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09 lug 2013

Allergica alla felicità.



Ma per lo più, stranamente, doveva riconoscere che per lei questa cosa che chiamava vita era una cosa terribile, ostile, pronta a saltarti addosso, se le dai l'occasione.
Virginia Woolf
"Al faro"

Non è passata neanche una settimana dalla prima assunzione della Fluoxetina, che ho già degli effetti collaterali, vale a dire delle eruzioni cutanee intorno alla zona delle labbra. Solo oggi ho fatto "due più due" ed ho contattato il Dottor S., chiedendogli consiglio a riguardo. Mi ha risposto che dovrò smettere per 4-5 giorni di prendere l'antidepressivo, per vedere se è davvero quello a provocarmi questo tipo di irritazione cutanea. In quel caso, suppongo, dovrò cambiare psicofarmaco. La mia collega d'università, la carissima C., ha esordito con un "Sei allergica alla felicità". Ci siamo guardate ed abbiamo sorriso. Ancora ora, al pensiero, mi si strappa via una sottospecie di ghignetto simpatico. Non è male come idea. Forse è così.

Oggi ho avuto l'incontro terapeutico sia con il Dottor R. che con la Dottoressa D., uno di seguito all'altro. Sono uscita dallo studio di Castro Pretorio più stremata che mai (dal punto di vista psicologico, piuttosto). Eh sì, perchè in fin dei conti, devo ammettere, che questo "secondo" tentativo di percorso psicoterapeutico è più tosto di quanto mi aspettassi. Sicuramente è maggiormente pregno di argomenti da affrontare, è diverso anche l'approccio stesso, dato che sarà solo con la Dottoressa D. che affronterò vis-à-vis il problema con il mio corpo; mentre con il Dottor R. cercherò di trovare un senso più generale a tutto.

Sempre più arduo è cercare di spiegare le numerose difficoltà che ho ad affrontare la mia immagine corporea. Povera Dottoressa D. che deve sorbirsi le mie paranoie, le mie turbe mentali. Oggi, ad esempio, si stava ipotizzando di quando, in un futuro (molto lontano aggiungerei), ci ritroveremo davanti ad uno specchio, dinanzi al quale io dovrò mostrare (abbiamo pensato) ai polpacci (per il semplice fatto che se devo proprio scegliere, preferirei scoprire prima quelli). Morale: apriti cielo. Insomma, ho iniziato ad elencare diversi motivi per cui avrei paura a mostrarli, come ad esempio il timore che la Dottoressa D. possa ritenerli dei "polpacci da calciatore" (che è come li vedo io). Ho esplicitato anche la paura che magari, potrebbe capitare di essermi mal depilata quel giorno, e che quindi la stessa Dottoressa D., avrebbe potuto pensare che non mi curo abbastanza. E se capitasse davvero, avrei la conferma delle mie idee, dei miei pensieri/ipotesi. Il che mi renderebbe ancora più triste e forse anche un pò arrabbiata, dato che vorrei che non fosse così, e dato che faccio molti sforzi per evitare tutto questo. E meno male che poco sopra ho scritto che i polpacci sarebbero la parte del corpo meno soggetta a delle mie "crisi ansiogene". Figuriamoci quando dovrò parlare di addome, cosce, glutei. Vorrei dare una pacca sulla spalla alla Dottoressa D., come per dirle "Ma chi te l'ha fatto fare di stare appresso ad una come me" seguito da un sorrisetto, tanto per sdrammatizzare la faccenda. Mi sto fidando sempre di più di lei, sebbene siano solo state due le volte in cui ci siamo viste. Le sto rivelando paure/timori che non ho mai detto a voce alta neanche a me stessa. Il che da un lato è stimolante, dall'altro è un pò come..un pensiero autolesionista. Mi spiego meglio: ammettere tutte 'ste paranoie, mi fa capire quanto io possa essere fragile e debole. Ed è una cosa che non sopporto ammettere. Perchè, in qualche modo, quella fragilità o debolezza che io palesemente le sto mostrando, le ricollego a quella stessa fragilità e quella stessa debolezza che ho nei confronti del mio non autocontrollo. Quindi è come se mi andassi a scontrare più volte con la realtà che non dimagrisco, che ho continui attacchi di binge notturni, che non riesco a non odiarmi a causa di tutte queste debolezze che ho. Un pò difficile da ammettere. Difficile da accettare, anche.

