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30 apr 2013

Niente.



Ho detto alla mia anima di stare ferma, e di stare ad aspettare senza sperare. Perchè sperare sarebbe sperare la cosa sbagliata, di stare ad aspettare senza amore.
Thomas Stearns Eliot

Non so quanto durerà questa storia. La storia di una Val piena di paranoie contorte, di occhi spenti, di sorrisi falsi, di un espressioni tristi e imbronciate. La storia di una Val che vorrebbe traslocare dal suo corpo e dalla sua anima. La storia di una Val stufa di guardarsi allo specchio e piangere. La storia di una Val che vorrebbe abbandonare i suoi vizi peggiori, ma non lo fa, non ne è proprio capace. La storia di una Val che continua a ripetersi "Da domani niente sgarri", ma che poi, replica categoricamente sempre gli stessi errori. E ricade nel baratro. Nel buio. She's lonely and fat. La storia di una Val che ora si sente persa senza il suo G.; perchè era con lui che riusciva a far tacere le voci, riusciva a far smettere di parlare le sue paranoie. O, almeno, erano diventate un sibilo. Non le urlavano più. Non la urtavano più. Rieccola invece ora, la Val sproporzionatamente grassa, con tanti altri maledetti chilogrammi messi in queste notti insonni. Con tante lacrime spese per diversi motivi, per tanti sbagli, tanti errori, tanti rimpianti. Perchè la Val di cui parlo si sente sola, nonostante molte persone le siano state accanto. Si sente sola anche in mezzo alla folla, in fila al bar, nell'aula universitaria. Non c'è niente che la gratifichi, neanche il suo corpo. Figuriamoci. Un tempo, almeno, aveva la soddisfazione di essere abbastanza magra. Non che sfoggiasse il suo corpo come un trofeo, ma almeno, anche se si sentiva vestire quella solitudine che si sente ancora ora addosso, poteva avere almeno l'appagamento di guardarsi allo specchio e pensare "Ci siamo quasi". Oggi invece, la Val di cui si parla ha un corpo che fa di testa sua. Le ordina di mangiare la notte, di ingozzarsi di carboidrati, di grassi, di zuccheri. Ed i malsani risultati si vedono. Da che portava una 38, ora Val indossa un'ingombrante e gigantesca 42. Non riesce a rimediare al danno. Non riesce a dimagrire. Non riesce più ad andare in palestra, perchè si vergogna da morire ad andare lì. Ed il fatto che stia scrivendo di sé in terza persona singolare, non credo che sia segno di una vera e propria sanità mentale. Quindi..

E' che, se magari non avesse questo problema, forse G. sarebbe rimasto. Davvero. Sono pensieri che le girovagano per la testa sempre da quando è uscito da quella porta. Oltre il fatto che fosse confuso sui sentimenti che provava per lei, per il fatto che non ci fosse questo dannato dialogo, le riferì anche che era per il suo problema. Evidentemente si era stufato di lei anche per questo, non credete? D'altronde non è facile "gestirla": con i suoi sbalzi di umore, con le sue giornate "no". Ammetto che anche con lui si sfogava: d'altronde che relazione sarebbe se non ci si confronta, non ci si sfoga anche con il proprio compagno? Evidentemente per lui era troppo. Ma questo Val, non lo sa. Però, riesce solo a giustificarlo, e dare la colpa a sé stessa per tutto quello che è successo. Lui dice che non deve farlo, che non è per colpa sua. Ma, se facciamo un paio di calcoli, il risultato è che in parte è pure colpa di Val, no? Se avesse dato importanza al dialogo, se fosse riuscita a non dare troppo peso ai suoi problemi, se lo avesse ascoltato di più, se fosse stata capace di capire quello che voleva.

Le manca la sveglia delle 05.30, perchè G. non voleva essere sgamato da suo padre che tornava dalla casa della compagna; le manca il suo "Io vado, ci sentiamo oggi" seguito dal suo sorriso più bello; le manca lui e basta. Non fa altro che farsi del male a ricordare quello che non ha più, non è vero? Purtroppo però, le rimangono solo i ricordi. E li sfoglia nella mia mente ogni sera, ogni notte, ogni minuto, ogni secondo. Tanto perchè non ha niente da fare. O, meglio, avrebbe diverse cose da fare, come studiare ad esempio. Ma non riesce. Non trova la concentrazione. Addirittura lo stesso Dottor R. le ha detto che non sarà facile. Ha tante cose nella testa e non trova stimolo per quasi niente. E vorrebbe saper scrivere meglio, per poter descrivere alla perfezione quello che si sente dentro. Ogni volta che si rilegge, non è abbastanza neanche quello: vuole di più, esige di più. Si sente un'incapace anche nelle sue stesse parole, nei suoi stessi post. E forse ora, sarebbe meglio smetterla..

Un saluto in terza persona singolare, da Val.

1 commento:

  1. Come ha detto il Dottor R. non sarà facile. Per una santa volta di sei esposta, ti sei aperta. Questo ti fa onore, ma allo stesso tempo ci pensi e dici: "Cavolo, se non gli avessi detto nulla..." lo so. Quante volte c'ho pensato pure io.
    Ma sai cosa devi fare? Devi rialzarti di nuovo. Affrontare.Lottare.
    E' difficile e allo stesso tempo complicato. Ma non possiamo soffrire in eterno. Non possiamo proprio. Quella Val che tanto descrivi con tanto disgusto e disapprovazione deve morire. Non so chi possa essere la vera Val, ma so che è l'opposto di questa Val.

    Ti stringo forte.

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