Pagine

28 dic 2012

I feel nothing.


Un giorno mi sono accorto che non mi importava più di nulla, e che tutto questo mi feriva a morte.
Alessandro Baricco

Santo Dr. House. Il mio telefilm preferito per eccellenza. Anche perchè è l'unico che riesco a vedere, data la mia assenza a casa.
E facciamo santo anche Baricco, anche se dei suoi libri non sono mai rimasta così tanto entusiasta. Però 'sta frase me piace, detta romanamente.

Se vado avanti di questo passo, scriverò ogni giorno: si vede che mi è mancato avere un blog.

Non sento niente, se non un profondo freddo che corre per le vene, che invade il mio corpo, che colpisce il mio organismo. Un corpo così fragile, ma che in questi anni, ne ha passate di tutti i colori:, dimostrando così quanto sia forte: da che veniva nutrito troppo, è giunto a fare a meno del ciclo tanto erano limitate le energie che assimilava, poi è stato di nuovo nutrito e quindi il problema dell'amenorrea è scomparso, facendo sembrare agli altri che la "guarigione" fisica equivalesse alla "guarigione" psicologica. Stolti loro. Stolta io, perchè ci ho creduto anche io in un momento. Poi, ho capito che non ero contenta, che non era vero che ero guarita e che  non mi ero affatto disintossicata dal sentire brontolare il mio stomaco, dal patire l'ipotermia, dalla senso di potenza che avevo nel vedere gli altri che mangiavano mentre io ero riuscita a saltare il pranzo.
Così son tornata per riavere quella forza che oggi non ho più. Son tornata per perdere drasticamente tutto il peso che ho preso fino ad oggi. Ritornerò mai vicina al mio obiettivo di peso? O stavolta lo raggiungerò in pieno? Questo non lo so, ma ho deciso di prendere il toro per le corna, di nuovo.

Non sento niente. La libido è palesemente inesistente. Ci provo, giuro che ci provo a frequentare persone dell'altro sesso. Solo che poi faccio finire tutto prima ancora che inizi. Testimone d'altro canto, è stato il mio compagno di attività politica, il quale mi ha dato della matta ed implicitamente della stronza. E poi ora mi sto sentendo con un altro compagno e non so cosa dirgli a riguardo. Mi fido di lui, sembra essere una persona gentile, semplice, che forse potrebbe capire le difficoltà che ho. Ma questo lo pensavo anche dell'altro compagno, quindi potrebbe essere sempre una sorpresa la sua reazione. Fatto sta che glielo voglio dire. Che voglio gettargli addosso tutto il mio odio sul sesso, e sulla mia difficoltà a relazionarmi con gli uomini. Voglio dirgli che con me deve andarci piano, perchè non sono una di quelle facili che ti aprono le gambe automaticamente. Anzi, io non le apro proprio. Perchè mi inorridisce l'immagine di due corpi nudi che si toccano, si baciano, si provocano piacere l'uno con l'altra, l'uomo che entra dentro la donna, sudore, sospiri di piacere, orgasmi. Per non parlare dei preliminari, poi. E' che da quando penso il sesso, lo penso sempre in questa maniera. Io invece ho addirittura paura di essere toccata, di esser presa per mano. Il mio amore, è ormai diventato roccia.

Cosa gli potrò dire a lui?

Non sento niente. Nulla mi tange, se non la disperazione di non essere un pò come gli altri: alla ricerca di qualcuno che li completi, che nelle loro imperfezioni si perfezionano. Tutti alla ricerca dell'altra metà della mela. Io sono solo uno spicchio della mia stessa metà, perchè non mi capisco io, figuriamoci gli altri. Se capissi solo come sbloccarmi. Voglio abbracciare, baciare, accarezzare senza timore e senza la certezza che non proverò niente. Il bacio è diventato qualcosa di meccanico: bacio perchè l'ipotetico lui mi sta per baciare. Bacio perchè sennò risulterei più pazza di quello che sono. Bacio perchè si fa così. Bacio perchè si è creata l'atmosfera giusta. Bacio, ma non ho trasporto.

Come posso cambiare?

Il bacio non è un apostrofo rosa fra le parole t'amo. Il bacio è l'inizio. E' sentire più intimamente l'anima dell'altra persona, è uno svelarsi, è avvertire il calore dell'altro corpo, è unificazione di pensieri, è uno scioglimento del proprio essere che si unisce all'altro.
Ma allora perchè, dopo tutte queste "belle parole", io non provo niente? Perchè sono tutta teoria e niente pratica? Tra le diverse risposte che ho ricevuto, ad esempio, mia sorella mi ha detto: "Forse devi trovare quello giusto". E certo, così vado a baciare questo Mondo e quell'altro per scoprire quello giusto? Eh no, non funziona così.
Eppure mi piacerebbe sentire le farfalle nello stomaco, arrossire ad ogni sguardo che l'ipotetico lui possa rivolgermi, essere baciata e provare gioia perchè era la cosa che aspettavo da tanto. E quindi, la mia domanda è: perchè non sento niente? Perchè sono così dannatamente priva di emozioni in tal senso? So di non essere la sentimentalista per eccellenza, ma ciò non vuol dire che debba essere pragmatica al 100%. Vorrei che almeno con questo compagno di attività con il quale mi sto sentendo, le cose possano cambiare, non voglio deludere nessun'altro, non voglio dovergli dire "ehi, io non sento niente, quindi ARIA!", non voglio rischiare di buttare via occasioni che poi non potrebbero più ripetersi. Magari lui è quello giusto..o forse no. Ma se solo provassi a lasciarmi andare, lo potrei scoprire. Io vorrei solo essere capace di percepire quella intellegibile emozione che provano tutti gli altri. Quel senso di pacatezza e tranquillità di quando si sta con la persona che ti completa o che apparentemente potrebbe farlo. Gli altri hanno qualcosa che io non ho: invidio la loro spensieratezza, le loro parole, le loro avventure. Tutte cose che a me mancano.

Il grande Lucio Battisti cantava in "Emozioni":
"Domandarsi perchè quando cade la tristezza in fondo al cuore, come la neve, non fa rumore [...] E stringere le mani per fermare qualcosa che è dentro me, ma nella mente tua non c'è. Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi, emozioni".

Un saluto apatico da Val.

Nessun commento:

Posta un commento