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26 apr 2011

Ed è quando.

Ed è quando, mia sorella mi dice che domani mangeremo insieme, nonostante io debba andare dal dottore.
E succede che, sotto la doccia, nasce un sofferente pianto isterico.
Ed è quando, non riesco più a smettere.
Ed è quando, prendo in considerazione di fuggire.
Ed è quando, vorrei tentare di auto-lesionarmi.
Ed è quando, ho troppa paura per farlo.
Ed è quando, non riesco più a muovermi.
Ed è quando, penso che forse, non sarò in grado di fare nulla nella mia deludente ed orribile vita.
Ed è quando, credo che non giungerò da nessuna parte.
Ed è quando, a forza di piangere, rischio di addormentarmi.
Ed è quando, a forza di stare accasciata al suolo, i piedi mi si indolenziscono.
Ed è quando, coperta solo dall'accappatoio, mi rendo conto di avere freddo.
Ed è quando, nonostante i brividi, non voglio alzarmi e corprirmi.
Ed è quando, afferro in mano una lametta, tolgo il tappo, e la tengo fra le mani.
Ed è quando, faccio cadere l'oggetto sul tappetino del bagno.
Ed è quando, ancora tra le lacrime, rimetto a posto tutto.
Ed è quando, tento di rialzarmi.
Ed è quando, non voglio sentirmi così.
Ed è quando, non riesco ad asciugare il viso dalle lacrime, tante continuano a cadere.
Ed è quando, mi rendo conto di essere caduta troppo in basso.
Ed è quando, penso di non avere toccato ancora il fondo.
Ed è quando, non ho più le forze.
Ed è quando, non ho più il respiro.
Ed è quando, non ho più il controllo.
Ed è quando, mi sento ancora una grassa vacca ambulante.
Ed è quando, penso di non avere un corpo da anoressica, perchè il lardo c'è.
Ed è quando, vorrei poterla far finita.
Ed è quando, mi dico se così potrò mai andare avanti.
Ed è quando, mi chiedo se la terapia avrà successo.
Ed è quando, mi domando se riuscirò a dimagrire ancora, per essere quello che voglio io: bella.
Ed è quando, continuo ancora in questa crisi isterica.
Ed è quando, diventa ancora più difficile smettere.
Ed è quando, realizzo che questo è il ritratto di una povera diciannovenne romana. Me.

Zara.

3 commenti:

  1. Tu non sei solo un corpo, non sei solo ossa o ciccia, non sei sangue che scorre da una ferita, non sei solo anoressica, ne malata, ne sei caduta così in basso. Tu sei una persona, Sara, una persona che IO posso toccare con le mie mani, posso sentire, posso vedere, con cui posso parlare e che posso ascoltare. Tu NON sei una malattia.
    E non sei nemmeno fiumi di lacrime che scorrono sul tuo viso, NON sei SOLO questo.
    Non puoi continuare a tenere tutto dentro, non puoi continuare a sentire freddo, a provare quel desiderio malsano di distruggere quel qualcosa di sbagliato in te, tu lo devi tirare fuori, far USCIRE da dentro di te, altrimenti continuerà a mangiarti LUI dall'interno.
    Devi PARLARE, e non con me, o con un'amica ma con chi sai di dover parlare per poter finalmente tirare fuori quel misto di sensazioni strane, come hai detto di fare a me e io mi sono impegnata e ho ottenuto i miei piccoli ma lodevoli risultati provaci anche tu e riesci.
    Ti voglio bene piccola mia:)

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  2. Prova anche solo lontanamente a farti del male e io vengo a staccarti la chioma riccio per riccio. Ti voglio bene anche se non lo credi. C.

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  3. volere fare una cosa così terribile senza averne il coraggio...leggendo il tuo post mi sono sentita descritta, ma pensaci....su youtube ci sono molti video "before you make that first cut" che parlano di autolesionismo... pensa pensa e ancora pensa prima di tagliarti per la prima volta...poi non uscirai più, non potrai metterti le maniche corte ecc....guarda i video..magari ti spaventeranno, ma almeno non lo vorrai più fare. per favore, non ci cadere. un bacio!

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