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23 feb 2011

Ed è così che si perde.

Sono fuoco fluido in movimento. Sono come uno spirito incastrato in una forma che però non riesce a contenermi. Ed ho un temperamento che certi chiamano "pazzia".

Il giorno dopo il mio 19esimo compleanno, ho rotto con una mia carissima amica. L'ho persa perchè lei ha iniziato ad essere scostante, assente, distaccata. Ed in più criticava il fatto che io frequentassi Marie (LoveToBeBones) per il motivo che questo possa influenzare negativamente ancora di più la mia situazione. Così, onde evitare bronci e tensioni, avevo deciso di inventarmi una scusa (in accordo con mia sorella) per non invitarla alla "festa". Avrò fatto anche una cavolata, ma non volevo assolutamente che il mio compleanno fosse protagonista di sguardi "maligni" (da parte sua) e pregiudizi campati per aria. Non volevo che succedesse proprio il giorno del mio compleanno. Peccato che poi. l'ho incontrata nel locale dove volevo proprio festeggiare i miei 19 anni. Due giorni dopo le ho parlato (anche su FB, visto che lei non era intenta a vedermi). Dice di essersi stufata di questa mia "malattia" (come la definisce lei), dice che non può più passarci sopra, che non ce la fa più a reggermi, che non ha più motivo di avere un rapporto con me perchè sono cambiata e che sono due anni che sono così. Ho cercato di spiegarle che non è facile uscirne, che non è come un raffreddore. A lei poco è importato. Dice che deve dipendere tutto da me, e che quindi non voglio assolutamente uscirne. Ha aggiunto che, nonostante tutto quello che mi diceva, che mi scriveva, io non ho mai fatto un passo avanti, non mi sono mai migliorata. Sono sempre scesa più in basso. In più, ha aggiunto che non è l'unica che pensa queste cose: solo lei ha le palle di dirmelo. Dice che è per colpa mia che ora l'ho persa. Dice che è per colpa di questa mia "malattia" (come la definisce lei) che io ora perderò pian pianino tutto quanto. Lentamente, con dolore, perderò tutto. Mi ha mandato a fare in culo (scusate il francesismo, ma mi è stato davvero detto), mi ha detto che sono una ragazzina, nonostante abbia ora 19 anni. L'ho persa. Per colpa di cosa? Per colpa mia. A causa del mio loop mentale, della mia paura di ingrassare, del mio voler dimagrire. Eppure, con lei non ne ho mai parlato approfonditamente. Successe solo una volta. Ma dopo di quella, non ne abbiamo più accennato. Fatto sta però, che ora non ho più la mia cara amica, colei che mi aveva scritto una lunga mail che postai quest'estate. Era lei. ERA. Ed ora sono qui, a guardare il tatuaggio sulla mia caviglia: oltre alla frase "When All Seems Lost You'll Carry On", c'è il simbolo dell'amicizia, che si tatuò anche lei. Era il nostro segno. Ed ogni volta che volevamo dirci che ci volevamo bene, ci dicevamo: "In my Heart, On my Skin".

Mea Culpa.

Zara.

9 commenti:

  1. Mi ricordo il mio periodo più brutto. Non mi parlava più nessuno, ero sola con me, i miei diari alimentari, il mio cibo, i miei addominali e le mie passeggiate solitarie. Un mese intero così, veramente fisicamente sola, per il resto è da sempre che sono un pò sola.
    Non posso dirti che Lucrezia non ha ragione, non posso dirti che la tua malattia non ti chiuderà al mondo, si perché E' una MALATTIA, si perché me ne accorgo anche io, si perché lo fai anche con ME, ma io lo faccio a mia volta e so che tu non lo fai a posta e non mi pongo nemmeno il desiderio di volerti salvare, perché l'unica che puoi sei tu e io posso solo starti vicina e guardarti e aspettarti quando cadrai o guardarti da lontano quando saremo lontane.
    Mi dispiace tanto piccola mia, tanto, ma forse questo dovrebbe farti riflettere un pochino in maniera positiva. Lotta per la tua amica, lotta per quelle parole, lotta per quel tatuaggio.
    Tivogliobene

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  2. Non è colpa tua. E' esattamente quello che mi hanno detto le mie ex-amiche..stronze. E' solo che non capisocno. Per loro fortuna, non ci arrivano neanche lontnamente.
    Laura.

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  3. So cosa significa perdere una persona per questi motivi... Per loro la situazione diventa insostenibile e sentono il bisogno di distaccarsi evidentemente... Ma non riescono a capire che noi stiamo 10 volte peggio di come stanno loro, perchè siamo NOI le protagoniste di questo incubo. Ma questo non lo capiscono. Sembra che noi abbiamo questi problemi quasi per capriccio. Mi dispiace per come ti senti... Ma sono sicura che le mancherai moltissimo, lei non ha reagito così con cattiveria. Solo che sta male per te, e non sa come prenderti, non sa più cosa inventarsi per aiutarti. Quindi la soluzione che ha trovato è stato scappare. Ma tornerà, si renderà conto che per lei sei troppo importante e non può abbandonarti così. Ha solo bisogno del suo tempo, ma tornerà ad abbracciarti, ne sono convinta.
    Ti sono vicina, un bacio

