studio con il Dottor R., era stato già informato su qualcosa. Io ho dovuto giusto mettere i puntini sulle "i". Mi ha chiesto della mia vita sociale, sulla cui domanda ho potuto constatare che praticamente potrei definirmi asociale a tutti gli effetti. Mi ha chiesto della mia vita sentimentale, e, grazie al cielo, sono riuscita a riconoscere di stare attraversando la fase della rabbia, anche se a volte ho dei momenti nostalgici a riguardo. Mi ha chiesto se avevo diverse ossessioni, ed io gli ho spiegato il fatto di non bere liquidi addirittura per tutto il giorno se so che devo uscire, o anche situazioni in cui mi ci butto a capofitto, in cui dedico tutta me stessa, ma che con il passare del tempo mi stufano, come se non mi dessero più la soddisfazione di prima. Mi ha chiesto se riconoscessi un momento/periodo particolare in cui mi sentissi particolarmente giù di morale o di perenne insoddisfazione; ed anche qui non c'è stato un granché da aggiungere: ad oggi non è che viva con il sorriso stampato sul viso, anzi. Per carità, sono tutte cose che già sapevo di essere, o comportamenti che in qualche maniera riconoscevo essere un pò strani/distorti/particolari; ma a dirli tutti insieme, è stato strano; soprattutto perchè il Dottor S. scriveva le informazioni tutte su un foglio, il che è stato un pò angosciante a dirla tutta. Come se fossi sotto esame. Ma dall'altro lato era plausibile il gesto: ha centinaia di pazienti che si divide tra Roma e la sua città di provenienza, quindi sicuramente non potrebbe ricordarsi tutto di tutti.

Insomma, per farla breve, questi sono stati tutti fattori che hanno portato il Dottor S. a prescrivermi lo psicofarmaco citato prima. Per ora comincerò con questo, i cui effetti si dovrebbero iniziare ad avere dopo un paio di settimane, all'incirca. Se poi non ci saranno progressi (facendo i calcoli, le pasticche all'interno della confezione sono sufficienti per un mese), ci si dovrà rivedere per trovare un'altra alternativa. O magari aggiungere qualcos'altro.


Ecco. Questo è tutto. Un nuovo inizio.


Un saluto fluoxetiano, da Val.

2 commenti:

  1. Spero davvero che tutto questo servirà a te per star bene e raggiungere un equilibrio, perchè lo meriti davvero!!... un bacio ,Vale

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  2. ciao
    io ti seguo da un po' e leggo delle terapie e dei medici che ti hanno preso in cura.
    vorrei chiederti , se non è un problema, come hai iniziato con la cura, dove ti sei rivolta, che costo potrebbe avere, come hai fatto con i tuoi....insomma cose così.

    è sempre un nuovo anno quando si inizia qualcosa di così importante...

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