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23 gen 2013

La linea sottile tra vivere e sopravvivere.


Sentiva un dolore acuto al petto, ma ad essere precisi non era nemmeno un dolore. Era lo sbalzo di pressione che si produceva nel punto d'incontro tra la privazione e l'appagamento.
Haruki Murakami

Il rapporto che ho con il cibo? Una relazione molto complicata, risponderei. Digiuno, a colazione abbondo con quello di cui non mi sono nutrita il giorno prima, ma forse riesco a resistere per il resto del giorno. Non mi sveglio più di notte e se capita, accade raramente. Dopo di che il mio corpo non sembra cambiare, dimagrire. Vorrei "sfoltirlo", un pò come hanno sempre fatto con i miei capelli ricci: sono tanti, troppi, voluminosi. E così vorrei che il mio corpo diventasse piccolo piccolo, che con i miei 175 cm di altezza qualcuno mi chiamasse "scricciolo", che qualcuno possa sentire le mie ossa, che i fianchi spariscano, che il ventre si ritragga sempre di più. Perchè quando verrà il giorno in cui mostrerò il mio corpo a qualcuno, questi possa dire che sono bellissima. Perchè così potrò dimostrare a me stessa che ne è valsa davvero la pena di digiunare giorni e giorni, di resistere alla fame, di camminare anziché prendere l'autobus, di fumare in continuo sigarette anziché prendere il vizio di spizzicare durante la giornata. Ne varrà la pena? Perchè penso che se fino ad oggi non fossi mai dimagrita, se non avessi mai iniziato a precipitare verso questo stato attuale di cose, forse G. neanche si sarebbe mai messo in testa di provarci con la sottoscritta. Quindi, vuol dire che se magari dimagrissi ancora ed ancora, gli piacerei ancora di più. Non pensate?

E pensare che G. credeva che io fossi troppo per lui: troppo matura, troppo bella. E' che lui si sente un pò il ragazzo della campagna che viene nella capitale ed incontra una sorta di donna di mondo (che non mi sento assolutamente di essere). E pensava addirittura che io avessi avuto chissà quali esperienze nel campo delle relazioni interpersonali. Ma va là..direbbero a Milano? Non lo so come si dice. Forse è meglio che continui a scrivere ogni tanto in romanaccio, no? Avrei voluto rispondergli che sono stata brava a portare la maschera, sono stata capace di "ingannarlo" (nel senso buono del termine) sull'apparenza. D'altronde..l'apparenza inganna no? Ed ecco che si è ritrovato tra le sua braccia la donna più insicura del mondo. Una 20enne che ritiene di non valere nulla, di non potersi permettere di lasciarsi andare solo perchè "non è abbastanza"; una 20enne che non si ritiene capace di nulla, che non vuole essere toccata quel troppo di più perchè ha paura che poi qualcuno possa sentire le sue imperfezioni. Una 20enne complessata, ecco. 

Ieri avevamo una cosiddetta scuola di partito, ed abbiamo deciso di uscire per stare un pò di tempo insieme. Siamo andati a studiare alla mia facoltà, poi abbiamo preso un caffè, e poi abbiamo preso la palla al balzo: siamo andati al Colosseo. 

Io: "Ma ogni volta che vieni qui, non rimani sempre stupito? Io, pur avendolo visto centinaia di volte il Colosseo, rimango sempre estasiata da tanta imponenza..non è bellissimo?"
G: "..Tu sei bellissima"

Mi sono seduta sul muretto che contorna il maestoso monumento romano, e lui era in piedi, a giocare con i miei capelli, ad accarezzarmi il viso, a dirmi che sono bellissima, a chiudermi tra le sue braccia, a baciarmi. A ridere, perchè ogni tanto capitava che andassimo a sbattere muso contro muso..ancora sorrido, ma per l'imbarazzo mica per altro. Avevo freddo, e lui mi teneva le mani per riscaldarmi. Se capitava che la sua mano si posasse sui miei fianchi mentre ci baciavamo, io mi irrigidivo. Lui rideva, ed io pure..ma per il nervosismo, mica per altro. Poi, da dentro le mie tasche del giaccone, le sue mani si sono volute posare sul mio ventre. Il sangue mi si è gelato, il mio corpo si è irrigidito, le mie palpebre si sono spalancate d'orrore ed hanno previsto la tragedia.

Io: "No. Per favore", ho detto con voce spezzata.
G: "Ti ci devi abituare. Io voglio essere la cura da tutti i tuoi mali".
Io: "Non mi ci voglio abituare. Così sentirai tutte le mie imperfezioni".
G: "Te sei bellissima".

Così ha sfiorato la mia pancia, la mia ingombrante pancia, sottolineerei. Nonostante ci fosse la mia giacca, una maglietta ed un maglione a separare le sue mani dal mio ventre, sentivo i suoi polpastrelli freddi come la neve sfiorare quella parte del mio corpo che vorrei cancellare. Dai fianchi si è avvicinato al centro, verso l'ombelico, con estrema dolcezza. E con altrettanto fare è ritornato ai fianchi. Io sono rimasta in silenzio, a ritrarre la pancia verso l'interno come se potessi camuffare quei troppi chili in più che vestono il mio scheletro. I miei occhi si sono velati di lacrime, ma che sono riuscita a ricacciare nella mia anima. Lui mi guardava, per osservare la mia reazione, le mie espressioni di dolore, di "disaccordo" per il suo atto. Ho abbassato lo sguardo, come un cane bastonato.

