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15 apr 2013

Nient'altro che binge.


L'insuccesso ci fa sempre sentire il rumore delle nostre pretese.
Honoré de Balzac
"Papà Goriot"

Provo a rasserenarmi con la colonna sonora di Midnight in Paris. I risultati però sono squallidi. A dir poco inesistenti. Binge, binge, binge. Ci vado a braccetto. Tipo Cip e Ciop..i due scoiattoli della Disney. Solo che io non ci voglio stare con il binge. Io voglio fare coppia con il mal di stomaco dato dal digiuno, con le ossa delle scapole e dei fianchi, con il controllo e l'ordine. Non voglio tornare a rinchiudermi dentro casa, come ho fatto un tempo. Però nel frattempo il dolore del giorno prima, si somma a quello del giorno odierno..e si sa, uno più uno farà sempre due. E quindi accumulo dolore. Trova sempre un pò di spazio, ed io non posso far altro che accoglierlo in me. Lo nutro con i sensi di colpa, con i kg di troppo, con i pantaloni troppo stretti, con la paura di assomigliare più ad un insaccato che altro. Ogni giorno mi ritrovo seduta sul pavimento ghiacciato della mia camera con le lacrime che mi inondano il viso, lo stomaco che brucia tanto il cioccolato che ho ingurgitato, il cuore che esplode, l'acido al palato, il respiro troppo veloce e la sensazione che la terra si muova sotto i miei piedi quando in realtà è la mia testa. E così tutto questo si rovescia su chi mi sta intorno: è capitato che dessi uno schiaffo piuttosto violento sulla spalla a G. che voleva togliermi la maglietta, ma io avevo troppa paura a mostrarmi ai suoi occhi. Quando ho agito di forza, si è fermato ed ha detto "Lo sai che non mi piace se fai così". Lì mi sono accorta che ero arrivata al limite. Che davvero avevo fatto la cosiddetta stronzata. Che non potevo permettermi di trattarlo male solo perchè "mi giravano le palle", solo perchè (come ogni sera) mi sentivo sempre grassa. Vorrei tanto scusarmi con lui per questi ultimi giorni. Vorrei dirgli scusa se sto male un giorno sì e l'altro pure, se a volte non so dove sbattere la testa. Giuro che lui è il mio pilastro, la mia colonna vertebrale: mi tiene in piedi, mi sorregge. Quante volte mi sono detta (ed ho scritto anche qui) che si meriterebbe molto di meglio. Ricordo ancora il suo primo messaggio dopo che gli dissi del mio brutto rapporto con il cibo, alla nostra prima uscita. Scrisse che a lui non importava, perchè gli piacevo nel complesso e che non sarebbe stato il problema che avevo (ed ho) a fargli cambiare idea sul mio conto. E' stato il primo a rimanere. Il primo che mi ha fatto capire che sarebbe stato ugualmente al mio fianco. Il primo che mi ha preso tra le sue braccia, pur sapendo che potrei esplodere da un momento all'altro.

Il fatto è che mi è difficile non ragionare come faccio ora. Mi sembra impossibile pensare ad una me senza pensieri sul cibo, sull'immagine, sulle forme del corpo. E' che mi sento sempre non abbastanza, non all'altezza delle situazioni. Un vuoto incolmabile, che riempo di cibo. Forse sarà per questo. O semplicemente perchè non mangio, e la notte il corpo se ne frega di quei sensi di colpa che verranno. Non lo so. Non lo so davvero. Mi chiedo perchè non sono più come un tempo. Ma credo che sia altrettanto inutile rimuginare su cosa ero capace, ed a cosa non riesco ora. Da come cita Balzac, tutti questi miei insuccessi, non fanno altro che far rimbombare nella mia testa tutte le pretese che ho per me stessa. Tutto quello che non riesco ancora a toccare. E mi sento così stupida. Io so che in me c'è del marcio, dello sporco: ed è il binge, è il fingere agli altri che io di notte dormo solo. Ma in realtà fremo per mangiare, per affogarmi in kcal inutili e che non potrò mai smaltire. E poi il giorno dopo, lo specchio riflette quello che sono: una grassa vacca. E tanto il rito è sempre lo stesso: dire che mangio, mangio e mangio. Nient'altro. Il blog direi che sta assumendo delle vesti un bel pò noiose. O forse lo era già da tempo?


Un saluto "bingeriano", da Val.

1 commento:

  1. Come hai detto tu a me oggi:

    Sei bella.Sei bella.Sei bella.
    Non farti abbattere da questo odioso binge, da questo dolore che perennemente di scavalca come onde del mare.
    Quante volte mi hai detto che ne usciremo?Quante volte mi hai detto che non meritiamo tutto questo?
    Mi hai detto tante tante tante cose..perchè non le metti in atto anche tu? Perchè non ti rialzi? Ecco..ti dico tutto questo, ma alla fin fine, sono costretta anche a dire che per prima sono cosciente che tutto ciò che sto dicendo sono solo fesserie... prometto qualcosa ma non riesco mai a portarlo a termine.

    Sono certa di una cosa però: Ne usciremo. Insieme o non insieme ne usciremo.

    Ti stringo forte forte forte.

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