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28 giu 2013

My body is a cage. My mind holds the key.



So che la notte non è come il giorno: che tutte le cose sono diverse, che le cose della notte non si possono spiegare nel giorno perchè allora non esistono, e la notte può essere un momento terribile per la gente sola quando la loro solitudine è incominciata.

Ernest Hemingway
"Addio alle armi"


Nessun libretto delle istruzioni. Nessun post scriptum. Nessuna nota a margine. Nessuna introduzione che ti spieghi meglio le cose. La vita uno se la deve saper gestire così come viene. La si dovrebbe far fruttare, proprio come un germoglio che sboccia. Ma io, questo fiore, anche se non l'ho fatto ancora appassire, non significa che non ne esista il rischio. Mi sento così fuori da me stessa che non riesco più a tornare in me. Lo stesso Martin Heidegger ne parla: l'uomo è un essere fuori, e solo tornando in se stesso, può scoprire la sua essenza, il suo essere. Solo così può comprendere se stesso. Mi meraviglio di dove io abbia sbagliato. O forse, in realtà, ne sono a conoscenza. Lo so già dove mi sono persa. Stesso posto, stesso buio. Inimitabile questo luogo. Stessi vizi, stessi maniacali comportamenti. Lo so.

Ed è per questo che sto prendendo dei provvedimenti. Di questo devo ringraziare il Dottor R. Ieri, alla terapia con il Dottor R., ha partecipato anche la Dottoressa D. di cui vi parlai in un paio di post fa. Ho avuto un comportamento palesemente timido ed impacciato: non riuscivo a guardarla negli occhi, e pur riferendomi a lei (dovevo parlarle di me a grandi linee) il mio sguardo prendeva come punto di riferimento quello del Dottor R. Penso che dovrò darle le mie scuse, sennò credo che i sensi di colpa mi divoreranno. Il succo della questione è questo: mentre continuerò a seguire la terapia con il Dottor R., per affrontare il problema anche da un punto di vista prettamente pratico, la Dottoressa D. sarà colei la quale mi seguirà, potrei dire, "da più vicino". Verrà a casa mia (non so ancora quante volte: i dettagli sono da rifinire la prossima volta che ci vedremo tutti e tre insieme), mi starà accanto e mi farà affrontare me stessa, ecco. Ci saranno diverse sfide da affrontare, di cui ne so molto poco. Anzi, potrei dire quasi zero. Un pò di timore ne ho, perchè è un qualcosa di completamente nuovo, in più immagino che ci impiegherò del tempo prima che riuscirò a sciogliermi anche con lei. Ma sono fiduciosa. Certo, un pò imbarazzata, ma fiduciosa ecco tutto. Il prossimo mercoledi, oltre a vedermi con loro due, avrò modo di incontrare il Dottor S. che mi prescriverà antidepressivi, sonniferi (per evitare il binge, suppongo), e dei medicinali anoressizzanti (anche questi con lo stesso scopo del precedente). Almeno questa era la supposizione riferitami dal Dottor R. Così riuscirò una volta per tutte a smettere il binge, ed ad evitare momenti di estrema depressione che sfociano in autolesionismo. Almeno spero. Certo, dovrò riferire al Dottor S. questi miei atti di "male fisico" che mi procuro, il che, ne sono quasi sicura, mi darà non tanto fastidio, piuttosto imbarazzo. Il fatto è che sono sempre intrappolata in questo vortice del giudizio altrui. Ho sempre timore che qualcuno possa mal pensare di me. Non ho paura di mostrarmi fragile: ad oggi penso che la cosa migliore da fare sia quella di non inglobare tutto il dolore. In qualche maniera devo pur svuotarmi, e questo, grazie al cielo, lo posso fare solo con il Dottor R. Se non avessi ripreso la terapia, non so mica dove sarei andata a parare. Credo che gli scriverò una lettera. Per ringraziarlo, per dimostrargli quanto io tenga ad essere una nuova persona e che questo lo devo solo a lui.


Nulla mi sembra scorrere come vorrei, e questo penso che si sia già notato da un bel pezzo (tipo, da quando aprii il blog anni fa?). Tutte le mie insoddisfazioni sono qualcosa di perpetuo, di continuo. Un malessere insito in ogni oggetto su cui io posi lo sguardo, in ogni mio atteggiamento che inizialmente penso che sia quello giusto, in ogni parola detta che alla fin fine mi sembra sempre troppo poco. Sul mio corpo, non parliamone. Mi sento di non essere capace a vivere quando non riesco a dormire, perchè nella mia testa risuona ancora l'addio di G., un addio che non riesco ancora pienamente a spiegarmi. Non sono viva quando ho gli occhi lucidi, ma non riesco a piangere. Non sono viva quando ascolto canzoni tristi per sentirmi meno sola. Non sono viva. Sono solo distrutta. Si dice che quello che non uccide, fortifica. Allora mi domando: questo mi fortificherà? Davvero? Davvero ne uscirò più forte? Forse. O forse no. O forse ne uscirò meno vulnerabile, tutto qua.


Un saluto non vivo, da Val.

2 commenti:

  1. "non sono viva, sono solo distrutta"

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  2. Val davvero prenditi per mano, non abbandonarti così in mani di sconosciuti. La chiave è dentro di te, cercala e apriti al mondo Val...sei bellissima, hai un'interiorità così enigmatica, perché non la innalzi? Invece che appiattirla con dei farmaci. Val sei bellissima anche esteticamente, la prima volta che ho visto una tua foto mi sono chiesta perché non ero bella quanto te..Val...ti prego...resisti, io combatto con te, non mollare...♥

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