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19 apr 2013

Il cuore muore. Io muoio.


Fa male allora amare. E' come accettare di farsi scorticare sapendo che in qualunque momento l'altra persona può andarsene via con la tua pelle.
Susan Sontag

Avremo festeggiato il nostro mesiversario, domani. Ed oggi saremo dovuti andare a Villa Ada a studiare, perchè abbiamo entrambi sei esami da preparare. E poi domenica saremo dovuti andare a fare shopping insieme, ed è per questo che mi sto tenendo i soldi da parte da qualche tempo. E la settimana dopo, ti avrei portato in un centro benessere, per fare un sano bagno turco, idromassaggio e sauna. E poi saremo partiti per Firenze, un paio di giorni. Solo che non sarà così. Non è più così. Sapete, è la prima volta che vengo lasciata. Ed ora conosco il male che brucia dentro. Ora conosco anche io le lacrime, il respiro affannato, il naso che cola, le labbra secche, gli occhi appannati. E fa male. Tanto. Così male, che temo che andrà a finire che resterò chiusa a casa per molto tempo, senza cogliere più le piccole cose della vita, che sapevo gustare con lui. Perchè anche le cose più futili, con lui, si tingevano d'immenso.

Abbiamo dormito insieme per l'ultima volta, perchè gliel'ho chiesto io. L'ho pregato di rimanere. "Forse dovrei andare a casa", mi ha detto con quei due occhi scuri. "Ti prego. Resta. Sarà l'ultimo ricordo che avrò di noi". Volevo un ultimo ricordo delle sue mani sul mio corpo, le ultime emozioni del suo viso di fronte al mio, vedere per l'ultima volta i suoi occhi. Se fosse per me, non mi farei nemmeno la doccia, solo per avere sempre il suo odore su di me, sulla mia pelle. Non mi laverei solo per cercare di conservare tutto quello che mi è rimasto di lui. Toccarlo, accarezzarlo, sussurrargli "Resta". Solo che poi piangeva, ed io piangevo, E poi ci tranquillizzavamo a vicenda. Lui mi accarezzava il collo, perchè sa che mi placava. Ma stanotte non ha funzionato. Io lo tenevo tra le braccia, e gli accarezzavo i capelli. Ci asciugavamo le lacrime, ed io provavo a farlo ridere, perchè è un tonfo nel cuore vederlo piangere. E gli dicevo che magari la prossima ragazza che troverà avrà gli occhi chiari, proprio come piacciono a lui. E che quindi lo conoscerà l'amore. E' scoppiato in lacrime, ed io non ho potuto fare a meno che seguirlo in questo tripudio di pianti disperati. E volevo baciarlo, avere l'ultimo sapore della sua lingua nella mia bocca. E volevo fare l'amore con lui, perchè volevo di nuovo provare il piacere di averlo dentro di me. Ma l'unica cosa a cui mi sono potuta aggrappare sono state le sue spalle, i suoi occhi, le sue mani, la sua voce, le sue lacrime. Ed avrei voluto che quel nostro dolore si fosse dileguato, che il nostro vuoto si inglobasse, per farci dimenticare quello che era appena successo. Mi ha detto che era confuso, che non sapeva nemmeno come avrebbe reagito nel caso fossi stata io a lasciarlo, che non c'era dialogo. All'inizio era nata come una pausa di riflessione, ma poi il tutto è scaturito in un "E se ci lasciassimo ora?". Ed allora sono morta. Morta dentro e fuori. Gli occhi fissi, il respiro si è bloccato, il cuore pure. Le lacrime che sgorgavano e lui mi teneva abbracciata, stretta a sé. Ed io sapevo che sarebbe stata l'ultima volta di tutto. Del suo odore, del suo respiro su di me, dei suoi capelli così scuri, dei suoi occhi così intensi. E so che è il mio primo di tutto. Della mia prima volta, della prima volta in cui mi sono lasciata osservare nuda, della prima volta in cui ho detto Ti Amo, della prima volta in cui sono stata innamorata di qualcuno. Gli ho lasciato toccare cose di me che non erano affatto belle, ma lui con ogni suo tocco è come se le avesse curate. Ed ora non so se ci sarà mai nessun'altro che saprà fare questo come ha fatto lui. E' il mio primo amore. E anche se sono passati pochi mesi, io so che è stato importante, perchè con lui sono stata come con nessun'altro: viva. Sono stata capace di dire cose che non avrei mai sognato di pensare, tanto meno di dire. Sono stata capace di provare piacere, gioia, serenità, pacatezza e tranquillità. Con lui ero felice. Ed ora sto morendo lentamente. Perchè lui era la mia colonna vertebrale, ed ora che non fa più parte di me, io non so più come tenermi in piedi, non so più come troverò la forza di fare le cose, non so più cosa mi resta. Gli