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03 ago 2011

Una malattia isolante.

A volte mi meraviglio della persona che sono diventata. Arrogante, cattiva, nervosa, più lunatica del solito, irascibile, per niente sorridente e solare, e forse anche meno simpatica di un tempo. Con distacco guardo al passato, cercando di scorgervi già dei primi atteggiamenti che possono avermi condotta a questo presente. Oggi, ad esempio, in spiaggia, ho avuto un flash di quando avevo sì e no 7 anni. Mi trovavo al mare con mia sorella, mia zia, e una sua nipote. Io indossavo un costumino rosso a due pezzi (nonostante fossi piatta come una tavola da surf). Già a quella misera età, essendo già bella rotonda, tentavo di nascondere la mia protuberanza del ventre, mettendomi le mutandine del costume a mò di Fantozzi, come si suol dire (l'immagine non è delle più carine, ma avevo pur 7 anni, no?). Avevo paura della mia pancia, mi vergognavo a mostrarla, mi sentivo inferiore, sempre ad uno scalino più basso rispetto a tutte le altre che erano intorno a me. E poi, non ho mai comprato una maglietta attillata. Mai. Non indosso cannottiere o canotte, perchè penso che si vedrebbe troppo la mia rotondità, non compro vestiti che non siano larghi o più grandi di una/due taglie, perchè quelli troppo aderenti mi farebbero sentire in soggezione, temendo lo sguardo e quindi, di conseguenza, il giudizio degli altri. Penso che questa sia una malattia isolante. Ti porta alla sordità più stupida e alla solitudine più dolorosa. E' come se avessi le mani sulle orecchie ed urlassi costantemente un "la-la-la-la-la" pur di non ascoltare consigli utili, parole di conforto, persone che dicono di amarmi e mi offrono aiuto. Sono ancora qui, a eliminare volontariamente l'audio durante le espressioni più belle e dolci, per alzarlo solo quando voglio ascoltare cose brutte, fino a diventare sorda di dolore. Non voglio più uscire a mangiare una pizza con i miei amici. Non voglio bere alcol, perchè ingrassa. Nessuna bibita gassata o troppo zuccherina. Solo litri di acqua. Non sarei mai capace di impegnarmi con qualcuno, perchè gli toglierei le mani dal mio corpo. I fianchi, la pancia, le gambe. Non mi potrà mai dire che sono bella perchè non voglio nemmeno sentirmi dire certe stronzate, perchè so che non è vero. E non faremo l'amore. Non voglio il suo sguardo addosso quando sono nuda. Ormai mi sono privata del piacere. Il mio "autolesionismo" continua a crescere. Ma ormai mi sono convinta che è meglio così, perchè non devo buttare addosso a nessuno la mia merda: in questa maniera risulterei meno egoista, no? Le cose che non riesco più a fare o a vivere intensamente sono molte: farmi accarezzare e accettare un "sei bella", gustarmi un gelato, dormire abbracciati, fare l'amore, le patatine fritte, i biscotti con il latte, le feste, le cene, i pranzi, le bevute, cinema e pop corn. Ho perso tutto. Ho lasciato andare via tutto. Per essere magra. E sola.

Imogen Morris Clarke. La mia musa ispiratrice.

E nel frattempo, io mi trovo qui a Nettuno dove rimarrò per un mese: un mese di paure, di terrore, di esposizione in spiaggia ed agli occhi di tutti i bagnanti, di disidratazione. La prima settimana la sto passando con mia sorella ed una nostra amica. O forse sua? In realtà io continuo ad isolarmi. In spiaggia parlano tra di loro, io evito proposte quali "vieni a palleggiare in acqua", "andiamo sulla riva a sdraiarci". Le mie mattinate e pomeriggi in spiaggia sono spesi a sfogliare riviste di cucina (traggo spunto per qualche ricetta). Ah, ed ora che ci penso, dovrei anche iniziare a prepararmi per i test d'ammissione all'Università. Oltre a dare quello per entrare alla facoltà di Psicologia presso la Salesiana (dove possono passare solo in cento), mi sono iscritta anche al bando per la facoltà di Filosofia presso la Sapienza. Insomma, ho scelto due indirizzi di studi che non mi garantiscono nulla per quanto riguarda il futuro lavorativo. Mi sto dando la zappa sui piedi da sola, insomma. Speriamo in un futuro migliore. Ho deciso che da Settembre inizierò anche a lavorare dietro la cucina di un ristorante/pizzeria. Non sia mai che poi riesco ad affermarmi (anche se dopo una lunghissima gavetta) nel campo culinario. Con i primi soldi, mi vorrei comprare tanto una bella Reflex. Mi sarebbe molto utile per il blog di cucina che scrivo: le foto dei piatti sono molto importanti. L'occhio, anche in cucina, vuole la sua parte, no?

Zara.

1 commento:

  1. Zara...ti senti tanto malandata e nel contempo sei così piena di sogni da riempirci il cielo...vero?
    Vuoi ma non vuoi, scappi ma resti dove sei...forse devi solo imparare ad amarti e a perdonarti...no?
    Ti sono vicina, per quel poco che può servire...però sii vicina a te stessa, perché non puoi perderti, non puoi...

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