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16 feb 2013

Senza volto.


Ero rigido e freddo, ero un ponte, ero disteso sopra un abisso. Stavo così disteso ed aspettavo; dovevo aspettare. Senza crollare, nessun ponte, una volta costruito, può cessare di essere un ponte.
Franz Kafka


Non mi voglio. Non mi desidero. Non mi stimo. Non mi piaccio. Non mi voglio bene. Non mi amo. Non mi sento appagata. Non mi sento soddisfatta. Non voglio permettermi numerose cose. Non sono nessuno. Non valgo nulla. Sono una negazione, una contraddizione, un punto interrogativo. Niente di determinato. Niente di certo. Niente di preciso. Non sono niente. Non sono nessuno. Pessoa scrive "Io non sono nessuno, io non sarò mai nessuno, io non potrò essere nessuno; ma ho dentro di me tutti i sogni del mondo". Abbraccerei Pessoa solo per dirgli che lo capisco e che nessuno come lui ha saputo dire cose più giuste. Il fatto è che sì., io ho sempre sognato, ma nessun desiderio sognatore si è mai svelato in forma pratica. Sogno tante cose di cui ho già scritto abbastanza. Non voglio essere ripetitiva: già riconosco di essere monotona, figuriamoci se aggiungessi un carico da 30. Quindi, lascio a voi ricordare quello in cui spero e in cui sogno. Anche perchè scriverlo, significherebbe che ancora niente si è realizzato, che sono ancora un'inetta incapace, una perdente, un'apprendista alle prime armi. Ma come? Non sono quasi già 5 anni che amo/odio, aspiro/rinnego i DCA?

Ho fatto il book fotografico, se ben ricordato. Ed ho le foto, qui a casa. Mi sono vista in quelle immagini, in quei colori, in quelle vesti. Nessuna espressione, nessuna smorfia: priva persino del mio stesso volto quasi. Ma perchè andavano fatte così, mica per altro. Non mi sono vista come avrei voluto. Le mie gambe non sono più quelle di un tempo, tanto meno il mio addome, il mio ventre. Addirittura sul composit (il biglietto da visita di ogni modella dove ci sono scritti i dati), ci sono stampati numeri esorbitanti: taglia 42, petto 89, vita 70, fianchi 97. Per un momento ho pensato di poter quasi toccare quella morsa di dolore che mi aveva afferrato allo stomaco appena lessi quel pezzo di cartoncino. Dire che mi sono sentita uno schifo, non è abbastanza, non è troppo profondo come pensiero, tanto meno come sensazione iniziale. Ma non ho la capacità descrittiva per spiegare al meglio come mi sono potuta sentire, leggendo quei dati numerici. Delle foto, poi non ne parliamo. Non posso permettermi di portare la 42 (che poi in realtà è una 40, ma non so perchè hanno scritto 42). Non posso essere "una modella" con una taglia così. Devo portare la 38. Devo diminuire di decine di centimetri. I miei fianchi si sono rimpicciolire, così come quando si tempera fino allo sfinimento una matita. Ecco, devo fare così. Devo temperarmi fino a quando voglio io. Se mi fossi piaciuta, se avessi riscontrato una sorta di timida bellezza in me, in quelle foto, giuro che ne avrei messa una. Ma non ne ho il coraggio, perchè mi faccio pena.

Mi osservo, scruto dall'alto il mio corpo, e ci fosse anche solo una volta che sia stata soddisfatta di quello che vedevo. Mai 'na gioia, si dice a Roma. Parole sante.Ci sono giorni in cui non vorrei uscire dalla porta di casa, tanto non mi sento in grado di affrontare il mondo, in tali condizioni. Però devo farlo, sono costretta, perchè ho un ragazzo, ed un lavoro. Quante volte ripeterò che G. è un santo. Ma sapete, una volta entrata nel vortice, questo ti risucchia, fino al midollo osseo. Diventi un'altra persona. E' quasi un mese che mi sento con Efs. E sono settimane che continuo ad ammirarla: la ammiro perchè lei riesce. Io no. L'ammiro perchè lei sa resistere alla fame. Io no. La ammiro perchè sa come mettere la giusta scusa per non mangiare. Io no. Non so se in queste occasioni bisognerebbe esortare una persona ad uscirne il prima possibile, da questo girone dell'inferno. Ma sarei solo un'ipocrita a dirle che può farlo, i motivi per cui è meglio che lei agisca, piuttosto che rimanere succube di questo (anti) sistema di vita. Quindi, Efs, per quanto io possa volere che tu guarisca dai DCA..ti stimo ed ammiro nel profondo. Ah..un'altra cosa: ti voglio bene.


Un saluto anonimo, da Val.


2 commenti:

  1. Posso dire che ho pianto con questo post?
    Leggere ciò che hai scritto mi ha spezzato,mi ha divorato l'anima. Sai perché? Perché ecco,tu non sei così. Tu sei forte quanto altre mille persone,tu sei bella,la più bella.
    Vorrei tanto stringerti e fartelo capire.
    Ci stiamo divorando,anima,corpo e fegato. Non ti meriti ciò,no.
    Mi ha fatto sorridere ciò che hai scritto su di me e ti prego,non ammirarmi.
    Ti voglio bene anche io.

    Efs

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  2. Una matita, una volta temperata fino in fondo, smette di scrivere...apparentemente. Dirai mille splendide parole silenziose.

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