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18 set 2011

Zara nel paese del nulla.


Compresse tonde, pastiglie ovali, pasticche colorate, oli, tisane, thè, acqua. Tutto pur di cancellarmi, eliminarmi da dentro. Sono tre giorni circa che continuo all'insaputa di chiunque a riempirmi di questa roba. I risultati ancora non ci sono. In seguito ad una pizzata con mio padre, la sua compagna e mia sorella, mi si è tappato lo stomaco (nonostante il lassativo successivo alla cena). Così oggi mi sono ingozzata di due compresse naturali alle ore 12.00 accompagnate da tre bicchieri di acqua (a casa di mia madre), una compressa naturale alle ore 19.00 accompagnata da due bicchieri di acqua (una volta tornata a casa), a cena per frutta ho mangiato due prugne e poi tre prugnette secche, ho buttato giù due pastiglie di lassativi con una compressa naturale (diversa marca dalle precedenti) con tanto di tre bicchieri di acqua. Per completare il tutto, ho bevuto per la prima volta la tisana al finocchio, piuttosto buona tra l'altro. Vorrei bere del thè verde, ma so che tra poco scoppio: tutta quest'acqua mi fa strabordare il ventre ancora di più, ed odio vederlo riflesso nello specchio. Mi consolo, pensando "Domani, dopo un bello yogurth alle prugne rigorosamente magro, tre biscotti di cui ognuno ha 20 kcal, un bel caffè e la mia fidatissima sigaretta firmata Lucky Strike XT, potrò eliminare tutto". O almeno così spero. Sento la pancia gonfiarsi enormemente, e non riesco a sopportarlo. Respiro profondamente, pregando qualsiasi cosa che domani possa rigettare tutto via da me, dal mio corpo imperfetto, dal mio malsano organismo, dalle mie squallide membra, dal mio squilibrato stomaco. Sono in mezzo al nulla.

Ho ancora l'amaro in bocca per quanto riguarda la non ammissione alla Salesiana, ma ho tentato di andare avanti. Fortunatamente mi ero segnata anche ad un altro test di ammissione: giovedì 22 settembre ho la prova alla facoltà di filosofia, altra mia passione, anche se la psicologia primeggiava su tutte. Almeno qui sono sicura di passare a priori. Certo se dovessi avere un punteggio più basso sarei costretta a fare dei corsi in più, ma, come si suol dire, è sempre cultura no? Almeno qui so come si articola la prova: 56 domande in 120 minuti. Alla Salesiana è stato tutto un effetto a sorpresa: c'erano 50 test di logica (quelli delle immagini in cui si doveva scegliere quella che seguiva). Peccato che erano divisi in quattro parti ed ognuna era formata da una quindicina di questi quesiti assurdi. Sfortuna volle che ogni sezione doveva essere completata in tre minuti. E non sto scherzando. Ero entrata nel panico, ma le avevo completate tutte eccetto quattro. Il dispiacere più grande è stato dirlo ai miei genitori, ma soprattutto al mio psico-terapeuta: fu proprio lui a consigliarmi quell'Università, dicendomi che era molto buona e che anche lui ci era andato (ai tempi suoi passavano solo in quaranta). Così, volevo dimostrargli di potercela fare, di poter diventare un grande dottore come lui, di potermi specializzare in terapia cognitiva. Molto in fondo, il test l'ho fatto anche per lui, e non solo per questa mia passione. Non voglio ricordare però quella giornata; penso che sia stata l'unica volta in cui mi sentivo soddisfatta di quello che avevo fatto. Mi sono data un'altra certezza sul motivo per cui non credo in me stessa: mi costruisco solo castelli in aria, e poi mi crollano tutti sulla testa.

Sono costretta a riprendere in mano gli esercizi di cultura generale, ma tanto non ho niente di meglio da fare se non continuare ad odiarmi, a volermi distruggere, a desiderare la magrezza assoluta, a sognare di essere perfetta. Quindi, tanto vale occupare il tempo.


Zara.

1 commento:

  1. Da oggi ti seguo, se passi da me sarò felice.
    Complimenti, per me tutta questa perfezione nell'alimentarsi è lodevole: non volevi mangiare e non hai mangiato. Ti prendo a esempio.
    Nora

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