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17 gen 2012

All'improvviso.



Il post sarà lungo, ma anche se non lo leggerete, a me importa di averlo scritto..perchè troppe sono le cose che ho da dire e che continuo a tenermi dentro.

Non ci voleva proprio. Assolutamente no.
Ho incontrato dopo 4 anni IL ragazzo al quale diedi il mio primo bacio (romantica eh?). La storia è lunga da dire e descrivere tutto quello che è successo..posso solo dire che alla fine, non siamo mai stati insieme. Della serie "un bacio e via". Per me è stata "una sorta di trauma". Ma lasciamo stare..

Fatto sta che dopo tutto questo tempo l'ho rivisto (anzi è stato lui a vedermi per prima), e mi ha salutata, mi ha chiesto come stavo e poi..ciao. Con qualche magheggio sono riuscita a farmi dare il suo numero (tramite lo psicoterapeuta). Eh già..perchè ci siamo rivisti proprio lì. Andiamo dallo stesso dottore..il caso? Il fato? Il destino..o come diamine lo volete chiamare?

Come mi sono sentita con lui, non è successo più con nessun'altro. Le mie esperienze con i ragazzi, anche se poche, dopo di lui non sono state più le stesse. Non ho mai provato niente, ho sempre finto di sentire qualcosa per chi mi era accanto..ma quando ricordo quel giorno, quel freddo e buio 12 Dicembre di quattro anni fa (anzi quasi 5, dato che siamo nel 2012) sotto la mia vecchia scuola del liceo..so che è stata l'unica volta in cui ero davvero pazza per qualcuno. Mi ricordo perfettamente come ero vestita io, cosa indossava lui, le sue mani coperte dai guanti neri che tentavano di riscaldare le mie. I miei occhi che non volevano incrociare lo sguardo delle sue iridi nere come la pece, il suo piercing, il suo profumo, la sua voce, il suo strepitoso sorriso. Tutto, ricordo tutto. Il momento prima del bacio, le sue labbra che si avvicinano alle mie, lentamente. Il mio cuore che batte talmente forte, da sembrarmi uscire dal petto. In quel momento, ecco, sono stata felice. Il più bel ricordo che io abbia mai avuto, il momento più sognato della mia vita che poi è divenuto realtà. Sì..credo che fossi davvero infatuata (non voglio azzardare l'innamoramento). Ma lui volle che si trattasse di un "impiccio".."Perchè ho sofferto troppo con le storie lunghe" (cit.). Non mi dimenticherò mai questa frase, perchè poi..è successo quello che è successo.

Lo rividi tre giorni dopo (con amici in comune), quindi era il 15 Dicembre. In quell'occasione, lui..non mi baciò. Non fece niente per farmi capire qualcosa..so solo che nel momento in cui io andai per baciarlo..lui rimase impassibile, dinanzi a me. Quella sera non mangiai. E quando gli venne chiesto se era single, lui mugugnò un "...si" stirato, guardandomi. Riconquistai un pò di speranza, pensando che forse, essendo appunto un impiccio, lui per ora non voleva farlo sapere. Ma mi sbagliai, come sempre.

Fino al 25 Dicembre, lui non mi chiamò mai, non mi fece sapere nulla di "noi". Zero assoluto. La sera di Natale però, scoprii una cosa, QUELLA cosa la quale mi fece soffrire tantissimo. Togliendo i dettagli per i quali venni a saperlo, giungo subito al punto:..era fidanzanto. Si era messo con una ragazza, proprio quel famoso 15 Dicembre, quindi tre giorni dopo il nostro bacio. Nel momento in cui lo venni a sapere, ho tratto delle conclusioni (alle quali non ho mai avuto conferma, ma credo che siano più che valide): alla domanda "Sei single?", lui mugugnò quel "...Si" per un semplicissimo motivo: se avesse negato, allora io, non sapendo che si era messo con una ragazza quello stesso giorno, avrei creduto che stessimo insieme. Lineare, no?

Soffrii come un cane. Piangevo ogni sera, accartocciandomi su me stessa sotto le coperte, chiedendomi il motivo per cui si fosse comportato così, perchè avesse scelto lei e non me. Forse ero sbagliata per lui, non ero alla sua altezza; in realtà forse non gli ero mai neanche minimamente interessata. Forse è stato anche lì, l'inizio per il quale iniziai ad odiare me stessa..ma non ne sono sicura e non voglio giungere a conclusioni affrettate. A quei tempi, già odiavo il mio corpo, ma non a tal punto di giungere ai DCA. Quello..accadde un anno dopo.  

Sul mio vecchio diario ho tutte le sue foto che riuscii a stampare dal suo profilo di Netlog, divenuto ora un covo di rozzi. Gli feci un ritratto, scrivevo frasi che ancora oggi ogni tanto mi rimetto a leggere, in ricordo di quei tempi.

Ed ora che l'ho rivisto, ho rievocato tutti questi momenti. Volevo trascriverli anche qui..ma non so perchè, precisamente.  




Tornando al presente, come dicevo, sono riuscita ad avere il suo numero. Il messaggio gliel'ho inviato la sera stessa, e lui mi ha risposto quattro giorni dopo. In questo arco di tempo, non sono riuscita a dormire, ed ogni volta che osservavo il cellulare, un coltello affilato mi colpiva, dato che non vi era nessun segno di risposta da parte sua. Una notte, mi sono persino svegliata alle 2.00, perchè sentii il cellulare suonare accanto al mio letto. Mi sono alzata subito, ed ho immediatamente sbloccato il cellulare: il display segnalava "Un nuovo messaggio". Il cuore ha iniziato a correre, il sangue si è fatto freddo..ma non era lui. Non sono più riuscita a dormire. Il mio pensiero volava verso quel giorno in cui per caso ci siamo incontrati, alla speranza di poterlo risentire, alla possibilità di poter rimediare a quello che successe quasi 5 anni addietro.

Quando poi ho ricevuto una sua risposta, non potevo crederci: il mio viso si è fatto solare e la speranza è riemersa da quello che mi era sembrato essere un mio vano tentativo di riprendere contatti. Ci siamo scambiati solo due messaggi..perchè lui non ha più risposto. Il mio ultimo messaggio inviatogli risale alle 19.34 di ieri. Ma non ho ricevuto una sua rispota, appunto. Ora, quindi, mi ritrovo da capo a dodici: non so se si farà sentire, non so se riceverò un suo messaggio. Probabilmente questo diventerà l'ennesimo ricordo che avrò di lui. Quanto odio doverlo ammettere. Eppure, questa volta ci credevo. Sono cresciuta, ho quasi 20 anni, non più 15 come li avevo allora. Sono maturata, ho una vita universitaria, oso azzardare anche nel dire di essere adulta. Forse non potrò mai dare grandi insegnamenti della vita, ma posso sinceramente aggiungere che mi sento adulta. Non so se lui si farà più sentire, fatto sta che è come se stessi ripercorrendo quel triste periodo in cui mi sembrava che niente andasse bene nella mia vita. Sto esattamente come cinque anni fa: non piango, ma sto male dentro..perchè quando l'ho rivisto sono stata felice, anche per quei soli cinque secondi in cui ci siamo scambiate quelle parole di circostanza. Ho sentito di nuovo il cuore andare in "tachicardia", ho percepito quel nodo alla gola che non avevo da tanto tempo. Ho riprovato emozioni che credevo aver perso e che non ho più avuto nei confronti di nessuno.

Aggrappata al passato, tengo ferree le mani al bordo di un burrone, onde evitare di cadere nel precipizio profondo, in cui non c'è una fine. Evidentemente, sto ancora lì..ad aspettare Lui.



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