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01 mar 2013

Dov'è che dovresti andare, quando è da te che vorresti scappare?



E adesso stava lì [...] e pensava soltanto al proprio ventre; aveva paura di abbassare lo sguardo, ma se lo vedeva davanti agli occhi così come lo conosceva  per averlo guardato mille volte disperata nello specchio; le sembrava di essere solo ventre, solo orrenda pelle [...] e si vedeva come una donna stesa sul tavolo operatorio, una donna che non può pensare a nulla, che deve solo abbandonarsi a credere che tutto questo passerà, [...] che il dolore finirà e che intanto deve solo resistere.
Milan Kundera
"La vita è altrove"


Sarebbe ora che riprendessi in mano tutto il controllo. Sono tante le volte che continuo a scriverlo nei post, che quasi quasi non mi credo più. Per niente. Stesso addome, stesse cosce, stessi fianchi. Per tutti gli altri ormai sono un peso forma, forse addirittura con qualche curva in più. Stai bene, mi dicono. Affatto, miei cari. Io non sto bene. Sto male. Sto male davvero.

Sto male se mi guardo allo specchio.
Sto male se il ventre si gonfia quando mangio.
Sto male devo inventarmi qualcosa da indossare che non evidenzi troppo il mio corpo.
Sto male quando mi trovo a pianificare digiuni che poi andranno a puttane.
Sto male quando mi sveglio la notte per andare a mangiare l'immangiabile.
Sto male quando mi abbuffo.

Sono sensazioni che ti porti dentro, costantemente: quando cammini, quando parli, quando dormi, quando studi, quando esci, quando baci, quando respiri. E' una costante di dolore, di agonia, di tristezza perpetua. E' un qualcosa che si estende poi in tutto quello che fai. Come con G. Ho tante paure, non solo dovute al pensiero di fare l'amore per la prima volta, ma anche per come appaio ai suoi occhi quando sono seminuda. Perchè sì, è capitato che fossi io con la mia pelle davanti alle sue iridi scure. Ed ho sempre paura che ad ogni suo tocco, lui si sbalordisca di quanto grasso possa contenere il mio corpo. Di quanto io sia buffa in quelle sembianze, di quanto non sia attraente, di quanto sia goffa. Non riesco a non pensarci. Perchè non mi piaccio abbastanza, probabilmente. Vorrei solo avere un corpo migliore, più snello, più filiforme. E tanta sicurezza nel mostrarlo. Se solo fossi più magra mi ripeto fortemente nella mente, forse cambierebbe tutto, no? Forse sarei più spavalda, più sicura, più entusiasmata dalle piccole cose, più solare, più sensibile agli altri, più decisa, più carina. Ma allora perchè non riesco? Perchè non sono più capace?

Ci sono tante cose che odio di me. Ed in fondo credo che io non mi sia mai veramente amata. Ma non perchè avessi il necessario bisogno che qualcuno me lo confermasse ad ogni mio respiro. Piuttosto perchè forse sono sempre andata a vedere il "neo" di ogni cosa. Bianco o nero. Destra o sinistra. Non riesco a percepire sfumature di grigio. Perchè quello che ricordo del mio passato, sono sempre cose negative: critiche, giudizi, forse anche il fatto che avendo una sorella gemella, tutti i maschietti o ragazzi notassero più lei che in me. Non dico che sono stata la pecora nera..però qualcosa del genere, forse. Forse quando iniziato a distribuire l'autostima io mi ero già persa. Non lo so.

Ogni volta che scrivo un post, mi rendo conto del fatto che scrivo sempre le stesse cose. E' monotono. Ed è triste. Però, che posso farci: se sono insoddisfatta, dovrò pure ammorbare qualcuno? D'altronde il blog è l'unica valvola di sfogo che ho e che posso sfruttare, perchè con G. sto cercando di non parlarne troppo, perchè so che a lungo andare posso risultare petulante. E con lui, insomma, vorrei evitare in tutti i modi di asfissiarlo.

Oggi è il primo marzo. Ricomincio? Ci riuscirò? Mi darò di nuovo false speranze? Non lo so. Però..non so, ho bisogno di promettermi qualcosa, sperando che sia tutto diverso: mi prometto di resistere.

A maggior ragione, ora termino di scrivere.
Spero che a voi vada tutto bene.

Un saluto insoddisfatto, da Val.


1 commento:

  1. Quello "stai bene" mi è diventato odioso in un modo indescrivibile: non stiamo bene. Stiamo malissimo. E dircelo -credendo che possa essere un complimento- ci fa stare ancora peggio. Ci fa venir e ancora più voglia di ritornare come prima, anzi, con una decina di chili in meno. Rabbia.
    Se fossi più magra...
    Anche io ricomincio da oggi.
    E le cose, al contrario di quello che si dice, credo possano cambiare da un giorno all'altro.

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