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17 gen 2013

Inside me.


Su cuore, prendi coraggio e guarisci!
Herman Hesse

Ascoltando un pò di Ludovico Einaudi, lascio andare le mie dita colorate con uno smalto arancione, sulla tastiera, un pò come fa lui, anche se, a differenza di me, lo fa su un pianoforte. La sua musica mi rilassa. Ma non abbastanza per farmi dimenticare il mio corpo. Lo sento, lo tocco, lo studio con lo sguardo e testo le mie sensazioni con le mani. E' troppo ingombrante. Sono sempre la stessa. Non ci sono stati grandi cambiamenti in me. Tanto meno a livello fisico. Nessuno mi ha detto di essere dimagrita. Nessuno ha testimoniato i miei grandi sforzi di digiuno, anche se poi la notte capita ancora di alzarmi. 'Sto binge di merda. E fatemelo dire. Non ho mai detto di essere una principessa d'altronde, no? Quindi viva l'essere un pò rozze. E' che non so come smaltire la rabbia, le paure, le angosce. Alle volte ho pensato di iniziare a scrivere un libro (!) per mettere completamente nero su bianco quello che oggi sono. Ne colleziono diversi su differenti esperienze di ragazze e donne che hanno vissuto i DCA. Però in tutti i loro libri, alla fine c'è sempre un lieto fine: è pur vero che Isabelle Caro è morta, ma lei era riuscita a capire come guarire. Lo stesso vale per un'altra, stavolta italiana, ma di cui non ricordo in questo momento il nome (ma le ho dedicato un post molto tempo fa, riprendendo diverse sue citazioni dal libro); anche lei aveva capito che quello che si era auto-inflitta l'aveva solo rovinata. Purtroppo poi, per un infarto (se non erro), anche lei ha lasciato questo mondo. Un altro esempio potrebbe essere la Marzano, che ad oggi scrive ancora libri sulla filosofia, la fiducia, ed appunto, il libro dedicato alla storia della sua esperienza: "Volevo essere una farfalla". Anche se la stessa autrice riconosce che però l'anoressia "non è un raffreddore". Non è che passa e se ne va, come se niente fosse accaduto. Però riconosce che oggi sta male, come tutti gli altri però.

Io, invece, se dovessi scrivere un libro, non avrei un lieto fine. Perchè, nel mio caso, l'anoressia rimane e permane. Continua a corrodermi dentro. Per un periodo è vero che ho dimenticato quello che sono stata, le ossa, le clavicole, i sensi di colpa..però, rieccomi qui da già un mese: più insoddisfatta di prima, se non peggio. Capite? L'ossessione per la linea, una dieta (drastica), il corpo, rimane eccome. Lo stesso psicoterapeuta me lo disse. Certo, se dovessi pensare al titolo, già mi troverei in difficoltà: io e la fantasia non è che andiamo a braccetto. Se dovessi scrivere un libro, forse sarebbe l'unico modo per mettere in chiaro tutto. E renderlo chiaro a tutti. Io non starò male come tutti gli altri (riprendendo il discorso della Marzano), ne sono sicurissima. I DCA si sono fatti spazio nel mio corpo, hanno occupato la Val spensierata, la Val che viveva alla giornata, la Val che rideva sempre, la Val che non si truccava, la Val simpatica. Io sono la mia personale anoressia. E la mia personale anoressia è me. Perchè ognuna ha un proprio tipo di DCA. Ad ognuna di noi i DCA si sono manifestati per cause diverse, per motivi totalmente differenti. Io non avrò un lieto fine. Ma queste, sono solo fantasticherie idiote.

Se a qualcuna, invece, piacciono le notizie senza senso e che non centrano niente con il discorso precedente, eccovene una tutta per voi: domani mattina andrò a fare persino un provino per modella di wedding o qualcosa del genere. Il fatto è che tempo fa avevo lasciato il numero per una certa agenzia (di cui, ad oggi vedendo su internet) non ne parlano propriamente bene. Fatto sta che dopo lunghi mesi di loro assenza, ieri si sono fatti vivi e mi hanno chiesto di andare a fare un breve colloquio domani alle 10.30. L'agenzia dovrebbe essere la 19th Street Agency, aperta anche a Milano, oltre che a Roma. Bha, vedremo cosa mi aspetta. Temo che mi chiedano di mettermi in reggiseno e mutande, anche se la cosa non è stata specificata. Cavoli, spero di no. Cristo santo, che siamo pazzi? Voi, per caso, ne avete sentito mai parlare? Non sono entusiasta affatto. Anzi, perchè ho detto che sarei andata? Sono troppo accondiscendente. Vorrà dire che digiunerò tutto il giorno, così che domani sarò discretamente passabile. Tanto andrò a lavorare e poi la sera devo andare a seguire una relazione serale.