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  4. "Mea culpa"? No! se fosse davvero una tua Amica, con la A maiuscola, cercherebbe di comprendere, di starti vicina... però c'è un però, cioè: molte persone, di fronte a un disturbo alimentare, si sentono totalmente impotenti, laddove il senso d'impotenza è generato da una mancanza di comprensione. Molti, infatti, non sono abbastanza informati sui DCA; non sanno cosa significa trascinarsene dentro uno per anni, come un vizio cattivo e ineliminabile - ineliminabile perché non riusciamo a farne a meno, e tutto ciò NON è COLPA NOSTRA. D'altro canto, non è neanche colpa 'loro', di chi non capisce, di chi vorrebbe (ti giuro, VORREBBE) starci vicino ma NON CE LA FA, perché si sente disarmato di fronte a un male oscuro così potente...
    "Con lei non ne ho mai parlato approfonditamente" - dici. Forse il problema è proprio questo, forse precisamente questa la causa del suo distacco. Sai, neanche il mio ragazzo riusciva a capire, diceva che mi devo ripigliare perché i problemi sono altri e ci sono tante persone in sovrappeso che morirebbero per avere un corpo come il mio (!) ... però il fatto è che non gli avevo mai detto TUTTO. E così, il cuore in una mano e la penna nell'altra, un giorno gli ho scritto una lettera. Sì, una lettera, in cui ho rigurgitato TUTTO quel che avevo dentro, senza pensare troppo alle parole né allo stile della scrittura (per evitare di non essere spontanea e sincera al 100%...). A questa lettera lui ha reagito tentando di scusarsi, perché mi aveva giudicata senza sapere abbastanza, senza capire, senza chiedere. Sembrava proprio che quella mia lettera gli avesse aperto un terzo occhio, regalandogli informazioni, emozioni e racconti che IO davo per scontati, ma LUI no. (E come poteva...?) Dopodiché ho potuto parlarne con lui anche a voce (all'inizio avevo bisogno del supporto del foglio di carta, per ordinare i miei pensieri), più e più volte. Ancora adesso non è facile per lui comprendere al 100%, però ci abbiamo provato, e la situazione è decisamente migliorata.
    Però il primo passo lo devi fare tu :-)
    ...penso quindi che una lettera possa essere un buon inizio...

    Scusa la lungaggine del commento, è che la situazione con la tua amica mi ha colpita e mi sono sentita di provare a darti un consiglio: se un'amicizia è davvero profonda, è per sempre!
    In bocca al lupo.

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  5. Non credo affatto sia colpa tua. Queste cose non tutti sono in grado di comprenderle.. ci vuole sensibilità e sono sicura che starci accanto a volte sia davvero difficile. Sono anche sicura, però che se le persone che ci circondano sono davvero le amiche che dicono di essere non se ne usciranno mai dicendo che " si sono stancate della nostra malattia " ma, anzi, ci sorreggeranno e ci staranno accanto. Forse non hai perso questa grande amicizia.

    Ho perso il mio migliore amico, nonchè ex ragazzo, anche per un motivo simile. Mi sono accollata tutte le colpe pensando che si fosse stancato solo perchè ero malata, che tutto dipendesse da me. Ora sto con un ragazzo che mi ha fatto capire che, se qualcuno ti ama, ti vuole bene, non ti abbandona usando come scusa un tuo problema, serio per altro.

    Un abbraccio.

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  6. Molti mi dicono che sta a me decidere se uscire o meno da questa situazione e spesso io non li ascolto nemmeno. In effetti, a volte, penso che hanno ragione...ma è bello stare dall'altra perte del fiume...parlare e non sapere. Hai ragione, non è facile. Non è come un raffreddore...e se anche se si può guarire, non si può dimenticare. <3

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  7. Io sono d'accordo con L. anzi, non sono nemmeno amiche quelle che scappano davanti a queste cose. L'amicizia si vede nel momento del bisogno e per di più non puoi decidere tu quando uscirne.
    Mi dispiace tanto tesoro ): ma non è Shu vero? Cioè la tua migliore amica..
    Quando hai bisogno di parlare ricordati che io ci sono.
    Ti voglio bene,
    Yukina.

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  8. Comincio sia più utile scriverti qui, capaci di lasciare affermazioni immortali nello spazio-tempo della rete. Che dire. POTEVI INVITARMI!!!!!!{XD} scherzo come sempre e son certo tu ben lo sappia. Cosa dire. Sinceramente non so se conosco codesta ragazza, però so che per tutti è facile abbandonare la nave dicendo che è colpa sua che sta affondando. Con ciò intendo dire che forse vederti come sei può far percepire qualcosa di malsano, ma proprio per questo io direi di restare vicini. Se non sai come fare e cosa fare, finisci per dire stupidaggini, come il fatto che sia colpa tua. Queste son situazioni che non hanno colpe. Accadono, come la bellezza della rugiada su un albero all'alba, come la perfetta potenza distruttiva di una tempesta in mare aperto. Chi è per giudicare? Io non conosco precedenti e altre cose, sai benissimo come la penso io su questo fatto(anzi la mia pancetta parla per mexD) Ma di certo qui nessuno rimane indietro. non si va avanti soli. C

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  9. è lei che doveva starti vicino, sapeva perfettamente che c'era bisogno della sua presenza visto che te eri quella in difficolta'.,l'amicizia a senso unico è un qualcosa che mi sfugge completamente,un giorno sarai contenta di averla persa,credimi...
    passa a trovarmi su http://anaononmana.blogspot.com/
    un bacio!

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