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26 dic 2012

Non va bene.



"Lo scopo nella vita non è eliminare l'infelicità, è mantenere l'infelicità al minimo"
Dr. House
Sto notando solo ora che in questi ultimi tre post (compreso questo) inizio sempre con una citazione. Sono fonti di ispirazione, quasi. Bando alle ciance. A parte eventi natalizi nei quali mi sono rituffata non tanto in abbuffate (però sicuramente ho mangiato troppo), mi sento uno straccio. Non per la quantità di cibo (oddio, forse anche questo gioca con il mio stato d'animo), piuttosto con la vità in sé che sto calpestando, distruggendo, frammentando. Eppure, in questi mesi, ne sono cambiate di cose: ho iniziato a lavorare da quasi un mesetto, come avevo già accennato, l'Università è tutto ok, anche se a breve cominciano le sessioni d'esame ed in totale dovrò dare 9 esami. In più, faccio anche attività politica, il che mi porta ad entrare in contatto con un mucchio di gente, parlare, partecipare a diverse iniziative, come a scuole di partito o a mobilitazioni. Insomma, ormai ho cambiato la mia vecchia routine: da che ero una 20enne chiusa perennemente in casa, ora sono una 20enne che sta sempre fuori e fa difficoltà a stare nelle proprie quattro mura domestiche. Ho cambiato il mio atteggiamento. Ma non so se ci sono riuscita in pieno. Anche perchè ho spesso dei momenti in cui non ho voglia di stare in mezzo alla gente, comunicare, parlare. E capita anche quando sto facendo attività politica. Dovrei cercare di abbandonare le peripezie della mia vita al di fuori della porta del partito. Ma ci riesco poche volte.

Non ho più il controllo di un tempo: mangio. E tanto, addirittura. Non riesco più a gestirmi e questo mi fa arrabbiare tantissimo, perchè sono stata capace di farlo un tempo..ma ora non più. Come posso recuperare il controllo che prima vigeva sulla mia vita? Mi spaventa il non avere "regole", non avere un ordine proprio. Anche se per molti questo ordine è solo pura apparenza, per me è fondamentale.
Il mio corpo lo continuo ad odiare come non mai, eppure, non sono più quella di una volta. Il blog mi aiuterà? Tenere un diario personale online, mi saprà portare sulla retta via che un tempo stavo intraprendendo, ma che poi ho abbandonato? Spero proprio di sì.

E' un'infelicità costante, che a volte si attenua, ma che tutto d'un tratto può colpirti talmente tanto forte che ti meravigli sempre del dolore che provoca. Ed allora scoppio a piangere, nascosta sotto le coperte, a sentire il lardo che non dovrebbe esserci, alle cosce che si sono ingrossate, ripensando ai jeans che ora mi vanno a pennello, e non sono più cadenti come prima. Ripenso alle magliette che non metterò mai perchè mostrano troppo le mie rotondità, ripenso alle mezz'ore passate  a pensare cosa potermi mettere per non sembrare troppo grassa. Ripenso a tutti quei fisici femminili della palestra in cui lavoro come barista, chiedendomi perchè non sono magra come vorrei essere. E giù in pianti, lamette che sfioro e che a volte uso, graffi.

Il 2013 dovrà essere all'insegna del controllo. Dovrò essere meticolosa nelle mie cose, resistere alle abbuffate, alle tentazioni. Dovrò tornare quella di un tempo, pur mantenendo tutte le attività (lavoro-università-politica) che svolgo.

I miei pensano che io abbia superato la cosa, o che per lo meno, non ci badi più come prima. E sembra così, in effetti: perchè mangio, i sensi di colpa vengono solo in caso di qualcosa che mangio fuori pasto. Però a me così non va bene.
Non va bene perchè non faccio più i miei 500 addominali serali.
Non va bene perchè non sono più rigida con me stessa da molto tempo.
Non va bene perchè continuo a lamentarmi, ma non faccio nulla per rimediare.
Non va bene perchè sono ingrassata.
Non va bene perchè non so più quanto peso.
Non va bene perchè ho smesso la terapia e mi sento morire senza avere il Dottor R al mio fianco (nonostante lo senti ogni tanto).
Non va bene perchè ogni giorno è una tortura vedermi.
Non va bene perchè non ho più niente di concreto in mano.
Non va bene.
Assolutamente.
Non va bene, perchè voglio morire.

Val.

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