G: "Vedi? Non sono scappato. Sono ancora qui, davanti a te" .

Ho nascosto il volto tra le sue braccia, lui mi accarezzava la schiena e non so cosa abbia pensato sia durante che dopo la sua azione precedente. Forse che sono grassa? Forse che aveva diverse aspettative? Forse che l'ho deluso o che lo sto deludendo in queste mie reazioni? Non lo so. Non volevo guardarlo negli occhi, ma lui continuava a provare ad alzare il mio viso, per leggere i miei occhi.

G: "Perchè non capisci quanto tu sia magnifica? Come puoi non notarlo, non rendertene conto?".

Mi ha fatto posare le mie gambe sulle sue, ed ogni volta che la sua mano attraversava quella parte del mio corpo, io non riuscivo a prendere il tutto serenamente. Il pensiero che potesse scorgere con il tatto qualcosa come il grasso, la cellulite, il flaccidume, mi metteva ansia. Continuava a ripetermi che avevo delle belle gambe, che al tatto non erano per niente grasse, che erano toniche. Ringrazia i jeans che stringono, gli ho detto. Ma niente, non ci ha voluto credere.

Così per zittirlo, per evitare discorsi scomodi, lo prendevo per la sciarpa e lo baciavo. Lo baciavo a lungo, costringendomi a non piangere. Costringendomi a non pensare a quello che era successo, a quelle immagini delle sue mani che toccano la mia pancia, al dolore che ho provato in quel momento. Lo baciavo e lui mi stringeva sempre di più, mi teneva per i capelli, mi sfiorava i fianchi, dalla scapola si avvicinava al petto, ma non toccava nulla.

Confusione. Ho solo confusione. E se non fossi abbastanza per lui? E se lo deludessi in futuro? E se dovesse accadere che faremo per la prima volta l'amore, cosa penserà di me? Cosa dovrò fare io? Come devo comportarmi? Sono solo tre giorni che stiamo insieme, e già penso che prima o poi faremo l'amore. Credo che non esista ragazza più impanicata di me su quest'argomento. Non trovo risposte, e nessuno me ne dà. Perchè dicono che è un fatto di lasciarsi andare, di non pensarci troppo e di far andare le cose così come stanno.


Un saluto confuso, da Val.

5 commenti:

  1. Mi ha sempre disturbata pesantemente l'espressione "lasciarsi andare". Credo che: dovrebbero prenderci per come siamo e rassegnarsi che devono tenere le mani a posto, perchè immagino non esista sensazione peggiore. E' come vedere da fuori, con molta lucidità e con le lacrime agli occhi, queste persone che battono su un vetro sempre troppo spesso.

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  2. "Perchè quando verrà il giorno in cui mostrerò il mio corpo a qualcuno, questi possa dire che sono bellissima." Sai, il punto è, quando accadrà, che qualcuno vedrà il tuo corpo e dirà sei bellissima, comunque, non basterà, non contarci. Con D, che è stato il primo e l'unico con cui ho fatto l'amore, quando io cercavo di comprirmi, lui continuava a ripetermi che non capiva come potessi aver così paura, che se lui avesse un corpo come il mio non avrebbe assolutamente paura di mostrarlo, che ho un corpo perfetto ecc ecc. Ma sai, quasi mi arrabbiavo, a quelle parole. Perchè sono brutta. Non importa cosa mi si dice, o se sia o meno così, importa il fatto che quello è il mio stato d'animo, la mia visione di me. Non la cambia nessun complimento o apprezzamento, penso sempre sia per cortesia. Anche io sono alta 175, e questo mi piace onestamente, e anch'io vorrei essere sottile, e vorrei essere magra, e ossuta, più che tutto, ma non mi ci sono mai sentita..però da una parte fossi più bassa, cosa che non vorrei assolutamente (e neanche tu suppongo), penso che sarei solo più grassa.
    E poi, hai già un ragazzo che ti ripete in continuazone che sei bellissima, e come vedi, non ti basta. Finchè non sei tu, a dirtelo, e a crederci, non illuderti, non cambierà nulla; come ho già detto, le nostre menti sono troppo rumorose. E a lasciarsi andare, bisogna lasciarsi andare sempre, ma lasciarsi andare alla vita, non per un paio d'ore. E quello io non lo so come si fa.

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  3. Sono d'accordo con Serena....perchè sei tu la prima che deve ritenersi bella.Non sono gli altri che devono convincerci della nostra bellezza..dobbiamo vederlo da sole! Capisco che non è facile...ti capisco benissimo.

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  4. Finalmente riesco a vedere il tuo blog.
    Grazie per le tue bellissime parole, mi sono di conforto ogni volta che commenti.
    Vorrei tanto essere forte come te, sono seria.


    Ti stringo forte, Efs.

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  5. sono felicissima e commossa per te cara, ''let there be love''... Vale

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