ho promesso che mi dedicherò allo studio, perchè lui ci tiene tanto e sa della difficoltà che sto attraversando per finire quest'anno. Ed io mi sono fatta promettere di prendere un caffè insieme. Mi sono fatta promettere che sarà felice, come non lo è mai stato. Ma intanto, io muoio. Muoio di dolore, ed è un dolore che arde così fortemente che non so a chi gettarlo addosso. Perchè ho bisogno di urlare, di battere i pugni, di prendere a botte qualcuno, di sfinirmi, di addormentarmi e non sentire più niente. Ho bisogno di lui. Semplicemente lui. E vorrei che leggesse questa pagina, queste parole. Non per farlo stare male, ma per fargli capire che dalla confusione si può sempre risalire a galla, che si può trovare la luce dove si crede che non ci sia. E che io lo aspetterei. Oggi, domani, dopodomani. Sempre. Vorrei che sapesse che lo riprenderei tra le mie braccia, per stringerlo, amarlo, dirgli che lo desidero, che non voglio che se ne vada, che non voglio stare senza di lui. Vorrei che sapesse che continuo ad amarlo, e che non lo odio, anche se me lo ha chiesto. "Ora mi odi?", ed io non ho potuto far altro che dirgli "No. Ti amo". E lui mi stringeva a sé, e scoppiavamo di nuovo a piangere. Ed io piangevo ancora di più perchè non capivo perchè mi tenesse tra le sue braccia, mi stringesse più forte che mai; se poi sapeva che non avrei più avuto nulla di lui. Vorrei che leggesse questa pagina per capire che come lui, non c'è nessuno. Non c'è nessuno che abbia la sua comprensibilità, che come lui mi abbia accettato con tutti i miei problemi, che come lui mi abbia guardato con quel suo sguardo che solo lui può avere. Non c'è nessuno. Perchè lui è perfetto. E non me ne frega niente, oggi, di quanto lungo verrà questo post. Non importa, perchè io ho necessità di scrivere. E' l'unica cosa che mi rimane. Perchè non ho più niente. Non ho niente. Un cazzo di fottuto di niente. E non mi scuserò per la mia volgarità, perchè oggi non è il giorno. Voglio chiedere scusa a lui, anche se non penso che leggerà mai: scusa per quello che non sono riuscita a darti, scusa per non essere stata quella forte, sicura di sé, di cui mi hai parlato ieri. Perchè tu cercavi quella persona. Ma hai trovato un'altra. Questo è quello che mi hai detto. Ed allora ti chiedo scusa G. Scusa per non essere quella che desideravi, scusa per aver deluso le tue aspettative, scusa per non essere forte, scusa per non essere sicura di me, scusa se non mi amo ma amo te. Scusa, davvero. Allora, vedi che avevo ragione quando ti dicevo che avevo paura che ti saresti stufato di me? Lo vedi che avevo ragione? Ieri ti promisi che mi sarei impegnata ad essere tutto ciò, che sarei stata forte, ed anche se questo significava affrontare il problema del cibo, lo avrei fatto. Giuro che lo avrei fatto. Ma tu poi non mi hai creduto, perchè sai che quando ti dico che ho mangiato un tramezzino, in realtà non ho mangiato niente. E così, neanche ieri mi hai creduto. Ed è finita. Anche per questo. Ti ho chiesto se mai tornerai, e mi hai risposto con un "Non lo so. Ma non devi farti false speranze. Meglio se lo prendi come un no". Ed io avrei voluto urlarti che non era giusto, che insieme potevamo ricostruire tutto, che insieme possiamo spaccare il Mondo. Ma senza di te, io non sono nulla. Ed io ora, ho ancora il suo bracciale al polso, quello a forma di cuore. Ho ancora lo sfondo di noi due sul cellulare, ho ancora il suo nome della rubrica salvato con "Mon Amour", tengo ancora il biglietto che scelse accuratamente di color rosso perchè sa che lo adoro; che mi scrisse per il regalo del mio compleanno, ho ancora i suoi messaggi, le sue foto. E vorrei che lui tenesse ancora al suo polso il bracciale d'acciaio che gli regalai, ed il mio laccio nero dei capelli, che gli diedi per fargli ricordare l'odore dei miei capelli, che lui amava accarezzare. Ed ho tutto di lui, in me.Prima di addormentarci, l'uno abbracciato all'altra sapendo che sarebbe stata la nostra ultima nostra notte, ti ho ho detto "Voglio dirti due parole importanti. Ma non voglio che tu pianga, perchè non reggerei neanche io". Sapevi di cosa stessi parlando, e mi hai fatto dire lo stesso, pur sapendo che pronunciarle, sarebbe stata un'ennesima lama che colpiva e frantumava il mio cuore. Ma te l'ho sussurrate lo stesso, vicino all'orecchio, proprio come la prima volta: "Io ti amo". E sono morta.  


