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22 mag 2013

Solo mi chiedo perchè..



Quasi istantaneamente mi sentii solo al mondo, solo come ci si sente nei momenti di estrema angoscia. Mi pare che mi stavo stuzzicando i denti distrattamente quando quest'onda di solitudine mi colpì in pieno, come un uragano. Stavo lì all'angolo della strada e mi toccai tutto, diciamo, per vedere se ero stato colpito da qualcosa.
Henry Miller
"Tropico del Capricorno"

Alcune mattine mi capita di svegliarmi con un senso di vuoto addosso, di angoscia. Riflettendo e tentando di comprenderne il motivo, mi viene in mente G. (ma va?), e non capisco se le immagini che iniziano a susseguirsi rapidamente davanti ai miei occhi siano frammenti di sogni che non ricordo, oppure di pensieri. Rimango sempre con il dubbio di averlo sognato, o pensato troppo intensamente prima di addormentarmi. Ed in entrambi i casi, fa male. Mi lascia sempre un pò di amaro in bocca, perchè mi manca..ma non torna. Vorrei potergli dire ancora una volta quanto sia stato importante. Inutile, ora che non c'è, ora che è tutto tranne che importante. Non so se gli manco o meno, ma se gli fossi davvero mancata non saremmo così adesso. Ha il mio numero, sa dove abito, sa che con me non è mai troppo tardi. Ma la verità è che non gli manco affatto e devo cercare di arrendermi a tutto ciò. Non tocco il suo volto, e non vedo i suoi occhi da giorni. Le mie dita sentono la mancanza della sua pelle ed i miei occhi del suo sorriso. Ho bisogno di sentire il battito del suo cuore ed il calore della sua pelle per affrontare un'altra giornata. Voglio i suoi sorrisi, il suo essere sempre allegro e spensierato, le sue idee folli e rivoluzionarie ma soprattutto diverse, le sue mani, così grandi e protettive. Voglio la sua voce, il suo sguardo sulla mia pelle. Voglio capire ancora i suoi umori. Voglio far parte del suo campo visivo, voglio essere la ragione del suo sorriso..non dico tutti, ne andrebbe bene anche solo uno al giorno. Voglio essere incorporata alla sua vita. Voglio combaciare con i suoi pezzi. Voglio essere parte di lui, e lo rivoglio con me. Vorrei che sparisse tutto. Che sparisse la malinconia, la sensazione di morire dentro quando fuori piove, il mascara che cola sulle gote, la voglia dei suoi baci, quando mi chiamava "amore" ed io ci credevo davvero, il  sentire la sua voce e poi scoprire che non c'è appena mi volto. Vorrei che sparisse tutta la tristezza che mi ha lasciato. Però ho paura, paura di dimenticare le cose belle, i sorrisi, la felicità. Paura che rimanga la tristezza, l'odio, due sconosciuto legati da un passato che sembra non esserci mai stato. Dare tempo al tempo, si dice. Solo che io sono sempre stata impaziente. Certo, sicuramente non potevo aspettarmi che passasse tutto nell'arco di pochi giorni. Ma non pensavo neanche che facesse così male. Ho sopportato dolori che non tutti hanno (fortunatamente) provato. E pensavo quindi di essere, se non tutta ma almeno in parte, invincibile a questi tipi di dolori. Ma questo tipo di ferita, sembra non volersi rimarginare.

Tempo fa, quando ero tutto tranne che una sentimentalista del cavolo, mi sembrava così strano leggere frasi in cui si enunciava la mancanza di una persona. Le trovavo così..false. Perchè non credevo che si potessero provare cose così. Era tutto così surreale: come possono mancarti un paio di mani? Un paio di occhi? Il calore della pelle di un'altra persona? A quel tempo avrei sicuramente consigliato "Chiusa una porta, si apre un portone": la classica frase fatta, insomma. Ora invece, quando fu mio padre a donarmi questa "pillola di saggezza", ho percepito la completa incomprensione. Come si può consigliare qualcosa del genere? Perchè dovrebbe aprirsi un portone, se a me bastava stare in quella porta più piccola? Certo, poteva essere anche di dimensioni ridotte, ma io ci stavo bene lì dentro. Era accogliente, mi faceva sentire bene, e non volevo nient'altro. Io, quel portone, non voglio che si apra. Non mi interessa affatto. Voglio tornare a bussare a quell'altra, di porta. E giuro che lo farei nell'immediato, se non fosse che sono pienamente convinta che non si aprirà mai. Sennò sarebbe rimasta accostata, no? La sua mancanza. Dio mio, la sento nello stomaco. Così ingerisco cibo su cibo, pensando che solo così forse possa passare. Ma non passa niente, in realtà. Penso di avere due stomachi: uno per le cose materiali, ed uno dove albergano le mie emozioni, quelle che passano dal cuore, e poi decidono di alloggiare lì, nel mio stomaco. Ed io penso che mangiando allora posso sotterrarle..ma non è così. Vorrei mettere due dita in gola e vomitare emozioni, non provare niente, non sentire niente. Vorrei uno stomaco vuoto di emozioni, ed un cuore intaccabile. Vorrei non sentire la mancanza. La sua.


Un saluto assente, da Val.


2 commenti:

  1. Vorrei tanto aiutarti. Vorrei farti uscire da questa apatia che ti affligge.Ti distrugge.Ti lascia l'amaro in bocca.
    Bisogna che ti rialzi e riprendi in mano le tue piccole cose. Anche le più insensate.

    Un commento più stupido di questo non potevo farlo, ma sinceramente volevo "avvisarti" della mia presenza.

    Ef.

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