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23 apr 2011

Le cose vengono a galla, prima o poi.

L'ultimo giovedì, con il terapeuta, ho parlato di tutt'altra cosa, invece che di DCA: la mia famiglia, ed in seguito, più specificatamente, di mia madre. Si è discusso del fatto che il dottore, vorrebbe parlare con i miei per dirgli che determinati loro atteggiamenti non mi aiutano affatto (come ad esempio le due psico-analisi che mia madre mi ha fatto nell'arco di tre giorni, oppure mio padre che, facendomi sapere che spende troppi soldi per la terapia e non vede alcun risultato positivo in me, mi fa sentire solo come un oggetto, un peso sulle sue spalle). Io, sinceramente, ho fatto notare la mia titubanza, in quanto non vorrei che, in seguito, potessero riaffiorare problemi o discussioni; insomma non sono molto convinta, o forse vorrei. Non lo so, ecco. Vorrei poter essere un pò più decisa in queste scelte, vorrei avere sempre la risposta pronta, ma non ne sono mai stata capace: tendo ad ascoltare, ma non dico mai la mia, o se enuncio qualcosa, rimango sempre sulle mie, non facendo intravedere una risposta sicura. Difatti, ho cercato di far capire al terapeuta che più che altro non vorrei che mia madre partecipasse alla cosa, perchè poi ricomincerebbe tutto da capo: mi lancerebbe frecciatine, mi farebbe le sue psico-analisi del cavolo e mi darebbe ancora più fastidio. Inoltre, quando ho detto che mia madre non sa che io sono a conoscenza che lei ha letto il mio diario segreto per ben due volte (la prima, scoprendo i miei DCA; la seconda invece venendo a sapere della compagna di mio padre), il dottore non solo si è meravigliato, ma mi ha dato pienamente ragione sul fatto che è normalissimo allora che io riserva questa rabbia nei suoi confronti, questo odioso disprezzo che mi porta ad essere sempre più fredda, distaccata, anaffettiva nei suoi riguardi: è come se non la sentissi più come madre, ma si sa, alla fine non possi dire di "odiarla": rimane pur sempre la donna che mi ha dato la vita. Lui dice che dovrei dirglielo, in modo tale che mi possa togliere questo peso: sono talmente scombussolata da tutto quelllo che vivo, che è normale che abbia sbalzi di umore, abbuffate, crisi di panico o roba simile. Però, io non posso. E gliel'ho detto. Non posso perchè mia madre sta male in questo periodo: i miei si sono separati da tre/quattro anni, quando mio padre ha deciso di andarsene da casa, perchè non riusciva più a vivere, tanto era asfissiante stare lì. Ma lei, anche se a distanza di tempo, ne soffre ancora: soffre di depressione (già ne aveva sofferto quando era adolescente) e, anche se non era completamente guarita, sembrava essere andata avanti. Ora però, le cose sono peggiorate: io e mia sorella andiamo da lei ogni domenica, ma è capitato un paio di volte o poco più che lei ci chiamasse e ci dicesse "Meglio non vederci: mi renderei conto di aver perso le mie figlie". E questo, credetemi, non è una cosa confortante, non è bello sentirselo dire. Un evento che mi ha fatto capire che anche lei avrebbe bisogno di un supporto psicologico (che tra l'altro, consiglierebbe anche il mio medico), è quando, in una delle sue crisi depressive, mi ha chiamato a casa, chiedendomi se secondo me, poteva ritentare con papà, se aveva qualche possibilità di poter ritornare con lui, pur sapendo che ora ha la sua compagna. Ecco, quando mai una madre viene a chiedere ad una figlia un consiglio sull'amore? Non dovrebbe essere l'incontrario? Non dovrebbe essere lei la persona più adatta a dare consigli sentimentali ad una figlia di soli 19 anni, quando lei invece ne ha 50? Lei è quella saggia, no? E' la donna vissuta che sa di cosa sta parlando, che sa come si risolvono le cose, che sa fare giuste lezioni di vita. Qui, invece è l'incontrario. Il dottore ha cercato di farmi capire che questa non è una giustificazione vera e propria: non posso continuare a stare zitta; ne vale anche della mia psiche. Potrei raccontarvi di tante altre cose su quello che si è detto nell'ultima seduta; come sul fatto che mia madre non mi ha mai fatto una carezza, non mi ha mai abbracciata, e se io andavo a cercarla per un momento anche breve di coccole lei mi diceva "Cosa vuoi?", "Ti serve qualcosa?", "Ora non ho tempo", "Sono occupata"; oppure potrei scrivere del fatto che mia madre, in realtà, non voleva avere assolutamente dei figli, ma è stato mio padre a convincerla; oppure che durante dopo la nascita mia e di mia sorella gemella lei abbia smesso di prendere gli anti-depressivi; oppure in seguito al parto, lei abbia sofferto della così detta depressione post-parto. Il discorso poi si è spostato su quale potrebbe essere stata la sua motivazione di non voler avere una prole: forse aveva timore di poter essere come sua madre, voleva "proteggerci" non facendoci nascere. Ma, nonostante tutte queste cose che io ritengo scuse futili, anche se trovassi il motivo più fondato sulla Terra, io mi sento una NON voluta.

Zara.

5 commenti:

  1. Capita di avere delle aspettative nei confronti dei genitori, ad esempio il fatto che siano degli abili dispensatori di consigli. Con il tempo ci si accorge che non è così e che l'età o il ruolo nella famiglia non c'entra nulla. Ci sono solo persone diverse l'una dall'altra.

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  2. Mi dispiace tanto, anche io non ho una bella situazione in casa,
    sarà proprio per questo che non so come commentare questo post.
    Stringi i denti.
    Ti abbraccio.

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  3. Zarina ): mi fa piacere che hai scritto di queste cose sfogandoti un pò qui. In parte ne abbiamo parlato un pò ieri sera e leggendo questo post mi sono un pò ritrovata nel fatto che ti senti non voluta. Direi che la situazione è molto simile: abbiamo entrambe le mamme depresse, con un amore finito. Pff, che dire, credo che il tuo terapeuta abbia ragione, forse la soluzione migliore (se non unica) è quella di parlare chiaramente con tua madre ma comprendo A PIENO il tuo non voler farlo. Sono come te.
    P.s. ma quindi alla fine non andrai più da lui? Cioè era proprio l'ultimo incontro?
    Un abbraccio (:

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  4. Perchè invece non fai parlare tua madre con il dottore? Paradossalmente potrebbe aiutare, lui forse potrebbe spiegarle che comportandosi così non fa altro che ferirti e farti allontanare.
    E' orrendo quando i genitori non dimostrano il loro amore, specialmente quando si è bambini. Ci sente non voluti, come ti senti tu. E non dovrebbero maifarti pesare i soldi per le cure. Non hai scelto tu di stare male, se avessi avuto un cancro e non vedessero progressi si lamenterebbero dei soldi per le cure? Perchè nessuno riesce a comprendere che i dca, e le malattie psicologiche sono appunto malattie, e non capricci?
    Ti sono tanto vicina.
    Laura <3

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  5. nemmeno io ho una grandiosa situazione familiare. e spesso gran parte dei nostri problemi sono nati per colpa dei nostri cari mamma e papà. ma dobbiamo pensare che loro ci amano immensamente e danno sempre il massimo per noi.
    poi pazienza piccola, andrà tutto per il meglio. io intanto ti abbraccio forte forte. (L)(L)
    alaska.

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