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20 feb 2013

Uno sguardo indietro.



Vorrei provare ad essere un'altra persona per vedere me stesso come mi vedono gli altri. Vorrei sapere qual'è l'impressione che prova chi non sa per nulla quello che faccio e che sono. Quando cammino pensando ai fatti miei, quando sorrido per chiedere qualcosa. La mia paura è che a vedere me come sono io potrei rimanere deluso.
Luigi Tenco
"Come mi vedono gli altri"


Almeno una volta all'anno, mi capita di  ritrovarmi a fare i conti con me stessa. Con quello che sono diventata, e che vorrei essere. Fermarmi, e guardarmi alle spalle. Ho riletto i miei due vecchi diario segreti (mai completati per causa di quella ficcanaso di mia madre), ed ho letto disagio, depressione, autolesionismo, paura, tagli, odio, amarezza, tristezza, amarezza, sensi di colpa. Ho letto tutto quello che a partire dal 2007 fino ad oggi, ho ancora sulla pelle. L'unica evoluzione è stata quella di aprire un blog. Il 2006 era improntato prevalentemente sul bisogno o quasi necessità di essere amata, di avere vicino a me qualcuno che mi potesse dare sicurezza per ciò che ero. Il 2007, ha iniziato ad essere un anno improntato su insoddisfazioni personali e qualche tematica alimentare. Del 2008, non ho trascritto niente: fu l'anno prevalentemente basato sul mio vecchio amore platonico Lorenzo (quello del primo bacio), quindi potete immaginare quanto melense ma anche tristi siano state quelle pagine. Nel 2009 invece, i DCA hanno iniziato a prendere forma. Non ho osato andare a rileggere i primi post del blog. Mi sono bastati quelli cartacei per farmi capire tante cose.

19/06/2006: 
Non piaccio a nessuno. Il motivo so di sicuro quale sia, ma..non mi va nemmeno di crederci, ma è impossibile non farlo: sono brutta, e non diventerò mai una bellissima principessa dal fisico bestiale che attraversa il corridoio della scuola; e nessun ragazzo mi guarderà mai per dire che sono bella e magra. Invece, se passo io, tutti sicuramente pensano "Ma non si vergogna questa di girare per i corridoi, di uscire di casa?".

23/07/2007:
Mia madre mi ha sgridata perchè ho mangiato tutta la confezione dei gelati. Ha urlato che devo darmi una regolata. Ma lei lo sa perchè mangio così tanto? Sa quante notti ho passato a piangere? Sa tutto quello che ho passato? No. No. No. 

03/08/2007:
Esclusa, non degnata di uno sguardo, non notata, sempre nell'ombra. Sono il nulla, e se vengo anche solo notata da qualcuno, questo non fa altro che criticarmi. Sarebbe stato meglio se non fossi mai nata. [Seguono diversi ritagli di foto di me da piccola, tutte segnate con una croce].

28/08/2007:
Caro diario, non ci sono riuscita: mi tagliavo, ma non usciva neanche una goccia di sangue. Avrò sbagliato qualcosa? Come si muore in questo mondo?

16/08/2009:
Dentro di me inizia a crescere qualcosa. O meglio qualcuno. La reputo un pò come una persona perchè molte persone la chiamano "Ana". E' l'unica cosa che mi sostiene. Che mi dà forza. Molta gente la reputa una malattia, ma io penso che invece sia come un'amica, che vive all'interno del mio corpo. Grazie a lei potrò divenire quella che ho sempre sognato di essere.

