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03 gen 2013

Paura di me stessa.

Le cose cambiano, non vuol dire che migliorino.
Io non ero legato a nessuno. Il mio eterno problema. Stavo ritrovando me stesso, ma continuavo ad essere solo.
Haruki Murakami

Scrivere mi piace: scarico le tensioni, metto nero su bianco, cerco di essere il più lucida possibile. Ecco perchè scrivo molto spesso da quando ho ripreso in mano il blog. Come mi piace molto anche la fotografia: immortalare momenti, espressioni, eventi..se solo sapessi usare al meglio la mia Fujifilm (che non è una Reflex). Sto mettendo da parte un pò di soldi per potermi comprare qualcosa, ma vorrei comprare troppe cose che palesemente non rientrano tutte insieme nel mio misero attuale budget. Per ora mi accontento di amori platonici quali prodotti di make up, o un'ipotetica Reflex, anche se non so quale.

E mentre sogno qualcosa che non si avvererà mai, ho già sgarrato. Stanotte mi sono svegliata 3 dannate volte ed ho mangiato. Tanto, si può dire. Mi sento addirittura piena, ora che mi sono svegliata. Sono sempre in tempo per rimediare, almeno spero, ma vorrei che non accadesse più. Incrociamo le dita. Se dovesse capitare nuovamente, devo essere pronta con una bottiglietta d'acqua accanto al mio letto, così sarò costretta a non alzarmi. Ecco: trovata la soluzione, perchè non ci ho pensato prima?

Scrivo alle 04.58 di mattina, perchè oggi vado al circolo per fare un pò d'attività. Starò fuori fino alle 13.00 credo, poi tornerò per le 14.00 a casa e se riesco provo a studiare Linguistica Generale, darmi un'occhiata a Filosofia della Religione e perchè no, anche Filosofia Pratica. Speriamo di non cadere in un lungo sonno. In più, stasera ho una scuola di Partito, quindi devo ritornare in sede, ma niente cena. Tornerò sicuramente intorno alle 14.00, e spero di non sentire la necessità di andare a mangiare. Tutto questo cibo mi dà alla testa: la dispensa è sempre piena, per non parlare del frigorifero. Crude e dure tentazioni, alle quali non riesco a resistere, ma posso farcela. Vorrei tanto parole di conforto, sapere come posso evitare queste abbuffate notturne, ma è anche un pò come se parlassi al muro. Ma ripeto: mi piace scrivere, quindi mi fa piacere farlo e basta.

Il digiuno dovrà essere ferreo e rigoroso. Quindi, porca puttana, da oggi niente "ma". Empty.

Seppure faccia il possibile per coccolarmi, come maschere, massaggi al viso (mia sorella sta studiando per diventare estetista, quindi sarò la sua cavia per un bel pò di tempo), pieghe ai capelli, tinte ecc, non riesco a piacermi. Prima di amare gli altri, uno deve essere capace di amare sé stesso. E se io continuo in questo mio odio perpetuo, non penso che riuscirò mai a cambiare. 

Come ci si ama? Come ci si vuole bene? Esiste un manuale per le istruzioni e nessuno me l'ha detto? Camminare per strada e sentirsi a proprio agio, senza aver paura che qualcuno ti guardi perchè forse non sei degna di uscire di casa tanto è la tua grasseza/bruttezza. Abbasso lo sguardo e fisso il suolo a costo di andare addosso ad un palo.
Osare con un rossetto rosso, senza timore che qualcuno pensi che sia un pagliaccio. Se ci provo, poi, me lo tolgo sempre.
Provare a mettersi una maglietta aderente, senza la paranoia che qualcuno potrebbe disdegnare il tuo corpo con una smorfia. Mai e poi mai nella vita: zero magliette aderenti. 

