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31 dic 2012

Siamo noi stessi a tenerci in trappola.

Non essere sciocca. Ognuno vuole essere baciato, anche i filosofi.

La gente si innamora del proprio dolore al punto che non riesce più ad abbandonarlo. Lo stesso vale per le storie che racconta. Siamo noi stessi a tenerci in trappola. 
Chuck Palahniuk

Filosofa a tutti gli effetti, per lo Stato Italiano, non lo sono ancora. Mi manca ancora un anno e mezzo per la laurea triennale; ma mi stava simpatica questa immagine: come se i filosofi, persone concentrate sul trovare risposte a domande che non tutti normalmente si pongono (chi siamo, da dove veniamo, se Dio esiste), fossero innocui ai sentimenti. Se fosse vero, allora, sono giustificata da tutto quello che ho detto sino ad adesso in questi miei post. Questa, a mio parere, è una triste auto-ironia. Io e le battute non abbiamo un bel rapporto. Considerazioni filosofiche a parte..

Nuovo anno..nuova vita? Sono un pò scettica a riguardo: ogni volta che c'è Capodanno, allora mi riempo di nuovi propositi che logicamente non troveranno mai uno squarcio di luce; come ad esempio il non abbuffarsi più, ripossedere il controllo di un tempo, imparare ad amarmi ecc ecc. E bla bla bla. Quindi, quest'anno, al diavolo i buoni propositi e vaffanculo, ecco. Se voglio fare una cosa la farò, senza che me la scriva da qualche parte per ricordarmela. Sicuramente, cadrò. Proverò a rialzarmi, ma non posso evitare di cadere. Sono un'umana ed in quanto tale sono vulnerabile, ed è palese che avrò momenti di disperazione/frustrazione: non posso evitarli sicuramente facendomi una lista secondo la quale dovrei essere invulnerabile ad ogni evento e simili. Mi aspetteranno 9 esami, ne ho già dati un paio di cui uno ancora non è finito, perchè solo a Giugno potrà essere verbalizzato. Insomma un casino. Continuerò la mia amata attività politica e se il vostro caro Dio vuole, continuerò anche a lavorare. E nel "tempo libero" a studiare. Vita piena, eh? E pensare che un anno fa non avrei mai detto di finire così. Spesso questi diversi impegni, mi portano a non pensare molto al cibo, il problema è quando ritorno a casa, ed ovviamente l'unica cosa che mi trovo a fare è quella di dormire. Il momento prima di farlo però, è un problema: ripiombo nella mia tristezza, dicendomi che non è cambiato niente, che sono sempre nella stessa melma, che ho addosso la stessa paura, le stesse ansie, le stesse angosce di prima. Pensando positivo (wow): almeno non ci penso tutto il giorno. 

Vorrei trovare un senso al fatto che non ho più il controllo di una volta, quello che mi permetteva di affermarmi tra gli altri, che mi faceva sentire sempre più forte e dinamica. Ad esempio se riesco a mangiare poco, e sano (soprattutto verdura), mi sveglio nella notte e non posso fare a meno di andare in cucina e sgranocchiare qualche biscotto. Sì e no, mi sveglio 3-4 volte a notte. A voi è mai capitato? Come posso cercare di rimediare? Durante il periodo estivo, capitava che, per motivi dell'attività politica che svolgevo, che digiunavo praticamente tutto il giorno, ma la notte mi svegliavo in continuazione per mangiare le peggio schifezze. E così, anziché dimagrire, mi sono ingrassata di brutto: fianchi più ampi, gambe più ingombranti e pancia più sporgente del solito. Ecco perchè parlo di perdita di controllo. Il fatto è che ultimamente sto riprendendo questo vizio di svegliarmi all'improvviso e divorare il possibile ogni qualvolta ne ho occasione. E voglio evitarlo. Se qualcuna di voi avesse un consiglio, un trucco per evitarlo, vi prego di farmelo sapere. Ora come ora, diciamo che sono tornata ad uno stadio "normale", per lo meno sono meglio di quest'estate. Ma non sono più quella di 52 kg. Almeno non credo, perchè il mio psicoterapeuta non mi ha più voluta pesare, ed ora anche se ho smesso la terapia, la mia bilancia non funziona perchè si è scaricata. In farmacia, non mi peserei mai. Quindi m'attacco, come si suol dire a Roma.

Prima o poi, avrò anche io il mio momento di gloria, vero?
Prima o poi, avrò la soddisfazione di essere fiera di me stessa?
Prima o poi, amerò?
Prima o poi, bacerò con il cuore e non con la mente?
Prima o poi, riuscirò a vedere il bicchiere mezzo pieno, e non mezzo vuoto?
Prima o poi, oltre a vedere bianco e nero, vedrò anche sfumature di grigio?
Prima o poi, smetterò di chiedermi se vado veramente bene così come sono?
Prima o poi, potrò dire di essere davvero felice?
Prima o poi, invece di correre, potrò godermi il panorama?
Prima o poi, smetterò di sognare ed iniziare a vedere, invece, qualcosa di reale?
Prima o poi, sarò una bellezza da copertina?
Prima o poi, riuscirò a vedere solo il Sole, piuttosto che inoltrarmi con i miei pensieri nel buio della notte?