Ed ora, invece, siamo nel 2013 (wow, che intuizione). Sono passati un bel pò di anni. E se mi guardo alle spalle, posso vedere chiaramente tutte le opportunità buttate al vento, tutti i sorrisi evitati, tutte le uscite messe da parte, tutte le amicizie che ho perso (in particolare una). E posso vedere chiaramente come i DCA si siano insidiati in me, a partire dal 2006. Sono quindi 7 anni. di cui gli ultimi 4 passati ad autodistruggermi.  Sono stati anni  passati ad odiarmi, a studiarmi, a compiangermi (come se ora non lo facessi). Anni in cui mi domandavo chi ero, e perchè soffrivo così tanto. Tutt'ora le cose non sono cambiate tantissimo. Se non che magari il mio italiano si è perfezionato e che sono passata al diario virtuale. Ma per il resto, mi ritrovo sempre nella stessa melma. Mi sono costruita la mia gabbia d'oro, in cui ancora vivo, in cui ancora abito. Forse non avrò pià il controllo di una volta, ma se mi impegno, magari riesco a riconquistarlo. D'altronde lo stesso Impero Romano non è che ha sempre vinto una battaglia, no? L'importante è vincere la guerra. Una sorta di Val VS Cibo. Devo vincere. Devo dimagrire. Devo cambiare. Di nuovo. Sì, perchè nonostante questo salto nel passato, evidentemente non mi basto ancora. Evidentemente non è stato sufficiente. Evidentemente voglio andare a braccetto con la tristezza, non so. Questo è un pò come l'inizio di un anno nuovo: rivoglio la Val (o vecchia Zara per chi mi conosce da più anni) che sapeva controllarsi. Chissà se questa è la volta buona.


Ogni anno, ad ogni cadere del 20 febbraio, mi dedico uno sguardo al passato. Chissà..forse perchè è il mio compleanno. Ed oggi compio 21 anni. Bella vita. Di merda.


Un saluto più grande di un anno, da Val.

3 commenti:

  1. Sono sette anni anche per me. Sai che i criteri diagnostici definiscono "un caso senza speranza" se si sono passati i 5 anni?
    Il punto è che non dovremmo nemmeno lottare con il cibo...non dovrebbe proprio rientrare nelle nostre considerazioni. Dovremmo combattere solo con noi stesse...siamo noi il nostro vero avversario, dopotutto. I nostri organi mandano segnali al sistema nervoso, gli dicono che hanno bisogno di cibo...ma il pensiero è superiore agli appetiti della carne. Il compleanno può essere un'ottima occasione per ricominciare...è un regalo bellissimo da farsi.

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  2. Dio, come ti capisco. Egoisticamente, e sottolineo egoisticamente, quando leggo certe parole in giro qua e là e in questo caso le tue, ma spesso le tue, mi sento un pò meglio, perchè so che qualcuno da qualche parte si sente come me, e che non sono l'unico puntino nero in mezzo ai mille colori del mondo.
    Quando vengo qui mi sento capita, anch'io mi chiedo perchè soffro così tanto, perchè tutto cambia ma non fa che cambiare in funzione della mia sofferenza. Perchè lei sia sempre lì. Acquisisce solo nuove forme, ma c'è sempre sempre e "a volte" mi è difficile nasconderla, fingere. Anzi non lo faccio più, a dire la verità, da molto tempo, non mi nascondo più: sono sofferente, e appaio sofferente, e non sorrido e non dico parole positive.
    Ad essere sincera, mi ha un pò scombussolato questo tuo post. In questi momenti vorrei tanto avere nella realtà un'amica come te, qualcuno che comprenda.
    E poi mi chiedo spesso, ma cos'è che mi sfugge? Sono davvero destinata a vivere un'esistenza penosa solo perchè sono brutta e grassa? E' davvero questo il motivo? Perchè gli altri hanno la forza, e io non ne ho? Dove sono tutte le cose che mi mancano? Cos'è che mi fa soffrire di più? Cosè che continua a colpirmi? Perchè non sanguino?

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  3. Appunto l'altro giorno, ho riletto i miei diari. Con la mentalità da bambina (parliamo di quando avevo, 15 anni), volevo tanto assomigliare a una mia amica albanese, alta,magra e soprattutto bella .
    Mi sentivo così sciocca a leggere quelle parole, ma anche così forte, perchè ho capito, dopo quasi 4 anni che io sono io e non devo assomigliare a nessuno.
    Tu sei così bella amore e sapere che c'è qualcosa che ti distrugge, mi fa sentire male.
    Forse, rileggere i tuoi diari, ti ha fatto capire qualcosa.


    Ti stringo forte,Efs.

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