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08 mag 2011

Citando Gustave Flaubert, in "Madame Bovary".

Mi sembra che tutta l'amarezza della mia esistenza mi venga servita nel piatto e [..] salgono dal fondo dell'anima mia altrettante zaffate di tedio insulso.

Dimagrì, diventò pallida, il viso le si affilò. I capelli neri, i grandi occhi, il naso diritto, il modo di camminare a passettini, il fatto che fosse quasi sempre silenziosa, adesso, davano l'impressione che ella attraversasse l'esistenza sfiorandola appena e recando sulla fronte il segno indistinto di una qualche sublime predestinazione. Era così triste e così calma, al contempo tanto dolce e riservata [..].

Era piena di bramosia, di rabbia, di odio.

La sua mente, invece di distogliersi da questi pensieri, vi si soffermava sempre più, eccitandosi al dolore e cercandone dappertutto le occasioni.

Non aveva mai avuto occhi tanto grandi, così neri e profondi. Qualcosa di impalpabile, diffuso su tutta la sua persona, la trasfigurava.


Zara.

3 commenti:

  1. Libro stupendo. L'ho letto due volte la scorsa estate, mi riempiva, non so come.
    P.s. se tu sei grassa io sono una botte che rotola *o* yuuuuppie.
    Bacio (L)

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  2. Il tuo blog è meraviglioso, spero di leggerti ancora, passa da me se ti va...un saluto...

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