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06 ott 2011

Ho fatto tutta questa strada, per arrivare fin qui.

 
E' cominciata l'Università, sono iniziati nuovi ritmi, ci sono nuove aule, nuovi volti di persone. E' tutto diverso dal liceo e mi devo ancora un pò abituare. Purtroppo, come volevasi dimostrare, l'organizzazione qui sembra non esserci: i piani di studio non sono ancora usciti quindi non ho ancora la certezza di quali esami io debba dare. Sicché, pur di non perdermi le prime lezioni, tento di partecipare ad ogni tipo di corso: isituzioni di filosofia teoretica, filosofia morale, filosofia politica e sociale, storia della filosofia dall'illuminimo al positivismo, storia della filosofia. E mano a mano iniziano anche altri corsi. Purtroppo ho dovuto lasciar perdere lezioni come filosofia del linguaggio, storia dell'estetica e filosofia teoretica: è materialmente e fisicamente impossibile in quanto si accavallano ad altri corsi. Questo, dunque, comporta andare lì dalle 9.30 di mattina fino alle 19.30 di sera. Anche se quando torno a casa sono mentalmente distrutta e sembro essere come spaesata, non mi lamento: la materia mi piace ed affrontarne determinati aspetti è sempre utile per la propria cultura. Non mi lascio abbattere, in poche parole. Nossignore. Fossero questi i problemi della vita. Però è anche vero che temo di andare fuori corso. Ecco il mio problema: penso sempre alle conseguenze, piuttosto che al presente: mi lascio prendere dal panico e mi intoppo. Capirai, poi essendo una ragazza che vorrebbe avere l'organizzazione sotto controllo, è praticamente un macello: ma d'altronde la Sapienza è conosciuta ormai anche per questo. Prevedo settimane intense, ecco. Dovrò iniziare anche a studiare, anche perchè non voglio andare fuori corso, almeno non per il primo anno per favore. Mi sentirei una perdente (eccomi di nuovo che penso alle conseguenze). Solite pippe mentali.

Comunque sia, se a qualcuna interessa, ho recuperato un chilo. Che schifo. 49,6 kg. Non mi sono abbuffata (vade retro) e a dire la verità credevo di non essere affatto aumentata di un chilo. Probabilmente questo è dovuto dal fatto che ho ripreso a fare pallavolo e quindi dovrei aver messo su massa magra (questa almeno è l'idea del mio psicoterapeuta: non so perchè ma gli voglio credere). Più che altro mi ero innamorata ormai di quel 48,6 e, vederlo svanire così nell'arco di sette giorni, mi fa piangere il cuore. Il mio psicoterapeuta ha parlato con Capitan Ovvio, dicendogli del peso (visto che quest ultimo lo aveva cercato dicendogli che aveva scovato una giovane ginecologa). E' stato comprensivo: per ora non si fa nulla, ma io devo tentare di aumentare di peso. Anzi, Capitan Ovvio ha persino detto che vorrebbe parlare con me per farmi una lavata di capoccia. L'importante è che i miei non sappiano che ci sia stato il calo di peso (sanno che peso intorno ai 51 kg); così probabilmente si farà in modo che ci vada solo io a parlare con lui.

In più, il mio psicoterapeuta ha mollato. No, non è che mi ha abbandonata a me stessa dicendomi che è inutile preseguire la terapia. Semplicemente vuole lasciare perdere l'argomento del cibo: non ne vuole più trattare e non lo menzionerà più durante le nostre sedute (a meno che io non ne abbia bisogno suppongo). Affronteremo altri problemi (eh già, ne ho tanti altri: non mi faccio mancare niente). Sono rimasta stupita a dire la verità, ma lui ha palesemente detto che finché non sono io a decidere di prendere in considerazione l'idea di andare avanti, di avere la volontà, lui non può fare niente, è inutile (e chi può dargli torto: in fondo, la voglia di guarire deve partire da noi, non possiamo essere spronate). Continuerà comunque sia a pesarmi, al fine di avere sotto controllo la questione del peso.


Tanto studio + ansie + paura di non farcela + odio per me stessa + non avere tempo per sé + non sentire la mancanza del proprio ragazzo = Zara.

2 commenti:

  1. E' così in tutte le università. Il fuori corso scatta all'ultimo anno, quando devi reiscriverti perchè non hai dato tutti gli esami, altrimenti puoi sempre recuperare anche l'anno dopo. Vai tranquilla.

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