Per quanto riguarda la situazione con G.: siamo usciti ieri sera. Niente bacio, tranquille. Sennò ero certa che oggi avrei concentrato il post prevalentemente su quello che sarebbe accaduto (quindi prima o poi vi tocca).
Siamo andati, per causa del tempo e del freddo, in un pub, con tanto di buffet. Mi ha preso dolcemente per il braccio, e mi ha allungato un piatto, sorridendo. Anche se poco convinta, l'ho preso e, guardandomi intorno, non sapevo che fare. Così, l'ho seguito. Si è preso due tranci di pizza, poi mi ha guardata e mi ha fatto cenno di scegliere. La mia mano, un pò tremolante, ha preso il triangolo di pizza più piccolo che c'era a disposizione. Ci siamo spostati poi verso il tavolo in cui incombevano: antipasti di pasta sfoglia, pasta al forno, pasta con non-so-cosa, verdure e quant'altro. Anche qui, la stessa cosa: ho aspettato di vedere cosa prendesse lui, e nel frattempo scannerizzavo le portate che ad occhio potevano essere le meno caloriche. Poi ho scelto anche io: due cucchiai rasi di pasta in bianco con le olive e due quadrucci di pasta sfoglia con l'origano (credo). Già prima di metterle nel piatto, lui mi aveva detto, vedendomi in difficoltà, di andare al tavolo, così non avrei preso nient'altro, ma per dimostrargli forse un pò di "volontà", aggiunsi la pasta e i due piccolissimi antipasti. Spero che abbia apprezzato il mio sforzo, anche perchè avevo digiunato a pranzo ed avevo in mente di farlo anche a cena. Non solo per me, ma anche per lui: per apparirgli più carina (almeno ci provo). Sapete, è come se mi leggesse dentro. Mi capisce, deduce perfettamente tante cose senza che io gliele stia a spiegare con l'imbarazzo che incombe. Ad esempio, parlando della birra, gli dissi che io non la bevo (per ovvi motivi sull'aspetto della mia pancia/profilo). Lui, con i suoi occhi così neri ed un sorriso gentile, mi ha detto: "Perchè ti gonfia..?". Io sono sbottata a ridere (nervosamente): ci aveva azzeccato. Le farfalle nello stomaco ancora non hanno preso il volo, però. Lo stomaco mi si aggroviglia non tanto perchè lo sto per vedere, piuttosto perchè non ho mangiato a pranzo. Ho sempre timore che per colpa mia, delle mie (non) emozioni, possa mandare tutto all'aria. Succederà o non succederà? Non ne ho la minima idea (ma va? Strano). Il tempo è passato così velocemente che ci siamo accorti solo 5 minuti prima che la metro avrebbe chiuso. Così, tra un passo e l'altro ci siamo diretti velocemente alle nostre corrispettive direzioni e ci siamo salutati altrettanto rapidamente, perchè il mio vagone stava per ripartire. Come andrà a finire? Lo scopriremo nella prossima puntata (ironia portami via).


Un saluto accondiscendente, da Val.

2 commenti:

  1. Non capisco perchè non mi mette i tuoi nuovi post negli aggiornamenti :(
    Cmq, leggendo questo post e anche i precedenti sul tema corpo e il modo in cui lo percepisci, mi è venuto in mente di consigliarti un libro: "storia di un corpo" di Daniel Pennac. Non l'ho ancora letto in realtà, solo qualche estratto, ma mi ispira parecchio, chissà che non ci dia qualche aiutino ad entrambe.

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  2. Ciao cara..sei tornata...non ci speravo più oramai, hai lasciato il blog in un silenzio che capisco, ma ti pensavo ogni tanto, mi chiedevo come procedessero gli studi e se i tuoi capelli fossero ancora così ricci.Ahimè il tuo blog lo visualizzo ancora come non aggiornato, con gli ultimi post che hai lasciato mesi fa.
    Potrebbe piacerti 360° di rabbia della milanese Elena Mearini, oltre ad essere bellissima e una brava scrittrice, ha vissuto i DCA in prima persona e ne ha scritto un libro magnifico, l'ho letto e riletto più volte, ma l'ho prestato ad una ragazza che non me lo ha più restituito, altrimenti te ne avrei trascritto un frammento, perché a parere mio merita di essere letto.

    Perché dev'esserci un fine? Terminano le pagine, ma la vicenda può lasciare con il fiato in sospeso sulla domanda "adesso cosa accadrà?"...

    E' bellissimo che lui ti capisca così...sei davvero fortunata...

    Un abbraccio forte

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