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05 ago 2011

Ma io, vivo di questo.

Imogen Morris Clarke
A volte sento il bisogno di vedere la realtà. Quella realtà capace di fermare la bestia che c'è in me, la realtà che temo. A volte sento la necessità di uscire da questo mondo, fatto di verità che non voglio conoscere, non voglio sapere; di bisogni che non voglio sentire. Ma poi capisco, che per quanto io possa provare a scappare da ciò che sono, da ciò che è la mia natura; non sono mai abbastanza veloce da seminare questi pensieri che ormai vivono dentro di me, e si fanno sentire ancora più forti. Ho paura di stare da sola con me stessa, la mia vita va avanti senza la vera voglia di fare le cose. E dentro di me, niente mi permette di star bene con me stessa. Mi uso e abuso di me. Mi voglio spingere oltre il limite, ma il limite non so più dov'è. C'è sempre confusione dentro di me e mi devasto per chiarire. Mi faccio male per star bene, ma non chiarisco niente e niente. Qui non c'è inizio, e non c'è fine. Il bene ed il male si inseguono. E nel mentre, il desiderio mi annienta. Il desiderio per un corpo che forse non avrò mai. Il desiderio di una bellezza che non sarà mai mia. E la paura nel vedere immagini di persone grasse, e la vergogna. Perchè lo sono anche io. E così, torna il senso di inadeguatezza, affondando nei vecchi pensieri. Nei miei sogni mi vedo magra. Poi mi sveglio, mi guardo e piango lacrime che sanno di fallimento. I miei sogni si infrangono come specchi: i vetri rotti mi perforano il cuore. E fanno male. E mi sento così male, inadeguata. Tutta la gente così magra e così bella. Ed io..così inferiore. Il cibo è diventato la colonna sonora della mia vita: a volte il volume si abbassa, ma non si spegne mai del tutto. A volte, quando devo prendere delle decisioni o fare delle scelte, diventa assordante.

A tutti coloro che mi dicono che sto sbagliando:
E io? Quando sarò perfetta? Quando inizierò a piacermi? Mi dispiace ma non posso arrendermi, non riesco a vivere pensando che potrei essere migliore. Non sono mai stata perfetta, o bella, ma nel mio cuore c'è ancora una piccola speranza, c'è il sogno di diventare come vorrei. Voi sostenete che io potrei essere più felice senza i miei problemi. Sostenete che mi sentirei meglio senza i miei continui digiuni-abbuffate-pasti normali. Ma allora forse avete dimenticato un punto fondamentale della mia vita. Io vivo di questo. Io non sarei più felice, perchè non esisterebbe neanche quell'io di cui vivo. Sarei persa, vuota. Ho bisogno di credere in qualcosa. Forse sono una continua delusione, forse non sarò mai magra come vorrò, ma io vivo per provarci. Non c'è niente di più stupido, lo so, ma non significa per forza buttare via la propria vita. Significa trovare un senso alle mie giornate.

Zara.

1 commento:

  1. TU SEI GIA' PERSA E VUOTA.
    Lo sei già Sara e lo sai, lo sai benissimo.
    Non c'è niente di vero il quel grasso che tu dici di vedere. Non è il grasso il problema. Il problema è che tu non vedi quella che è la realtà, tu sei persa e vuota e ti crei un problema adatto a quello che senti.
    Ma il TUO PROBLEMA NON E' IL CIBO.
    E' qualcosa di più profondo, è una ferita lenta a guarire perché stai disinfettando la parte sbagliata.
    Il problema è la tua famiglia distrutta. E' tua madre che sta male e il senso di impotenza. Sono le cattiverie che hai sentito da piccola. Sono le persone ignoranti. Sono il dolore profondo di non essere mai stata all'altezza di un qualcosa che NON esiste, che TU ti sei creata da sola.
    Tu ti senti impotente di fronte a cosa? Tu non ti senti all'altezza di fronte a cosa?
    Al mondo? Ma se il mondo ti ha lasciata sola, dov'è questo mondo a cui tu devi rendere la tua perfezione? Il mondo non ti sente, non ti vede e soprattutto non sa della tua esistenza.
    Questa è la realtà. Sei tu, sono io, ad avergli dato l'IMPORTANZA, non è lui ad averne data a noi.
    Siamo io e te che abbiamo creduto che dovevamo salvare le nostre madri, che dovevamo aiutarle in qualche modo. Ma loro non ce lo hanno mai chiesto o se l'hanno fatto non ne avevano il diritto. Perché dovevano abbracciarci quando eravamo piccole, dovevano volerci bene e insegnarci il bello della realtà, dovevano mostrarci il male ma con dolcezza, dovevano insegnarci l'amore non l'odio. Ma loro NON lo hanno fatto. E noi, bambine che sentivamo tutto questo volevamo insegnarglielo. Dovevamo donargli qualcosa, NOI DOVEVAMO PER FORZA DARE UNA SODDISFAZIONE. Ma NON è VERO.
    Sara guardati allo specchio, GUARDATI.
    Le tue braccia sono piene di vene sporgenti. Le vene sporgono quando sei troppo magra.
    Sali sulla bilancia, fai un calcolo, sei sottopeso.
    Guarda la tua pelle, lucida, trasparente. Non hai abbastanza liquidi.
    Guarda il tuo colesterolo, troppo alto, quasi impazzito.
    Guarda le mie foto, dici che sono magrissima: io sono più bassa di te di 2cm e peso due kg in più.
    Questa E' REALTA'. A me i tuoi jeans vanno stretti. MI VANNO STRETTI.
    Quanto ancora vuoi permettere a questa anoressia di cambiarti, di ucciderti? Tu stai lentamente morendo.
    Tu morirai. Quando andrai a vivere da sola tu ti lascerai morire di fame, tu lo sai, io lo so. Lo sanno tutti.
    Ma io non voglio che tu muoia. Non lo vuole tuo padre, non lo vuole tua madre, non lo vuole claudia, non lo vuole katia, non lo vuole lucrezia. Quanto questo tuo egoismo, questo tuo voler non ascoltare chi ti sta intorno, questo tuo non voler prendere le mani e calcolare la circonferenza del tuo polso o della tua coscia ti porterà alla morte?
    Davvero non ti interessa di nessuno di queste persone che ho nominato?
    TU NON STAI LOTTANDO. Tu ti sei adagiata. Tu guardi gli altri ma NON guardi te. TU NON TI GUARDI, NON TI SENTI, NON TI VEDI.

    Io ti voglio bene, io voglio che tu resti con me, voglio che tu lotti, voglio che tu viva, ti voglio con me, sono una grandissima stronza egoista e pretendo che tu rimanga con me.
    Ti prego resta con me.
    Ti voglio bene.

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