Un saluto morto, da Val.

3 commenti:

  1. So quel dolore che ti attanaglia cosa vuol dire. So come ti senti ora. So tutto quanto. Ma come ti ho detto, sono dolori che possono ucciderti da un momento all'altro, ma son comunque lezioni della vita.
    Hai permesso a qualcuno di avvicinarsi a te in un modo che nessuno mai aveva fatto. Hai permesso al sentimento di prendere il sopravvento. Ma sai cosa? Non puoi darti la colpa di tutto ciò. So che ti stai dando la colpa, lo so. Non negarlo con me, non farlo. Abbiamo in un modo o nell'altro lo stesso carattere e so che tu in questo momento ti stai dando praticamente la colpa di tutto. Ma sai anche che non è colpa tua, non hai la colpa di niente niente niente.

    Respira. Respira. Respira.
    Inutile anche farlo, ma provaci. Non hai fiato, non hai voce, non hai la forza. Ti darò tutto io, ti tirerò fuori io da tutto questo.

    Sai dove trovarmi.
    Effe

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  2. Scusami Val, permettimi di non essere razionale, e scusa se scrivo io, una qualsiasi ragazza che neppure conosci, ma leggendo questo post ho pianto tremendamente... No, non è giusto, ma perchè? E dimmi, perchè dovresti ''scusarti''?? Tu non devi, forse lui. Anzi, tu ti sei mostrata davvero,per la prima volta, ''nuda'', coi tuoi sentimenti VERI, cacciando quel lato celato di te, che mai avresti creduto di possedere. No, non mi vengono altre parole, vorrei tacere, darti tutto il mio sostegno ''virtuale'', perchè sì,è come la morte dentro.. Quando si ama davvero una persona è come se si lasciasse parte di noi stessi in essa, inevitabilmente.. abbi forza. Ti abbraccio <3 -Vale-

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  3. Val sei tu quella giusta per lui, sei tu! E non è giusto non è giusto, lui deve riconoscerlo e amarti perché non può stare con nessun altra se non con te. Val devi riprendertelo oppure riprenderti te stessa, ma non puoi lasciar andare entrambi. Val sei così magnifica...♥

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