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11 feb 2013

Un vaffanculo a tutto.


Su, che lamentandoti sempre di tutto e contemporaneamente fingendo di non dare importanza a niente, vivi di speranze, però non sai nemmeno cosa speri.
Julio Cortàzar

Il clima romano rispecchia il mio umore, ed il mio inizio di settimana: burrascoso, gelido. Non sono riuscita a rispettare nulla dei miei propositi (strano eh?). Mi è stato persino cancellato (o spannato come dir si voglia) il mio profilo falso di FB, che tra l'altro avevo aperto sì e no da un paio di giorni. Ma ci rido sopra. Non sono fatalista, ma in questi casi non mi viene altro da dire: sarà stato il destino. Oltre a non capire cosa/chi sono io, mi viene persino cancellata la mia falsa identità. Perfetto, no? 

Che "anoressica" sono se non sono capace a calcolare le kcal giornaliere? Che "anoressica" sono se non ho una bilancia elettronica? Che "anoressica" sono se non sono capace a frenare le mie abbuffate notturne? Che "anoressica" sono se non so tenermi sotto controllo? Che "anoressica" sono se non ottengo risultati? Che "anoressica" sono se neanche mi peso? 

Mio padre ha capito che sto ricadendo in verso il baratro, verso quell'aspirazione di perdere sempre più chili (che non sono riuscita a perdere nonostante tutte le occasioni che ho avuto per farlo). Ed ecco qua: sono di nuovo intralciata. Non ho più possibilità di saltare la cena, ad esempio. Segui la dieta che ti fu data ma basta che mangi, mi ha detto al telefono. Non ci ho pensato nemmeno due volte: ho contattato su Whatsapp il dottor R., chiedendogli di avere un appuntamento. Ho bisogno di piangere. Ho bisogno di urlare. Così, dopo aver sferrato un paio di calci al muro, ed un paio di urli improvvisi (viva la pazzia, aggiungerei), mi sono messa qui a scrivere. Per un momento ho pensato persino di chiamare G., in lacrime. Ma non l'ho fatto, per ovvi motivi che non sto a dirvi perchè già ne ho parlato e straparlato. Fino ad oggi ho avuto tutto il tempo del mondo per perdere quei chili di troppo che incombono in ogni parte del mio corpo. MA NON CI SONO RIUSCITA. Ed ora che mio padre ha scoperto le mie carte, eccomi di nuovo da punto a capo: non ho niente in mano. Come è successo? E' che, in preda a non so cosa, tre/quattro giorni fa gli dissi, piangendo: Mi sento grassa. Bella mossa del cazzo, Val. I miei complimenti. No, ma dico, digli pure che hai avuto momenti di autolesionismo, e stiamo a posto, no?

Avrei voglia di abbandonare il mio corpo, e lasciarlo inerme da qualche parte. Lasciarlo a marcire, ad ammuffire. Così che io possa ricostruire tutto da capo. Sono solo un'incapace inetta del cazzo. Un'ameba. Una perdente. Ogni giorno sfido me stessa, ma non giungo mai a nessun risultato. E sono arrabbiata, incazzata nera. E spingo con forza i tasti della tastiera per scaricare la tensione che attraversa la mie vene. E tra poco mi tocca andare pure a lavoro, dove far finta che tutto vada bene, salutare e sorridere chiunque passi dinanzi a me. Essere cordiale con tutti e chiedere loro "come va?". Essere anche l'ascoltatrice dei pensieri altrui. E a me? Nessuno mi chiede come sto, e se lo fanno devo, stampandomi un sorriso sul viso, "meravigliosamente bene". 'Fanculo.

Vaffanculo ai miei chili di troppo. Vaffanculo al mio flaccidume. Vaffanculo al mio corpo. Vaffanculo al mio grasso. Vaffanculo alle lacrime che stanno bagnando la tastiera del computer. Vaffanculo ai miei propositi mai mantenuti. Vaffanculo al mio "vaffanculo". Vaffanculo alle mie ansie. Vaffanculo a me stessa. Vaffanculo alla mia rozzaggine. Vaffanculo per quello che sono. Vaffanculo alle mie mani. Vaffanculo alla mia vita. Vaffanculo a tutto quello che non mi va bene di me stessa. Vaffanculo al mal di testa. Vaffanculo alla mia rabbia. Vaffanculo al dolore. Vaffanculo alla tristezza. Vaffanculo alle mie cosce. Vaffanculo alla mia pancia. Vaffanculo alle smagliature. Vaffanculo alla taglia 40. Vaffanculo a questo post. Vaffanculo a questo periodo. Vaffanculo per tutto quello che vorrei ma non posso. Vaffanculo per le chiamate in lacrime mai fatte. Vaffanculo al tempo. Vaffanculo al lavoro. Vaffanculo alle kcal ingerite. Vaffanculo al cibo. Vaffanculo alla mia bruttezza. Vaffanculo al mio stomaco che si allarga sempre di più. Vaffanculo ai miei jeans. Vaffanculo alle abbuffate. Vaffanculo al binge. Vaffanculo al mio sedere. Vaffanculo ai miei fianchi. Vaffanculo a me.


Un saluto incazzato, da Val.

4 commenti:

  1. Vaffanculo ai troppi ma o i troppi se.

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  2. Ciao sono Ima, ti leggo da un po'.
    Penso che ogni commento sia superfluo tranne: trasformare la tua incazzatura in forza. Non è facile dire vaffanculo a tutto, men che meno a se stessi. Perchè sprecare queste energie verso un tutto confuso e non per un fine preciso? Questo fine potrebbe proprio essere: rialzarsi. E una cosa dopo l'altra, ma una alla volta. Che sia una regola, un sorriso genuino, dimagrire o semplicemente vivere. E nessuno potrà impedirtelo.
    Ti stringo,
    Ima

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  3. Invito - italiano
    Io sono brasiliano.
    Dedicato alla lettura di qui, e visitare il suo blog.
    ho anche uno, soltanto molto più semplice.
    'm vi invita a farmi visita, e, se possibile seguire insieme per loro e con loro. Mi è sempre piaciuto scrivere, esporre e condividere le mie idee con le persone, a prescindere dalla classe sociale, credo religioso, l'orientamento sessuale, o, di Razza.
    Per me, ciò che il nostro interesse è lo scambio di idee, e, pensieri.
    'm lì nel mio Grullo spazio, in attesa per voi.
    E sto già seguendo il tuo blog.
    Forza, pace, amicizia e felicità
    Per te, un abbraccio dal Brasile.
    www.josemariacosta.com

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  4. Ecco ... Questo è uno di quei post che ti capita di leggere una volta ogni tanto, è quella volta in cui ti imbatti in queste parole, è la fine..perché ti segnano, ed il segno che ti lasciano è grande...non posso trattenerla quella lacrima che vuol scendere...perché quello che tu hai scritto è quello che io ho dentro da anni...e non ho un'esatta risposta da dare perché non c'è ...posso dirti che ti comprendo, e so quant'è forte quel dolore...che lascia e prende nulla!!! ...per anni mi sono sentita incompresa...poi da qualche settimana ho iniziato a leggere questi blog, così per caso...ed ho scoperto che a distanza di km, a distanza di anni...c'erano persone che come me, ogni giorno lottavano, a volte perdevano, altre volte vincevano...ma stavano male e soffrivano esattamente per il mio "stesso motivo"... È sconvolgente...

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