Pagine

31 gen 2013

Colatura di grasso.




Quando tutto attorno è buio, non c'è altro da fare che aspettare tranquilli che gli occhi si abituino all'oscurità. 
Haruki Murakami
"Norwegian Wood"

Ormai tutti pensano che io sia guarita. E questo è dato dal fatto che, fisicamente, non mi avvicino neanche agli albori di una ragazza tendente all'anoressia. Non che aspiri a diventare come Isabelle Caro (con tutto rispetto parlando), ma non pensavo neanche che facessi scaturire discorsi come "Ormai non mi sembra che tu abbia più problemi con il cibo". E questo mi abbatte molto di più rispetto a tante altre cose. Perchè è la testimonianza del fatto che questi fantomatici giorni di digiuno (in cui, appena ne avevo l'occasione mandavo tutto all'aria con diversi "spuntini" durante la giornata), non è cambiato nulla del mio corpo. Anzi. 

Ieri sera, appena fattomi la doccia, mi sono osservata allo specchio, ed ho visto l'inguardabile. Ho tolto l'alone di calore che si era riversato sullo specchio del bagno. Ho scorto quello che non volevo vedere: fianchi, ventre, cosce, glutei. Tutto. Tutto era ed è così ingombrante, largo, abominevole solo allo sguardo. Sono una colatura di grasso perpetua. E' come se tutta quel riversamento di grasso, di tutte quelle numerose curve corporee, si fosse come seccato. E non ha la minima voglia di andarsene. Eppure sto combattendo contro la fame, contro le budella che si chiudono e si stendono, contro lo stomaco che batte colpi di fame. Ma io provo a resistere. Alle volte ci riesco, altre (e tante) volte no. E nessuno nota i miei sforzi. Nessuno mi ammira per il talento che ho nel buttare quello che vorrei mangiare, nessuno mi ammira per l'intraprendenza, nessuno mi ammira per il talento a dire bugie. Nessuno. Solo ieri un compagno di attività politica ha detto che stavo dimagrendo, ma io sapevo che in realtà erano i pantaloni a vita alta che facevano sì che il mio ventre apparisse più piatto. Perchè solo un'ora prima mi ero messa a piangere per quello che avevo visto del mio corpo. 

Se esistessero delle forbici magiche, taglierei i contorni del mio corpo, rendendolo filiforme e smilzo. Taglierei tutti i miei difetti e mi rimodellerei da capo a piedi. Taglierei l'addome per renderlo quasi invisibile, i fianchi per eliminare la loro grassa sinuosità, le gambe per affilarle. Taglierei tutta me stessa, per cambiarmi totalmente. Di me, terrei solo gli occhi, specchi della mia anima triste e desolata. Che ancora oggi invade le mie giornate, il mio essere. Sogno un fisico invidiabile, contemplo la tg 38. Sogno una nuova Val. Ma ci riuscirò mai? Avrò davvero la temerarietà di un tempo, il controllo che riuscivo a gestire e l'organizzazione che faceva sì che riuscissi in quel che volevo? Spero di sì, perchè in questo stato io non so stare. 

Un saluto oscuro, da Val.

2 commenti:

  1. Se scoprissi delle forbici magiche, te le donerei, mia dolce Val.
    Avrai il controllo e l'organizzazione e la tg 38.
    Avrai tutto ciò che tu desideri, me lo sento.


    Un'abbraccio,Efs.

    RispondiElimina
  2. Consideriamo chili e grasso come perfide entità, serve del Diavolo in persona. Ma non sono altro che materia, e la materia può essere modificata. Forse noi ci vedremo grasse per sempre, ma se perseveri il peso calerà, e tu saprai per certo di essere dimagrita...a dispetto della tua percezione soggettiva. Farebbe comodo poter modificare anche quella e poter ammirare gli effetti dei propri sacrifici. Ma ci è precluso.
    Ce la farai.

    RispondiElimina