Quest'anno ho odiato, non ho mai amato, ho pianto, ho sudato tristezza, ho avuto atti di autolesionismo, mi sono impasticcata di pillole ricche di fibre, ho mentito, mi sono voluta amare senza successo, ho preso decisioni importanti ed altre meno, ho conosciuto molte persone alcune delle quali viste solo una volta, altre invece sono rimaste, ho provato a sorridere veramente.
Quest'anno sono riuscita a piangere per due persone (che hanno palesemente NON ricambiato) che mi sono piaciute a tal punto di provare forse qualcosa di sconosciuto al mio essere. Ho ricevuto tanti "no" e nessun "si". Ho provato un qualcosa di così tanto potente che mi sono accovacciata su me stessa per attutire il colpo.
Quest'anno ho scoperto tante cose, come il fare della buona politica, come sapersi organizzare, mi sono messa alla prova, ho pianto lacrime d'aria, alle volte mi sono divertita, altre avrei voluto solo rimanere da sola, mi sono tinta di rosso che sembra essere però un color mogano/prugna, mi sono tagliata i capelli sperando che cambiando radicalmente aspetto, potessi dare forma anche ad una vita migliore.
Quest'anno ho schiaffeggiato persone con il mio problema dei DCA: alcune sono scappate, alcune mi hanno dato della pazza, altre della stronza, alcune non hanno capito, alcune mi sono rimaste accanto per aiutarmi, altre sono uscite dalla porta, senza più tornare e fregandosene della mia debolezza, alcune mi hanno detto di non essere al centro del mondo solo perchè ho questo problema. Ne esistono di altri ben più importanti e fondati.
Quest'anno mi sono sentita d'intralcio, un impiccio, un bastone fra le ruote, un anima pia che vaga senza meta, indossando solo solitudine sulla sua pelle e nient'altro. Ho usato gli stessi DCA come via d'uscita da situazioni imbarazzanti, ho giustificato i miei comportamenti con questo disturbo.
Quest'anno ho iniziato a fare attività politica: Lotta Comunista (finalmente l'ho detto); ed a Marzo sarà un anno di attività. Ho dimostrato che, se inizio un qualcosa, poi la posso portare a termine, senza mollarla alle mie spalle.
Quest'anno mi sono sentita completa ed anche incompleta. Da alcune situazioni ne sono uscita vittoriosa, da altre, perdente. Ho chiesto più volte aiuto, altre volte mi sono detta che potevo farcela da sola.
Quest'anno sono stata bocciata ad un esame. Poi l'ho superato. Pensavo di reagire diversamente, ed invece poi mi sono presa il 24 e tanti cari saluti.
Quest'anno mi sono confrontata con tante persone: ho tenuto la testa alta, ma alle volte ho perso e mi sono sentita un'ignorante.
Quest'anno mi sono messa il rossetto, ma poi me lo sono sempre tolto perchè avevo paura di sembrare vanitosa o che volessi essere al centro dell'attenzione: "Cos'è questo tocco di colore?", "Cosa ti sei messa, il rossetto?". Mi sono sentita in soggezione, altre volte invece non me ne è fregato niente.
Quest'anno mi sono messa i tacchi, ed anche se camminavo scomodamente, ho sopportato il dolore ed ho continuato a camminare.
Quest'anno sono stata falsa con alcuni, ma sono stata anche vera con altri. Ho alzato la cresta, non mi sono fatta valere, ho abbassato lo sguardo, ho tenuto le spalle basse.
Quest'anno mi sono mostrata debole, triste, mai felice e sempre con qualcosa per la mente.
Quest'anno ho sentito caldo fuori, ma tanto freddo dentro. Ho avuto coraggio, ed anche paura.
Quest'anno  mia madre ha sempre avuto qualcosa da ridire sulle mie decisioni, prendendole così, lei per me. Quest'anno gli unici complimenti ricevuti da mia madre sono stati "Brava, hai superato l'esame, ma ricordati che devi ancora studiare. Quando hai il prossimo?". Per il resto, ha sempre avuto da ridire: "Tutte le tue scelte le prendi solo perchè vuoi andare contro di me". Mi pianifica gli esami, quali corsi fare, come studiare. E pensa che in questa maniera, possa dimostrarmi che mi vuole bene.
Quest'anno non sono rimasta a casa, ho visitato diversi posti e luoghi sia per via dell'attività politica che per una vacanza inaspettata in Scozia con una compagna dell'attività, quest'anno mi sono appassionata di make-up e di fotografia (anche se non ho capito ancora bene come funziona la mia bridge Fujifilm).
Quest'anno sono stata me, me stessa ed io.

Quest'anno non so se sono stata più me stessa, non lo so davvero. Ma questa me non è sufficiente. Non è abbastanza forte, bella, magra, intraprendente, simpatica, ricca di emozioni, piena di cose da dare, non è abbastanza sorridente. Non è e basta. Eppure sono ancora qui: è un nodo che non si può sciogliere, tanto sono spesse e fitte le sue fibre. Non ci sarà nessun lieto fine, quest'anno, tanto meno non ho grandi aspettative per l'anno che verrà. Pessimismo, lo so. D'altronde il mio filosofo preferito è Schopenhauer (per gli amici "zio Schopy", come lo chiamo io ironicamente).

Chi vede tutto nero e teme sempre il peggio e prende le sue misure in questo senso, non si sarà sbagliato tanto spesso quanto colui che dà alle cose un colore ed una previsione serena. 
Arthur Schopenhauer 


Ah. E quest'anno, penso di aver scritto il post più lungo del 2012. Sò progressi (alla romana).

Un saluto pessimista da Val.

ps: Buon Anno a tutte voi!

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