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26 apr 2013

It hurts.


Tutto questo per dirti che mi manchi e che non trovo l'antidoto. [...] Tutto questo per dirti che il tuo ricordo è il male più forte che mi faccio io stesso. Ma questo male è l'unico modo in cui posso [...] respirarti.
Efraim Medina Reyes


Ho rivisto G. due giorni fa. Rivederlo arrivare sotto casa mia, dopo quei 4-5 giorni in cui non ci eravamo sentiti e né visti, mi ha fatto piangere il cuore. Non potergli tenere la mano, non poterlo baciare in mezzo alla strada, non poterlo guardare con gli stessi occhi, quelli che quasi formavano due cuori. Abbiamo scelto la panchina alla meno peggio, come si suol dire. Così, ci siamo seduti ed abbiamo parlato. Ho sentito di nuovo il suo profumo invadere le mie narici, e stavolta però lui.."c'era", anche se non come volevo io. Stava lì, accanto a me, con quelle sue mani grandi che spesso mi hanno protetta, con quegli occhi così profondi nei quali mi sono persa troppe volte. Ed anche quel giorno non potevo non evitarlo. Dopo i soliti "Come stai?", "Lo studio come procede?", il discorso ha curvato verso tutt'altre tematiche, senza che neanche ce ne accorgessimo.

Io: "A cosa hai pensato questi giorni?"
G.: "Ho pensato a te, anche se spesso evitavo di farlo"
Io: "E.."
G.: "Cosa? "
Io: "Volevo solo sapere se ti ero mancata, e se quindi avessi fatto chiarezza sulla tua confusione"
G.: "Pensavi che cambiassi idea?..No. Non mi sei mancata abbastanza"

Quell'"abbastanza" mi ha fatto tanto male. Mi ha disgregato come un pezzo di carta troppo vicino al fuoco. Per carità, non l'ha detto con tono freddo e distaccato. Non percepitelo così. Anzi, il suo tono verteva sull'essere forse dispiaciuto della cosa, perchè sapeva che sono stata male. Lo ha capito con un solo sguardo, appena mi aveva vista. Però, a prescindere da come abbia intonato la sua affermazione..quell'"abbastanza". Come se non avessi avuto quel valore in più, quella qualità in più, quel pizzico di qualcosa, quell'ultimo gradino; come se mi mancasse quel qualcosa al fine che lui ci ripensasse. Oddio, non so se capite cosa intendo. Alle volte (anzi, direi spesso, se non sempre) non mi capisco neanche io, figuriamoci. Io invece, a lui, l'ho pensato sempre. Ed anche se mi distraevo, la mia mente correva a quello che poteva star facendo lui in quel preciso istante. Ed anche se uscivo per fare shopping, pensavo "Chissà se sarebbe mai piaciuta questa camicia a G.". Ed anche se tutti mi dicevano che forse non era quello giusto, io maledicevo le loro parole, perchè lui sì che era (ed è) perfetto. Lui stesso ha osato dirmi "Ne esistono tanti migliori di me". Ed io avrei voluto urlare che non è così, che se ho oltrepassato diverse frontiere di blocchi mentali/fisici, avranno pur un significato, che forse ci sono riuscita solo perchè lui era l'unico con il quale mi sentivo davvero di farlo. Ed anziché reagire come avrei desiderato, ho fatto segno di no con la testa, e nell'immediato ho iniziato a sentire le lacrime salire, la gola seccarsi, perchè con quella frase aveva ulteriormente ribadito che lui non sarebbe stato più accanto a me. Non ci sarebbe più stato, se non come amico. Allora gli ho chiesto se potevo poggiare la mia testa sulla sua spalla, per inebriarmi della sua essenza, del suo odore, del suo calore. Sono rimasta con gli occhi chiusi, espiravo ed inspiravo lentamente, come se il suo odore potesse dare carburante al mio sangue, come per far pulsare il mio cuore. E' il mio ossigeno. Poi li ho riaperti, ed ho visto il suo tenero viso così vicino al mio, che istintivamente avrei voluto baciarlo, ma ci ho pensato due volte prima di farlo. Avrei voluto tenere fortemente la sua mano, come se volessi impossibilitarlo ad andarsene. Avrei voluto accarezzargli la guancia e sentire la barba che probabilmente si era fatto due giorni prima. Avrei voluto tenere il suo viso tra le mani, e fissarlo negli occhi, dandomi la falsa speranza che forse, telepaticamente, sarei riuscita a fargli cambiare idea riguardo a tutto quanto. Ma non l'ho fatto. Perchè so che a lui non sarebbero andate giù tutte queste mie idee e desideri. Perchè so che si sarebbe rifiutato. Dopo aver concluso con un "Rimarremo amici", non abbiamo avuto molto altro da dirci, anche perchè la maggior parte del tempo l'abbiamo passata a guardarci l'un con l'altra. Mi ha accompagnata sotto casa, mi ha baciata sulla guancia, e ci siamo stretti in un abbraccio. E mentre lui, cingendomi, era come se mi stesse dicendo "Mi dispiace", io invece gli lanciavo tutt'altri messaggi, come "Ti prego, rimani". Un ultimo sguardo, ed i miei condotti lacrimali non hanno avuto pietà di me: immediatamente la tristezza si è mutata in lacrime. "Ti prego, non piangere", mi ha come supplicato. Ho guardato verso l'alto, perchè dicono che si faccia così se si vogliono cacciar indietro le lacrime.  Ed ecco che i miei occhi aspettavano solo che lui si allontanasse. La sua sagoma che diventava più piccola, ed io, appoggiata al muretto del mio condominio, che lo osservavo allontanarsi, sparire. E sentivo il nodo in gola. Sentivo il cuore perdere colpi. Sono entrata nel portone, mi sono accovacciata, ed ho continuato quello che avevo iniziato: a piangere. Non mi rimane nient'altro che questo..lacrime. 

