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24 set 2011

The mask.




Maschero l'inesorabile senso di insoddisfazione che provo per il mio corpo. Soffoco questo ripudio assordante che ricopre la mia pelle, a mò di involucro intoccabile, impossibile da trapassare o anche solo da scalfire. E nel frattempo, fingo di essere una felice compagna per il mio ragazzo (?). Non è che non lo senta come tale (gli ho detto dei DCA), piuttosto temo di non riuscire a sbloccarmi. Non sono ancora capace di provare qualcosa: certo, rispetto al precedente ragazzo che frequentai tempo fa, ammetto di aver provato qualcosa, ma già con il secondo appuntamento, tutto era quasi svanito. La cruda verità, è che mi sforzo di sentire emozioni. Mio Dio, sono così insensibile, una vera e propria lastra di pietra. Il mio senso di ripugnanza al pensiero di approcci sessuali o simili, non ne vuole sapere di andarsene, di auto-distruggersi. Un disgusto con il retrogusto (e scusate il gioco di parole) di orrore, schifo, misto a paure, timori di non essere all'altezza dell'evenienza. Evidentemente tutto ciò nasce dal fatto che vivere momenti fisici con lui, significhi lasciarsi andare, perdere il controllo, non avere la padronanza del proprio corpo. E questo per me è inammissibile: io, che tento di controllare quello che mangio (pur dovendo nutrirmi come tutti); io, che ogni sera faccio cinquecento addominali pur di bruciare almeno una piccola parte della cena; io, che nascondo in tutti i modi le mie pretuberanze; io, che se c'è un giorno nel quale mi vedo fin troppo grossa non esco di casa; io, che ancora non riesco a convivere con questo lardoso corpo..dovrei lasciarmi andare, perdere il controllo e non avere la padronanza del mio corpo? Non se ne parla proprio. Solo al pensiero che lui mi possa vedere nuda..inorridisco al suo posto. Come potrebbe mai desiderare fisicamente una come me? Come potrebbe mai pensare "E' perfetta"? Perchè dovrebbe pensarlo, se non è vero, se io non mi sento tale? Non mi permetto di provare sentimenti reali, ma solamente emozioni di carta, perchè penso immediatamente alle "conseguenze": se mostrassi subito affiatamento, di certo l'atto fisico si avvicinerebbe sempre più. Così mi freno, mi pongo come dei limiti, a mò di paletti, assolutamente da non sorpassare. Di tutto questo ambaradam, a lui gli ho solamente riferito il fatto che "Faccio difficoltà ad esternare i sentimenti" (cit.). Insomma, tutto questo big bang è stato completamente mascherato da questa inutile frase da film.

Riuscirà la nostra eroina Zara a farla franca?    . . .To be continued.



Passando ad un argomento un pò meno patetico; per quanto riguarda il tema Università, ho fatto il test di Filosofia giusto un paio di giorni fa. Tecnicamente sono entrata, ma ufficialmente lo sarò il 29 (pregando il vostro signore che non abbia ricevuto un punteggio basso, sennò mi tocca frequentare dei corsi in più; e sinceramente non è che ne abbia così tanta voglia). Ripensandoci dopo un quattro/cinque giorni, mi sono messa l'anima in pace per quanto riguarda Psicologia. Evidentemente non era la mia strada. La cosa più bella è che ho reso molto contento il mio professore di filosofia del liceo: qualche giorno fa (per vendere i libri) sono ritornata nella mia scuola ed ho approfittato della situazione per salutare i miei insegnanti. Appena ho incontrato il mio adorabile professore, gli ho subito annunciato della mia decisione: i suoi occhi si sono illuminati ed è stato molto fiero di me. Con il suo accento pugliese mi ha detto "Beh ma è fantastico! In fondo ti ha sempre appassionato filosofia, fin dall'inizio, anzi anche da prima! Sono davvero molto contento". Ha iniziato così a parlarmi del vasto programma, consigliandomi di tenere i quaderni del liceo. In più, si ricordava della mia tesina (dal titolo Critica all'ideologia: "L'ideologia è come l'alitosi: appartiene sempre agli altri); si trattava di un percorso nel quale illustravo il pensiero di ogni autore (attraverso scritti o periodi storici) inerenti appunto all'ideologia, e mi ha detto che è piaciuta a tutti i professori e che ha fatto una bella impressione (tant'è che all'orale ho preso 31, anziché 30 che sarebbe il massimo che si può avere). Insieme a lui c'era anche il professore di arte, il quale, al termine del commento, ha aggiunto "Quando avevi finito la tua esposizione e te ne eri andata, il professore si è commosso". Sicché l'insegnante di filosofia ride (per il nervosismo?) ed aggiunge "Beh, ma sono voci di corridoio: si narra del professore che si mise a piangere..". Insomma, mi ha fatto sorridere la sua reazione, e voglio anche crederci (non so se sia mai successo anche a voi, ma è un classico che una studentessa si "prenda una cottarella" per il proprio insegnante, no?).

Sono contenta di aver preso poi questa decisione: anche filosofia mi è sempre piaciuta, fin da quando avevo 15 anni. Di certo è solo grazie a lui se la mia passione ora diventerà e sarà il mio futuro.


Zara.

2 commenti:

  1. Che accadimenti propizi! *-* Sei fortunata sai...? E sono sicura, che se quella cottarella potesse per causa di circostanze, diventare qualcosa di più, tu ti lasceresti andare senza pensarci due volte! (;

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  2. Amoreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee, tu pensi troppo.
    Io lo so che provi emozioni, altrimenti non mi avresti mai toccata e se anche lo avessi fatto sforzandoti vuol dire comunque che provavi qualcosa.
    Sai qual'è il problema, tu pensi troppo a come sei, a come reagiresti, a cosa proveresti. Ma davvero ne puoi essere così CERTA? Insomma se non ti bruci non sai davvero quanto fa male scottarsi, come non sai quanto sia piacevole la sensazione del calore.
    Ci sono cose che vanno provate...non avrei mai capito io e non avresti mai capito tu un valore di un abbraccio se non ce lo fossimo dato, no?
    Io ti adoro, fino all'ultimo pezzo del tuo corpo nudo bellissimo.
    OH.

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