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03 gen 2011

Tutto quello che non sarò mai.

A nulla credo che serva, abbandonarsi in occhi sognanti. Occhi stanchi, occhi lucidati da immagini delicate, occhi tristi, occhi che hanno visto cose brutte. Specchi. Pugni, denti, rughe intorno agli occhi, capelli. Pelle. Braccia bianche, braccia nude, collo, ossa. Sangue. Io ci penso sempre a questa cosa, ma non ci riesco mai, a capire. Acqua. Sul viso, sul collo, scivola giù. Le lacrime la seguono, si rincorrono. Lacrima segue lacrima. Non voglio noiosare, ma sono stanca. Anzi stanca lo sono già, sono a dir poco esausta. Un giorno uno specchio si frantumerà per tutti i miei colpi. Insulti, la prima parola che mi viene in mente. Schifo. Io mi faccio schifo e non avrei problemi ad ammetterlo, se solo la gente imparasse a prendermi sul serio. Non mi va di scherzare. Per lo più piango, quando mi guardo allo specchio. E spesso mi ricopro di insulti, parolacce, graffi. Vorrei evitare, mi fa solo un gran male, ma quando vedo la mia immagine riflessa le parole più brutte scivolano fuori spontaneamente, perché quella che si riflette nello specchio è solo una ragazza di diciotto anni, piena di grasso, ovunque, sempre. Grasso, è l'unica cosa che riesco a vedere, quello che mi fa piangere, urlare, imprecare, battere forte i pugni contro il muro stringendo i denti e cercando a tutti i costi di farmi male. Punirmi, è l'unica cosa che devo fare, per essere così imperfetta, così brutta, così enormemente cicciona. Grassa grassa grassa grassa grassa grassa è la parola inchiodata nella mia mente che accompagna ogni mio gesto, ogni mia scelta, ogni mia idea, ogni mio pensiero. Sono una persona grassa e mi devo nascondere, perché se mi faccio vedere tutti rideranno di me come è stato già fatto ai tempi della mia pre-adolescenza. Odio il mio corpo, è vergognoso, sporco, sbagliato, impuro e il pensiero mi tormenta al punto da far male fisicamente. Davanti allo specchio vorrei prendere i pennarelli e ridisegnarlo tutto: faccia, braccia, busto, gambe, poi però crollo giù, per terra, e piango. E affogo nelle mie lacrime, prendo i capelli e li vorrei strappare tutti, vorrei un coltello affilato per ricoprirmi di tagli e fare uscire col sangue tutto il marcio che c'è dentro, poi immergermi nell'acqua e ripulirmi, e rinascere, nuova, pura, candida, scheletrica, con tutte le ossa che sporgono e senza più dovermi disegnare e chinare sul pavimento freddo, e agitarmi e piangere e raccontare bugie e avere il fiato di tutti sul collo. Ho paura, non mi sento a mio agio nel mio corpo e non vorrei neanche sentirmici, perché vorrebbe dire arrendersi ad essere la vaccona pingue che sono. Mi tremano le mani, ora, e mentre le guardo riesco solo a pensare a come sarebbero belle più sottili, sottili come le ossicine, con unghiettine delicate, curate. Se fossi magra nessuno mi vorrebbe più mangiare, finalmente. Io non funziono. E non importa quanto mi ci metta, quanto sangue ci sputi, quanto forte stringa i pugni e i denti. Non funziono. Non funziono e sembra che mai ci riuscirò , a funzionare, perché ad ogni modo ci sarà sempre qualcosa di sbagliato, in tutto ciò che di buono proverò a fare. Però mi ci metto, lo giuro che mi ci metto. Mi ci metto quando sorrido se c'è qualcosa che non va, quando me ne vado senza fare rumore rendendomi conto di non riuscire più a trattenere le lacrime e sapendo che farsi vedere vorrebbe dire essere rimproverata, quando borbotto e sbuffo di nascosto se mi viene chiesto l'ennesimo favore però poi lo faccio lo stesso, quando nelle giornate in cui mi sveglio piena di allegria spargo affetto di quà e di là, tra abbracciotti sorrisi baci e dispetti, quando con tutto il cuore e la mente mi impegno per aiutare, per aiutare qualcuno in particolare, e anche quando esplodo in fuochi d'artificio cercando di condividere tutta l'euforia che mi pervade non appena mi rendo conto di quanto meraviglioso sia, se guardi bene, il mondo. Mi ci metto nelle piccole cose, quelle che devi trovare, ma anche in quelle grandi, quelle che dovresti riuscire a notare senza difficoltà.  La mia anima è una prostituta che vuole essere pagata per sciogliere nel colore della notte le sue spine di dolore. Se riuscissi a raggiungere i 45 kg, sarei bella come non lo sono stata mai. Briciole di neve sui capelli, mi guarderei e mi sorriderei come non mi sono mai sentita. Ma ora, cerco l'ombra in cui nascondermi, e mi aggroviglio in quel maglione troppo largo per me. Ora mi guardo e non mi vedo. Lo specchio è il mio nemico, la mia prigione bianca, la mia ossessione, la mia superstizione. So che, guardandomi, non mi piacerò. Voglio essere bella e magra come il pane, come la luce e il bianco della neve. Sono scura come il sole, sono verde come il mare, sono tutto quello che credo non sarò mai.


