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31 mar 2011

Futuro promettente.

Solita terapia di ogni giovedì. Solite gambe serrate fra di loro. Solito movimento della gamba destra, per spendere calorie. Solite mani accovacciate e strette in mezzo alle coscie. Solito sguardo rivolto verso il basso, per non incontrare quello dello psico-terapeuta. Solito silenzio di quando lui mi parla delle probabili conseguenze che si potranno ritorcere su di me, come se non fosse già successo tutto ciò. E' stato un pò duro con le parole, quasi arrabbiato da tale circostanza, ma poi mi ha spiegato che non lo ha fatto apposta: si preoccupa per me, e, anche se non sono in uno stato grave, comunque sia se la situazione dovesse peggiorare, l'unico risultato sarebbe il ricovero (nonostante possa essere ancora lontana come opzione). Teme che per via di quello che sto vivendo, io non possa arrivare alla fine dell'anno, dal punto di vista psicologico: è probabile che possa avere attacchi di ansia, mancanza di memoria, nervosismo causato dal troppo stress, attacchi di panico. Tutto questo è dovuto al motivo della terapia. Il fulcro della questione è che se non cerco di "rimediare" quel poco che posso, sarà difficile affrontare l'esame di maturità, psicologicamente parlando. In più, il mio apporto calorico dovrebbe essere sulle 2000/2200 kcal, in quanto oltre ai due allenamenti settimanali di pallavolo, ogni sera mi "punisco" con 150 crunch e 200 addominali; ed io in tutto ciò, ne assimilo sì e no 1100. Così mi ha chiesto se volevo sospendere la terapia, per concentrarmi di più sullo studio e magari non sentire il troppo peso di questo mio problema. Ho ponderato per circa tutto il tempo nel mentre lui parlava: io ho bisogno del suo sostegno, del suo aiuto, delle sue parole, di un'ora dedicata solo ed esclusivamente a me. Ma poi, la mia mente contorta ha elaborato questo convincente pensiero, che ha eliminato tutti gli altri, come polvere al vento: se sospendo la terapia, non potrò concedermi più di saltare il pranzo del giovedì. Così, solo sulla base di questa mia ponderazione, ho detto: "Ce la farò. Sono forte. Continuamo".

Zara.

5 commenti:

  1. Forse sarà quel pranzo saltato ad aiutarti a guarire.
    Un sorriso
    S

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  2. Forse è vero, quel pranzo saltato ti cambierà la vita, anzi ne sono certa, ma purtroppo non so assolutamente in che direzione.
    Sicura di poter reggere una sconfitta?
    Ricordo quando non avevo più le forze di studiare, psicologicamente parlando, quando ho smesso di andare a scuola, perché la mia testa non reggeva, perché odiavo avere le crisi di panico a scuola, odiavo sentirmi in una bolla gigantesca, SOLA con miriadi di persone attorno.
    E quando poi mi si presentò la bella opportunità di essere bocciata, ho pensato che forse dovevo sul serio IMPEGNARMI.
    Dovevo perseguire un obbiettivo, cioè recuperare ore di nulla, studiare, studiare, studiare, fino a sentire la testa che girava dalla stanchezza.
    Però a giugno non avevo nemmeno un debito, e a gennaio 6 insufficienze. Avevo recuperato tutto e mi sono goduta l'estate.
    Pensa alle parole del dottore, pensaci bene. Basta smuovere le gambe per bruciare calorie, basta contare, basta non mangiare, basta piangere, soffrire, rifugiarsi in parole altrui pur di non sentire le proprie, basta sentire i muscoli tirare fino a fare male, le ossa sul marmo che scricchiolano piano e ti sembra che ti compaiano lividi improvvisi, ti sembra di spezzarti. BASTA ANORESSIA.
    Cosa vuoi DAVVERO piccola mia? Davvero vuoi un corpo vuoto, scarno, senza speranza, una vita senza amici e senza sole, sempre buia, è sempre notte dentro di te, una notte stellata però, ma le stelle, quando è nuvoloso non si vedono. caccia via quelle nuvole dal tuo cuore, CACCIALE.
    Devi farlo, altrimenti l'ultima sponda sarà la morte. Come Shopenauer scegli l'ascesi, ma tu non sei un'asceta. L'uomo è nato per vivere, non per morire, per rieccheggiare in eterno nei CUORI e nei RICORDI delle persone che gli sono intorno.
    Sartre diceva che l'uomo senza gli altri è NULLA.
    Perché tu chi hai accanto, Sara? Chi riesce a starti vicino senza che tu lo distrugga con la stessa capacità con cui distruggi te stessa?
    Piccola mia, io ti voglio un bene davvero enorme e sembreranno strane queste parole da me, ma quando me le hanno rivolte mi hanno fatto reagire. Con me sono stati più cattivi, perché io ero molto più cattiva di te, logorata dall'anoressia, dall'autolesionismo, dall'odio, dalla rabbia, dall'insoddisfazione. E io ti GIURO quello che ha detto il dottore succederà, perché non è tanto il tuo corpo il debole, ma la tua psiche, la tua voglia di combattere poserà le armi e rimarrà stanca a riprendere fiato se continuerai così.
    Ti voglio bene, tantissimo bene, un'infinità di bene e io NON ci credo che tu hai deciso di continuare la terapia SOLO per un pasto saltato. Forse è quello che vuoi convincerti di pensare, ma secondo me non è così e so anche perché ma non te lo svelerò.
    Devi iniziare ad impegnarti, a COMBATTERE, non dico a volerti bene, ad amarti, elogiarti o cose del genere, ma a guardarti attorno e renderti conto che il nostro futuro non è una "nolontà".
    Ti voglio davvero bene.

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  3. Anche io cerco di prendere gli appuntamenti per poter saltare i pasti..e poi finisco per fare peggio. Ma comunque hai davvero bisogno di qualcuno che ti sia vicino totalmente, anche se solo per un'ora. Ne hai bisogno.
    Un abbraccio, Laura.

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  4. Si, sei forte Zara, puoi farcela.
    Ti sono vicina. Quando hai bisogno di parlare io ci sono.
    Un abbraccio.

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  5. Tatuati quell'ultima frase in un punto visibile dove potrai farti coraggio tutte le volte che ti sentirai debole...*Ti abbraccio forte*

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