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28 feb 2011

Ho un pozzo nel torace.

Non capisco come sia possibile che io non giochi più, che non faccia nessuna parte, che io non ci sia, in una parte o nell'altra. Vivo costantemente con addosso un disagio fisico. Ho un pozzo scavato nel torace. Sono come un'anima prosciugata. Cerco di darmi ordine e pace, ma i miei occhi sono incerti, pieni di dolori e di paure. Ormai vivo per inerzia. Tuttto questo magone che porto con me, cresce giorno dopo giorno. Rimango senza respiro, e soffoco; perchè di luce ce n'è poca in me, e perchè questo è un pantano dal quale non si esce più. O forse sono io che non voglio trovare la via d'uscita. Ho perso un'amica per questo. Un'importante amica. Tutto ciò dovrebbe farmi pensare, no? Ma a quanto pare, sono ancora incatenata da questi catenacci ormai arrugginiti, che sembrano infettare la mia pelle e rendermi ancora più convinta del percorso che voglio ancora intraprendere. Voglio stare ancora "nel giro". In questo turbine che sembra non avere mai fine. "Il primo passo lo devi fare te", mi direbbe una certa persona con la quale ora non parlo più. Ed ora, sono sola più che mai. La persona della quale credevo che non mi avrebbe mai lasciata, ora non c'è più. Non mi rivolge più la parola. Ed io soffro come un cane. Ci sono due fronti sui quali si può dire che si stia guarendo dall'anoressia: sul piano teorico; è quando non si vede più il cibo come un nemico; sul piano pratico; quando si riprende un peso sano e si mangia con più tranquillità. Ebbene, io non ho raggiunto né l'uno, né l'altro "obiettivo". In più, il ciclo non mi è ancora arrivato: ormai sono quasi due anni. L'ultima volta che sono andata dal terapista, mi è stato detto che se facessi ora le analisi, probabilmente il Capitan Ovvio (lo psichiatra che mi mandò da lui), al 95% mi farebbe ricoverare, in quanto i risultati dei test del sangue sarebbero sempre bassi e, visto che vado avanti così da due anni, l'unica soluzione sarebbe questa. Almeno così il terapista crede. That's why sta cercando di "perdere tempo" per provare a farmi ritornare il ciclo in un paio di mesi.

Tra l'altro, il terapista mi ha prestato anche un suo libro su alcune diete da seguire (le quali teoricamente dovrebbero essere affidate solo a persone obese). Si è fidato di me, e mi ha detto che dovrei seguire una dieta da 1600 kcal. Una settimana dopo, gli ho riportato il libro, dicendogli che non avevo detto niente a mio padre in quanto non avevo intenzione di seguire quella dieta. Il terapista invece, mi ha fatto tenere il volume, chiedendomi invece di provare a seguire la dieta da 1200 kcal (la minima che c'è in quelle pagine). Ed io, niente. Tengo nascosto il libro nel mio cassetto. Eppure lui, leggendo il mio D.A., sa che assumo all'incirca 1100 kcal. "Ma non bastano. Evidentemente devi mangiare di più". Ecco perchè mi diede quel libro. Peccato che rimanga ancora sotterrato nel mio cassetto.

Zara.

3 commenti:

  1. capita anche a me di non sentirmi più nulla. nè una ragazza, nè viva, nè morta. zara tu sei forte, vedrai arriverà il giorno in cui ritroverai te stessa. arriverà. i promise.
    (L)
    alaska.
    (eh non non sono morta)

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  2. Tutta questa sofferenza ti rammenda il tuo alto livello. Forse tutte queste perdite e questi ostacoli fanno parte di un cammino faticoso, che ti porterà a ciò che ti meriti. D'altronde a tutte le cose migliori si arriva con molta fatica, e più esse valgono, più difficoltoso è il percorso.
    Non mollare.

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  3. Per un attimo l'ho letto quel commento e non ho potuto fare a meno di sentirmelo entrare nelle vene, poi ho cercato di scordarlo.
    Secondo me, e il mio modestissimo parere deve pure contar qualcosa, tu hai prima di tutto bisogno di inquadrare il vero motivo della tua sofferenza. E bada bene, non ti parlo che devi capire perché sei diventata anoressica, ma perché soffri, perché non riesci ad essere felice.
    Poi dopo dovrai impegnarti a riprendere un bel rapporto con il cibo. Non si guarisce dall'anoressia se prima non si guarisce la ferita che ti fa sanguinare il cuore, che ti fa piangere, urlare in silenzio ed odiare.
    Hai perso la tua migliore amica, forse non è abbastanza, ma la cosa più importante, piccola Sara è che tu stai perdendo la VITA.
    A volte a me spaventa.

    E io ti voglio bene e ti sono vicina e sono pronta a scambiarmi le scarpe con te, i vestiti, i trucchi, i fazzoletti pieni di lacrime, pure le mutande, per vederti sorridere. Sono disposta ad uscire un sabato sera, a bere, mangiare e mettermi tutta strafica anche se è una cosa che mi fa sentire più a disagio del mondo, per te e per me, per dare un senso a tutto questo VIVERE che non ho mai sentito dentro.<3

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