E' un qualcosa che ormai è diventato meccanico nella mia testa. Se sono in autobus, ad esempio, e qualche vecchietta mi guarda o qualche d'un altro, ho sempre timore che abbia qualcosa di sbagliato in me: ho i capelli messi male? Non sono ben vestita? Potremmo chiamarlo complottismo nei miei confronti, no? Non so se sia mai successo a qualcuno. In più, evito di prendere la macchina: magari faccio un incidente, non sono attenta nel cambio di corsia, mi perdo per strade sconosciute, non trovo parcheggio, non riesco a parcheggiare. Insomma, tante ma tante ansie. E' la prima volta che lo confesso, perchè forse ho timore che qualcuno mi prenda per pazza, ma tanto ormai, visto che ho già ricevuto questo "complimento", tanto vale dirla tutta. Quasi ho paura di me stessa. Paura di esagerare, ma anche di non rischiare; paura di non essere all'altezza, ma anche di tirarmela troppo; paura di truccarmi, ma anche paura di uscire di casa senza una base di trucco; paura di vestirmi un pò troppo elegante, ma anche paura di non aver abbinato bene i vestiti. Ho paura di me, ecco. Non sono un granché capace ad interpretarmi, figuriamoci a dare spiegazioni sul mio comportamento. 

Voi non vi sentite mai un pò scombussolate? Sono un'estranea per me stessa, perchè non mi conosco bene, ma vorrei capirmi perchè sennò non andrò mai da nessuna parte. 

Forse ci vorrebbe dello shopping terapeutico, ma dubito che lo farò: voglio mettermi da parte dei soldi. Pensavo addirittura di andarmene via di casa: affittare un posto letto, e via. Campare per conto mio, ma stare soprattutto per conto mio. Peccato che i soldi non basterebbero: pagandomi giornalmente, non è che li sperpero tutti, ma tra caffè, drum e quant'altro, non so se sarei in grado di potermi permettere di vivere in affitto. Voi che dite?

In più il rapporto con mia sorella si sta sgretolando: ieri sera si è dimenticata propriamente di me. Dovevamo uscire con nostra cugina che è venuta a Roma. Ci eravamo date un appuntamento vicino dove lavoro io, ma lei non si è fatta vedere. Ho provato a chiamarla, ma non mi ha risposto, perchè irraggiungibile. Così ho chiamato mio padre, per avere informazioni. Morale: lei e mia cugina sono andate ad una festa, ovviamente senza dirmi niente. Sono tornata a casa, infuriata come una bestia. Dopo poco mi chiama e mi chiede cosa io voglia. Le domando dov'è, nonostante lo sapessi. Mi risponde che, appunto, era ad una festa con degli amici  e nostra cugina e che ci saremmo viste domani. E tanti cari saluti. Replico tramite sms: se non sono degna di sapere dei cambiamenti di programma, grazie tante. E la sua risposta? Quale potrebbe mai essere stata se non: "mi sono dimenticata"? Ah si? E ti dimentichi così facilmente di tua sorella? No, perchè era di me che si trattava, imbecille che non sei altro.
Ora si è appena alzata, imponendomi che stasera usciamo con nostra cugina, ma io le riferisco la mia impossibilità in quanto ho la Scuola di Partito:
C. "Allora dico a papà che oggi vai a Lotta Comunista, e non a lavoro" (ho detto a mio padre che andavo la lavoro, anziché al Circolo) E' l'ultima sera che stiamo insieme, devi uscire con noi".
"No, non posso. Ti ripeto ho la scuola di Partito ed è importante"
C. "Ma statte zitta. Non me ne frega un cazzo della Scuola di Partito"
"Beh, fatto sta che a me importa. E poi, se è per questo, io ero disponibile ieri ad uscire. Non oggi." (frecciatina lanciatole per la questione di ieri)
C. "Quanto sei idiota. Sei proprio un imbecille. O si o no"'
"No"
C. "Bene, cavoli tuoi, Io lo dico a papà"
Sta stronza. E mo l'ho scritto e ritrascritto. Poi uno dice che vorrebbe andare a vivere in affitto per conto suo. E' già da un pò di tempo che battibecchiamo per cose così, essenzialmente, futili. Lei se la prende per poco, pretende che io faccia determinate cose, mi dà dell'egoista e mi ricatta con minacce. Quasi quasi credo che sia la reincarnazione di mia madre, anche se quest'ultima è ancora viva. Provo, giuro, ad infischiarmene di queste sue doti ricattatorie, ma a volte sogno di prenderla per la testa e scaraventargliela contro il muro, fino a che il suo sangue non imbratti tutto. Sembrano un pò i pensieri omicidi di Alex Midnight, il protagonista del bellissimo libro "Se siamo ancora vivi". Un pò macabra come immagine, lo so.