Non posso dimenticarlo. Perchè ho come l'impressione che non ci possa essere nessuno come lui: che si preoccupava se non mi ero asciugata i capelli, che mi fermava prima che attraversassi la strada, sennò rischiavo sempre di essere presa da qualche macchina, che mi chiedeva come andava lo studio, che mi ammoniva perchè fumavo troppo e quindi cercavo di non farlo, che mi dava la sua giacca quando si accorgeva che mi ero vestita troppo leggera; perchè "Volevo essere carina per te" gli dicevo; che mi diceva di smetterla con le mie paranoie, con i miei vizi peggiori, che dovevo iniziare con delle abitudini più sane. Ed ora che ne avrei davvero bisogno di lui e delle sue preoccupazioni, ora che vedo il Mondo cadermi addosso, ora che mi sento così triste e sola, lui dov'è? 


Un saluto solitario, da Val.

3 commenti:

  1. Lui non c'é più ed immagino il dolore... Ogni volta mi dico che era meglio quando si stava peggio... Era meglio quando standomene nel mio mondo non mi facevo toccare da nessuno... Ma quando poi smetto di piangere capisco che é sempre meglio averci provato che rinunciare e che amare non é mai un errore... Ma per ora piangi e piangi e piangi... Non puoi fare altro ora... Piango con te...

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  2. Io non mi capacito di come lui- per carità, da quello che leggo percepisco che è dolce, eccetera- abbia deciso di non starti più accanto.. cioè la decisione gli è giunta dopo 2 mesi e mezzo circa (sorry se erro) che stavate insieme? Lo so, è sbagliato essere egoisti e pensare che le persone a cui più teniamo possano restare per sempre con noi, ma... Val, non so, a me rimane l'amaro in bocca. Cioè, le situazioni non si dovrebbero affrontare insieme se davvero ci si ama? come d'altronde hai fatto tu.. ma forse non lui? Mi dispiace tanto, oramai leggo costantemente i tuoi post con una speranza continua che, seppure può sembrare stupido e infantile forse, possa riassemblarsi quel qualcosa nella sua ''indecisione'' che però non so cosa sia... Vale

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  3. Ma non può essere, sei tu l'amore della sua vita sei tu! È che è il solito che non lo vuole riconoscere a sé stesso ma è così e tu non meriti tanto dolore...non lo meriti affatto. ♥

    Ti tengo stretta

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