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16 giu 2013

Né vivere, né morire.



L'ossessione del suicidio è propria di colui che non può né vivere né morire.
Emil Cioran
"Il funesto demiurgo"




Convivo con quest'implacabile voglia di annullamento. Ennesima notte di binge. Ennesime kcal immesse nel mio corpo. Altro grasso che si accumula sui fianchi, cosce, ventre, braccia, collo e sedere. Pantaloni più stretti, maglie non abbastanza larghe per nascondere al mondo il danno che sono. Se non riesco a porre fine a tutto questo delirio, forse sarebbe meglio porre fine a me stessa. Più provo ad impegnarmi, più precipito verso il basso. Ed io tento di aggrapparmi alle pareti per provare a risalire dal fondo, ma sembra che non abbia abbastanza forza per innalzarmi. Le mura si sgretolano, ed io casco. Ancora, ancora ed ancora. Come è possibile che questo baratro sia così terribilmente ed orribilmente profondo? Ché poi io mi rialzo, sennò, fidatevi: non sarei qui a scrivere. Ho parlato e pensato spesso al suicidio, ma alla fine sono sempre qui. Quindi, in qualche modo, posso dire di essermi sempre saputa rialzata, anche se con qualche livido ed acciacco. Il problema non è tanto questo, piuttosto sono i pezzi di me che se ne vanno ogni volta in cui cado. Il problema è quello che diventerò, pur di restare in piedi. Il vuoto continua a farsi sentire, costantemente. Vorrei invece essere piena di gioia, piena di sorrisi, piena di felicità, piena di abbracci, con gli occhi pieni di qualcuno. Invece ora mi ritrovo con gli occhi pieni di lacrime. Ed indosso l'insicurezza di sempre: è come un paio di scarpe scomode, ma consumate. Sono ancora quel tipo di persona che non accetta mai complimenti, ma che crede ad ogni insulto. Sono stanca di sentirmi sempre così brutta, così grassa, ma anche quando provo a convincermi del contrario e mi guardo allo specchio, vedo solo lo stesso schifo di sempre che mi accompagna ogni giorno. Vorrei andarmi bene per una volta. Vorrei essere quell'"abbastanza" a cui tanto aspiro. Vorrei smettere di essere un continuo sbaglio, un continuo errore, e una continua delusione. Fatemi smettere, vi prego. Vedo mia sorella e mi ricorda così tanto la mia imperfezione. Ho passato anni della mia adolescenza a cercare di essere perfetta. Perfetta per me. Io non ci riesco ad accettarmi, non ce la faccio proprio. Mi sento uno schifo per me stessa, mi odio così tanto che continuerei a distruggermi fino allo sfinimento e una volta caduta, mi rialzerei continuando allo stesso modo.


Non ho più parole. Non ho più niente.

Un saluto assente, da Val.

2 commenti:

  1. Spero solo che tu riesca a trovare (prima o poi) la giusta strada. I giusti sogni.
    Non sei per niente uno schifo,credimi.
    Sei una persona meravigliosa e io ne sono sicura.


    Ti abbraccio,Ef.

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  2. Ciao Val, dolce donnina vorrei dirti solo forza e coraggio. Domani andrà meglio! :*

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