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07 feb 2013

Una specie di infelicità.



Qualcuno diceva: ha qualcosa addosso, come una specie di infelicità.
Alessandro Baricco
"Seta"

Sono passati tre giorni da quando ho deciso che per sabato dovrò essere il più passabile possibile dinanzi agli occhi di G. Nell'arco di questo tempo, non so se sono stata brava o meno. Nel senso che qualcosa ho mangiato (due fette di mortadella, una barretta proteica da 99 kcal), ma poco. Ieri, però, è stato quello più produttivo. Ho camminato in totale sei ore all'incirca. La tabella dice che, se cammino a 4km/h, ho consumato 1344 kcal. Ora non so quanto affidarmi a quel sito ed al risultato dei calcoli..però, ci credo. O voglio per forza crederci? Penso di averle consumate tutte. Perchè ho camminato veloce: ho sempre avuto il passo svelto e rapido. Quindi..sì dai, auto-convinciamoci di aver camminato a quella velocità. 

Stamane, invece, non ho iniziato un granché bene (ovviamente ci deve essere sempre un lato negativo nei miei post, sennò di che Val stiamo parlando?): tre caffè amari e la crosta di due cornetti, con quattro biscotti. Mi fa senso dire che dei cornetti mangio solo la superficie. E non so neanche quante kcal possano contenere. Penso che se G. leggesse quello che appena ho scritto, storcerebbe il naso, perchè 'sta cosa fa un pò orrore e l'immagine di me che lo fa..è altrettanto assurda. Mangiare solo la crosta dei cornetti? Che schifo. Non sono normale, lo so. So pure che a 'sto punto potrei benissimo evitare di mangiare in questo modo..e non mangiare quindi per niente. Ma stamane è successo. Amen. Non posso piangere sul latte versato. Infatti provo in qualche maniera a consolarmi: digiuno sia a pranzo che a cena. Domani, idem. Sabato, ovviamente si chiude in tripletta di digiuno. Riuscirà la nostra eroina a concludere in bellezza, senza alcun intoppo? Non lo so, perchè ogni qual volta mi prometto qualcosa, so che potrebbe succedere di tutto. 

Intanto ieri sono andata anche in agenzia, mi hanno fatto vedere le foto, se ne sono scelte 10 per il book (su 200 e passa che mi erano state fatte), due delle quali andranno anche nel composit. Rivedendomi immortalata lì, su quello schermo del computer, con quella consulente che sfogliava e vedeva/decideva se cancellarle o meno..mi sono vista orribile, grassa, ingombrante. Mi sono disgustata di me stessa. E mi sono sentita (udite, udite) una perdente. Non ero come volevo, non ero per niente magra. La tipa mi ha persino misurato i centimetri: 82 di petto, 70 di girovita, 86 di fondo schiena. Quindi porti una 42? mi ha domandato. Piuttosto, sarebbe una 40, le ho risposto. E mi sono sentita uno schifo. Ed intanto quella ha scritto 42 sulla mia scheda per non so quale scopo. Così, mi sono promessa a me stessa, che dovrò raggiungere la tg 38. E' così che potrò definirmi una modella. Solo con la tg 38 e tanti centimetri in meno di girovita. Oltre che correggere me stessa, dovrò imparare a camminare sui tacchi: sapete, essendo alta 175 cm, non li ho mai usati, perchè è palese che supererei chiunque. Ed ho tempo fino al 14 Febbraio per cercare di migliorarmi anche in questo. Eh si, perchè quel giorno avrò un educational: dovrò portarmi i tacchi, e penso che faremo tutte quante pratica. Motivo in più per dimagrire entro il 14, così potrò evitare di sentirmi inferiore dinanzi a tutte quelle altre ragazze che come me hanno deciso di intraprendere questa strada. Dovrò essere la migliore, la più magra, la più snella, la più filiforme. Un ulteriore input, forse. 

Sono sicura che se G. leggesse tutto questo, non gli andrebbe affatto bene. Per niente. Tu stai bene così, mi dice. Ti voglio così come sei ora, mi dichiara con la mano sulla mia pancia. Caro G., se fosse così facile spiegarti le mie complicate disperazioni. Ti darei i miei occhi per farti vedere quello che vedo di me. Per farti capire che non sono come pensi tu. Che forse, è tutta apparenza, che sono i vestiti larghi a farti dire questo, perchè servono proprio a nascondere il peggio di me. Che i tuoi polpastrelli sbagliano e ti fanno percepire cose totalmente differenti dalla realtà. Ed io sono ancora convinta che non rispecchierò le tue aspettative. Se solo potessi vivere nel mio corpo per un giorno, capiresti il disagio che ho a farmi toccare da te. Se solo potessi donarti i miei pensieri, il mio stesso cervello, allora capiresti perchè non faccio altro che lamentarmi di me stessa e non lascio mai spazio a te. Che seppur mi impegno a non dirti quanto mi faccio schifo, alla fine si va sempre a parlare di quello. E non di te, dei tuoi ipotetici dubbi, dei tuoi ipotetici problemi. Dei tuoi ipotetici mali da persone normali. Hai tanta pazienza con me, G. E non so se un giorno ti stancherai di dirmi che sto bene così, che mi preferisci ora piuttosto che alle foto in cui ero 50 kg. Non so se ti stuferai di me, perchè io sono fatta di tanti problemi. E tu sei fantasticamente perfetto. Forse anche troppo per me. Non so quanto potrai resistere ad una Val piena di contraddizioni, disagi, paure, fantasmi. Non so se ti spaventerò a tal punto da lasciarmi.

Le cose stanno migliorando con lui: gli sto lasciando fare tante di quelle cose che neanche avrei mai immaginato di poter lasciar correre. Tipo toccarmi i larghi fianchi, la mia pancia prorompente, i miei piccoli due seni. Tante cose che sono sempre state "pure". Non in senso religioso, ovvio: se dovessi entrare mai in una chiesa, credo che l'acqua santa evaporerebbe all'istante. Solo che non ho mai lasciato che nessuno "intralciasse" il mio corpo. Non so come spiegarlo. Quindi lascio perdere l'argomento, che è meglio.

E penso anche che il post sia troppo lungo. Quindi..adieu mes amies.

Un saluto vuoto, da Val.

3 commenti:

  1. Ciao Val,
    io sono alla ricerca di una parola di conforto, di una mano tesa da parte di chi possa capirmi.
    Avrei bisogno di una compagna di corrispondenza per aiutare e farmi aiutare.

    Se vuoi, contattami.
    amythevisitor@libero.it

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  2. (Questi e queste G...)
    Razionalmente è facile rendersi conto che dobbiamo andare bene solo a noi stesse, ma ogni motivo -esterno o no che sia- va bene per dimagrire, per essere usato come una specie di leva.
    Non serve che ti auguri buona fortuna, i tuoi propositi sono perfetti.

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  3. Tanti buoni propositi che alla fine andranno a puttane, per colpa di qualcuno.
    Però non dobbiamo permettere agli altri di far accadere ciò.
    Hai affrontato un bel passo con G, permettendogli di toccare il tuo corpo.
    Ah, quella tizia non capisce una beata minchia!
    Sei bellissima,Val.

    Ci rialzeremo insieme,promesso.

    Efs

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