Con il Dottor R., invece, ho scoperto che tutto questo dolore che mi porto dietro, il fatto che mi senta di non potermi permettere di piacere a nessuno (tanto meno che a me stessa), il fatto che abbia paura del giudizio esterno e, il fatto che creda di non valere niente..è colpa di mia madre. O meglio, potrebbe derivare per lo più anche da quello: fin da piccola, mi sono portata addosso sempre una sola convinzione sul suo conto; vale a dire che per ricevere forme di affetto (che poi il Dottor R. chiama "surrogati di affetto"; e non ha tutti i torti, anzi), dovevo dimostrarle sempre qualcosa, come portarle un bel voto a casa. Ed ecco che si spiegano molte cose: come ad esempio il fatto che abbia sempre cercato di essere la migliore, e quindi, il fatto può essere facilmente ricollegato anche alla figura corporea. Ecco perchè, ad esempio, non vedo motivo per cui potrei piacere. Penso di non potermelo permettere, e quindi (di conseguenza) non posso permettermi di piacere a me stessa. Non credo (quasi potrei dire di esserne certa) che desideri essere magra per farmi sentire da mia madre "Quanto sei bella", deduco piuttosto che poi le cose si siano ampliate e che abbiano toccato diversi campi per diversi ed altri motivi. Forse è anche per questo che ho sempre cercato di non vederci mia madre, in mezzo a questo problema. Che poi, a dirla tutta, 'sta storia che in fondo sia colpa della figura materna, sicuramente non è nuova, anzi. Solo che, sapete, alle volte c'è bisogno di scavare più a fondo, nelle cose. Sennò col cavolo che si riescono a vedere. Ed è quello che ho fatto con il Dottor R. oggi.

"Hai diritto di essere amabile per il semplice fatto che esisti. Non devi dimostrare niente a nessuno"

E' quello che mi ha detto il Dottor R., verso il termine del colloquio. Giuro che mi si è stretto il cuore. Avrei voluto abbracciarlo e ringraziarlo di tutti gli sforzi che sta facendo. Avrei voluto ringraziarlo per le notti in cui mi ha tenuto compagnia su Whatsapp quando ne sentivo bisogno. Avrei voluto ringraziarlo per la fiducia che solo lui è riuscito a darmi. Avrei voluto ringraziarlo e basta. 

Insomma, uno potrebbe dire: giornata partita alla grande, no? Eh no, mio/a caro/a. Lo credevo anche io. Ero partita con i migliori propositi per un pomeriggio all'insegna dello studio, o almeno con la testa svuotata grazie alle due ore di terapia. Invece no. Troppo bello per essere vero (mi verrebbe da aggiungere "giustamente" dato che di "bello" non c'è nulla in me). Non solo non ho studiato (strano oh), piuttosto che, non so come, non so tanto meno il perchè, appena mia sorella (dal suo fragile e filiforme corpo ossuto) è uscita con il suo ragazzo, mi sono auto procurata del male. Sarà che vedere la leggerezza del corpo di mia sorella non fa altro che sbattermi in faccia il fallimento che io sono, sarà che non so se la detesto o la odio per questo..fatto sta che in quel momento dovevo trovare una sorta di via d'uscita, anche se momentanea. Sto avendo dei brutti pensieri su di lei, e non voglio accennarli affatto. Evidentemente è anche per questo, che mi faccio del male. Non lo so. Ed ancora non lo voglio sapere . E' accaduto oggi: già non trovo le risposte a domande che mi formulai tempo fa, figuriamoci se la so dare per una questione che mi sono posta ora. 


Un saluto non-so-neanche-io-come, da Val.

2 commenti:

  1. dire a voce alta quelle paure
    orami diventate scontate
    deve essere strano. Personalmente ho paure che davvero per me sono ordinario, per cui mi atteggio in determinati modi, ma che gli altri effettivamente non sanno minimamente.
    Io credo sarà arduo come percorso ma che potrà portarti da qualche parte. E sopratutto te lo auguro...

    un abbraccio

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  2. A dire il vero mi rispecchio a pieno per la questione relativa alla madre.. anch'io purtroppo ho vissuto delle esperienze pressochè uguali alle tue, ovvero: se ero in grado di ''meritare'' il suo affetto, lo ricevevo, altrimenti no. Per il resto, bhe non sarà facile, all'inizio, una tua 'ripresa' da tutte le manie ossessive che ti infliggono.. per tua sorella, non credo tu le debba versare quest'odio latente autolesionandoti, non lo meriti. Sì,ok, lei sarà magra e perfettina, ma tu Val,devi cercare di non dar conto ai paragoni fisici e quant'altro, tu sei un essere distaccato,rifletti su quanto è negativo e controproducente tutto questo. Your body doesn't reserve all this.
    Mi piace parecchio,comunque, il tuo modo di scrivere e non nego di essermi legata alla tua vicenda. Un bacione, Vale

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