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17 feb 2013

Ho bisogno di un delirio di vita.



Ho bisogno di un delirio che sia ancora più forte, ma abbia un senso di vita e non di morte.
Gaber

Sto deludendo G. Lo so, e ne sono cosciente. Penso che prima o poi impazzirà. E quando accadrà sarà per colpa mia. Perchè sono io quella che crea problemi, perchè se non fosse per tutti i miei pensieri, le mie fissazioni, allora potrebbe essere sereno, potrebbe avere una relazione normale con una persona normale. Non dovrebbe fare attenzione a quello che mi dice, perchè sa che peso ogni parola. Invece si ritrova una palla (anche in senso fisico) tra i piedi. Una che non solo ha paura di farsi toccare, ma che ha paura a farlo. Non ho mai preso iniziativa. L'idea di farmi vedere nuda, mi inorridisce. L'immagine di lui che mi stimola sessualmente, non so, mi darebbe fastidio. Ma non perchè è lui. Ho sempre avuto questo tipo di concezione nei confronti di questi pensieri. Non per altro, infatti, anche l'idea che io possa stuzzicarlo sessualmente, mi provoca un ghigno malevolo sul mio volto. E non perchè dietro ci sia chissà quale tipo di idea di "purezza" in senso religioso, l'ho sempre detto che non riguarda questo. Il problema è che non so quale sia la risposta a questa mia reazione. E poi, tanto sorgono tanti altri dubbi. E poi se non fossi capace? Se non sapessi cosa fare? E se non gli provocassi piacere? E se..se fossi totalmente un'imbranata in tutto? E se lui ridesse di me, e della mia impacciataggine? E se pensasse che con me non ci sta bene a fare l'amore, che non gli piaccio? Ecco perchè la prossima settimana mi vedrò con il Dottor R. Sicuramente potrà darmi più risposte che altri dubbi. Almeno spero.

Sento che c'è un lieve infuriare di rabbia che porto aggrappato alla mia fragilità. Rabbia di non potermi godere i momenti con G. in pieno, al 100%, a 360°. Lui dà tutto sé stesso per farmi stare bene. Rabbia di non potergli stare accanto perchè ho tante cose di cui mi vergogno. Rabbia per sentire la sua voce delusa da un mio Voglio dormire da sola, stanotte. Perchè lo so che lui sta male se mi sente dire così. E' stato ieri sera, quando mi ha anche detto che avremo dormito soltanto, ma non mi sono sentita di farlo ugualmente. E non capisce quanto io possa essere stata altrettanto male a dirgli questo. So che abbiamo già dormito insieme (anche se solo una volta). Ma ieri..non so. Ero gonfia, grassa, ero un pieno di zuccheri e calorie. E quindi non ho potuto permettere che lui mi vedesse nelle condizioni in cui ed in cui mi sento anche oggi. Non ho permesso che lui notasse tutto quello che sono ora, con tutto il mio calorico corpo. No. Non era ammissibile. Non era neanche pensabile o immaginabile. Così, ieri sera, l'ho deluso. Ho visto i suoi occhi perdere la gioia e la tenerezza. Anche perchè non ci vedevamo da diversi giorni. E mi sento in colpa per avergli negato una notte insieme (che avrei desiderato anche io), ma che non potevo permettermi. Ed ho paura che succederà di nuovo. Perchè è una fragilità quella che ho, che mi appartiene. E' una fragilità che indebolisce tutto quello che ti tocca, che ti sta intorno, tra cui, appunto le relazioni interpersonali. E' una fragilità che sento tutti i giorni, nella mia testa. Se fosse per me, non avrei mai permesso a nessuno di "invadermi" così tanto e dopo poco tempo. Ma, non so. L'ho fatto e non lo rinnego. Solo che ora, ho sempre una paura più grande, una dopo l'altra. E' che io, in ogni occasione che passo con lui, voglio essere magra. E quindi non voglio che mi veda mangiare, non voglio che senta la mia pancia lievitare, non voglio che possa toccare qualcosa per cui non vado fiera.

In più,  tanto perchè nella mia vita ci devono essere imprevisti su imprevisti, mercoledi sarà il mio compleanno. E dovrò pranzare con mia madre e mia sorella. E pensare che speravo di saltare il pranzo, dato che lavoro fino alle 14.30. Ed ora come farò? I dubbi mi assalgono, e nel mentre spero di poter trovare una soluzione più adatta al fine che G., quel giorno, mi possa vedere magra. E sperando anche che il mio ventre non lieviti come un croissant al burro, proprio quel giorno.


Un saluto problematico, da Val.

2 commenti:

  1. Tu non hai niente di sbagliato che non va,ricordatelo. Te l'ho detto, lui ti accetta per come sei, ma il problemi di fondo è che non ti accetti tu stessa, come non lo faccio io.
    G, capirà e io lo sento.
    Presto ci vedremo, presto ci dimenticheremo di tutto.


    Efs

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  2. Lui accetta tutto di te e la pancia di cui tu parli lui nemmeno la vede.
    Sei tu che non ti accetti, come tutte noi.
    Spero che il Dottor R. ti dia tutte le risposte che cerchi.

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