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13 mag 2013

Stato vegetativo.


Perchè questa vita è una revolver che ti devasta la faccia.
Isabella Santacroce
"Revolver"


Ricomincia l'apatia. Ricomincia la solitudine. In realtà è già da molto tempo che si trovano in me. Solo che fino a quando non lo scrivo, non mi sembra ancora reale. Posso alzarmi la mattina, lavarmi, vestirmi e fare tutto quello che devo fare nella giornata. Posso impegnarmi in mille progetti, andare in mille posti diversi, prenotarmi persino un viaggio. Posso guardarmi allo specchio e giustificare le occhiaie, dando la colpa allo stress, quando in realtà so che dipendono dalle notti insonni. Posso andare in palestra e fare un pò di attività fisica, giusto per sfogarmi. Posso farlo, e posso persino illudermi che tutto questo sia sufficiente, che la mia vita vada bene così, che da soli non si sta poi così tanto male, tutto sommato. Che l'amore che sono sicura di aver vissuto e quasi toccato, non voglio dargli più così tanta importanza e priorità. E mi dico che non posso far ruotare sempre tutto intorno a qualcun'altro. Posso farlo. Certo. Ma fino a quando ci riuscirò? "Una piccola stella senza cielo" intonerebbe il grande Luciano Ligabue. Forse un pò lo sono: è che non riesco a vedermi bene probabilmente. Magari potrei avere il mio piccolo posto lì nel cielo, nel firmamento, ma non ce la faccio. Sono spenta. Non brillo. E sinceramente, non penso di averlo fatto mai. Mai che mi sia sentita splendere in questo cielo, o anche solo farne parte. L'unica fonte di scintillio proviene dalle mie sigarette. Quelle fatte con il tabacco, sia chiaro.

E' una battaglia tra ricordare e dimenticare. Si sa, il ricordo è l'unica cosa che posso assaporare di G., di quello che mi è rimasto. Ma sono altrettanto a conoscenza che questi ricordi mi stanno facendo male. Perchè testimoniano la sua assenza. Però, non posso non ricordare. Ho in mente ancora quando (postai anche la conversazione) mi disse che non gli ero mancata abbastanza. E che quindi non sarebbe tornato con me. E' stato come se mi avesse ricordato di non essere speciale. E forse, in fondo, non lo sono mai stata. Per lui. Sennò sarebbe rimasto, vero? Continuo ad addossarmi tutte le colpe della sua scelta, di quella sua ingrata decisione: non posso fare altrimenti. Mi hanno detto che non funziona così, ché forse dovrei scaricare un paio di colpe anche a lui. Perchè le cose si fanno in due, no? 50 e 50, giusto? Solo che tra i due, forse preferisco indossare io le vesti di quella sbagliata, di quella che ha fatto troppi errori i quali, sommati insieme, hanno fatto scaturire questo disastro. Mi cascano a pennello: come le porto io, non le sa portare nessuno.

E non so se per questo o per altro, sento cadermi il Mondo addosso. Non trovo alcun senso: che sia studiare, che sia godersi un momento di svago. Già l'ho scritto lo so. Ne ho già parlato abbondantemente, lo so. Solo che non trovo la soluzione. Non trovo via d'uscita a questo male, il quale si raddoppia se ripenso ai miei binge che vorrebbero forse riempire un vuoto che non so gestire o che non conosco, ripenso alle forme del mio corpo troppo rotonde e mi chiedo perchè. Perchè questo dolore, perchè devo trovare soluzioni nel binge sapendo che non farò altro che allargare questo buco nero che ho dentro, nel profondo dello stomaco e del petto? E poi perchè continuo a scrivere dei miei insuccessi? Il mio blog, fa schifo. E sapete perchè? Perchè parla della mia vita, la quale è la prima ad essere uno schifo.

Basta scrivere. Continuerò a schifarmi della mia (in)esistenza.


Un saluto vegetativo, da Val.

3 commenti:

  1. Tu stessa mi hai detto, che la colpa in una coppia non è mai di una persona. Ma bensi, 50 e 50,ricordatelo. Tu non hai tutte le colpe di questo mondo. Non ne hai proprio nessuna, ai miei occhi. Le cose dovevano andare così. Bisogna solo affrontarle nel giusto modo.
    Qui servirebbe solo una cosiddetta "Rivoluzione"
    Presto verrò da te.Promesso.

    Effe.

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  2. Bisognerebbe riuscire a procedere conservando le esperienze passate.
    Per superare i colpi più grossi ci vogliono anni...e non si dimenticherà mai, si arriverà solo a conviverci "pacificamente"...o a trovare qualcosa di meglio -o di peggio, dipende dai punti di vista.
    Le persone travagliate e inclini alla sensibilità non possono pretendere di andare avanti come se la loro sfera emotiva fosse quella di una sgualdrina che si concede a chiunque e senza motivo.

    Le persone spesso non intendono tutto quello che dicono.

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  3. Sei bellissima Val...e se ti leggessi come ti leggo in queste parole, ora, ti ameresti davvero davvero...

    Posso stringerti forte..? ♥

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