Basta così per oggi. Devo solo concentrarmi sul digiuno. E stop.


Un saluto complottista, da Val.

3 commenti:

  1. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. Paolo Borsellino

    Comincio un commento con una citazione e ti chiedo, solo una volta, ancora una volta. Ne vale la pena? Vale la pena non essere e non ardere per quello che gli altri potrebbero pensare? Ardi come le fiamme dei baccanali medievali, come i fuochi di segnalazione. Non devi invidiare niente a nessuno e stai a crogiolarti nel tuo mondo dal tuo metro di giudizio. Vivi, soffri, ridi e scherza senza il controllo di niente ma accettando tutto. Fallo per un giorno. Prova a volerti bene. Prova a volerne agli altri. Prova a capire tua sorella che sembra non capirti. Prova a sorridere quando si arrabbia. Prova almeno una volta a fare queste cose. Prova ad abbracciare qualcuno, solo perché hai voglia di sentire il calore che ti può trasmettere. Fallo per ridere...e non scappare quando ti si tende la mano..

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  2. Ciao Val, anch'io allo stesso modo amo Murakami, trovo che il suo modo di scrivere sia così realistico, armonico, delicato, puro.. soprattutto in Norwegian Wood.
    Comunque non nascondo che anch'io sono succube delle tue medesime angoscie e me ne vergogno: sono capace di non uscire, non mangiare davanti agli altri, non fare un emerito nulla.. e perchè, perchè temiamo il giudizio altrui? Perchè ripudiamo la nostra figura?
    Comunque ti dirò, anch'io sono stata vittima di questi attacchi di binge furiosi che mi travolgevano in estate, OGNI NOTTE. Mi sono resa conto che anche tu, allo stesso modo mio, privi il tuo corpo della ''benzina'' necessaria almeno a sostentarlo, o se lo fai è talmente esigua la quantità di cibo che il tuo corpo ne richiederà ancora e non ti sentirai mai soddisfatta. Il mio consiglio è quello di cercare- anche se magari non hai tempo e/o voglia perchè intimorita di intaccare il tuo ''equilibrio'',nonchè fissa mentale- di reintegrare gradualmente piccole porzioni di cibo in vari momenti dell'arco giornaliero, cercando di mantenere vivo il metabolismo e di placare la fame chimica.. perchè è questa che ti frega.
    Tu ti sottrai il cibo nell'arco mattutino, proprio quando il corpo richiede di più e brucia TUTTO!

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  3. Pertanto, onde evitare di incorrere in abbuffate notturne, nonchè le più DELETERIE, poichè tutto ciò che mangi non lo bruci, ma lo immagazzini durante la notte, il mio consiglio - e tuttora io lo sto seguendo, dimagrendo quei chili che,seppur pochi, mi avevano totalmente distrutta- è di cibarti a poco a poco, nel resto del dì, non focalizzandoti la sera, ma senza neppure saltare la cena.
    Credimi, te lo dice una che ha vissuto la tua stessa esperienza, e che, per ritornare al bramato peso ''perfetto'', ha impiegato molto tempo. Quindi, intervieni ora per il tuo bene ;)

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