6 commenti:

  1. "ora mi guardo e non mi vedo"
    è così,tienilo bene in mente. tu non ti vedi per quella che sei. tutto quello che vedi,che ti sembra così grottesco e disgustoso, non c'è. quel grasso che ti sembra attaccato ad ogni cm del tuo corpo, non esiste. e non farti male, non allevia il dolore (se non magari momentaneamente), lo rende più forte. hai un rapporto molto intenso con la tua immagine (distorta), perchè non provi a non guardarti allo specchio per un pò? parti con un obiettivo piccolo: 1 giorno,poi 2,poi 3..prova ad allentare questa dipendenza morbosa,potrebbe alleviare un pò la tensione.
    a 45 kg staresti troppo male per poter cogliere quei piccoli aspetti che ancora ti fanno capire che il mondo è bello. tienili stretti,custodiscili come dei tesori e aggrappati a loro nei momenti di sconforto,nei giorni in cui non ti svegli piena di allegria. lotta per quell'allegria che tieni nascosta dentro di te,lotta per farla uscire sempre.
    ti tengo qui vicina a me.

    un abbraccio forte forte

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  2. io invece penso di tu sia bellissima sai?
    scrivi da sogno.
    hai dei capelli stupendi.
    un corpo già magro (non scherzo)e delle gambe lunghe lunghe.
    aww ti mancherebbe la felicità e un manuale per uscire da questo tunnel che non ti sta portando da nessuna parte. **
    ce la farai. sei piccola, ma forte.
    stay strong dear (L)
    Alaska.

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  3. ^^
    Io e alaska pensiamo le stesse identiche cose riguardo a te. Un abbraccio :)

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  4. E' quello che è successo nella tua preadolescenza che ti fa formulare questi pensieri. Il problema è che si sono impressi nella tua mente in modo schematico e distruttivo, diventando il tuo modo di pensare ‘base’. Ed è normale che dopo tutto questo tempo pensi ancora di essere grassa, e so che niente in questo momento potrebbe farti cambiare idea, perché provo anch’io le medesime emozioni. E’ da un po’ che cerco di riflettere, pensare cosa potrebbe farmi smentire queste affermazioni, per poi poterti rimbalzare il pensiero. Ma proprio non riesco a capirlo, e spero che le sedute dallo psicologo servano a qualcosa. L’unica cosa certa è che ti trovo magrissima. Giuro, pagherei per avere il tuo corpo. E non solo quello, perché mi piace un sacco anche il tuo volto. Per non parlare poi dei capelli.. e per quello che conosco non riuscirei neanche a trovare un difetto al tuo carattere. Inutile continuare a dirti altro, credo che in fondo dobbiamo sbatterci il naso per capire ciò che sta succedendo, perché noi rincorriamo la magrezza, e la magrezza -fino a questo punto- rincorre la morte. Spero riuscirai a fare la scelta giusta, perché questo tunnel non porta a niente, a quanto pare.
    Ti sono vicina.

    Nessi.

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  5. Ti regalo una poesia. Se fossì li ti abbraccerei mentre piangi e ti dimeni ti sussurrerei che andrà tutto bene, che sarà tutto come vuoi tu. Porterei via lo specchio grande e ne metterei uno piccolo, da viso, e intorno faremo un grande disegno con le tempere. Ti direi che non ti serve lo specchio perchè ti sai a memoria, se vorrai specchiarti dovrai andare nei negozi, ed intanto faremo un giro e ci divertiremo come due ragazze normali. :)

    Quello che c’è in me è soprattutto stanchezza
    non di questo o di quello
    e neppure di tutto o di niente:
    stanchezza semplicemente, in sé,
    stanchezza.
    La sottigliezza delle sensazioni inutili,
    le violente passioni per nulla,
    gli amori intensi per ciò che si suppone in qualcuno,
    tutte queste cose -
    queste e cio’ che manca in esse eternamente -
    tutto ciò produce stanchezza,
    questa stanchezza,
    stanchezza.
    C’è senza dubbio chi ama l’infinito,
    c’è senza dubbio chi desidera l’impossibile,
    c’è senza dubbio chi non vuole niente -
    tre tipi di idealisti, e io nessuno di questi:
    perchè io amo infinitamente il finito,
    perchè io desidero impossibilmente il possibile,
    perchè voglio tutto, o ancora di più, se può essere,
    o anche se non può essere…
    E il risultato?
    Per loro la vita vissuta o sognata,
    per loro il sogno sognato o vissuto,
    per loro la media fra tutto e niente, cioè la vita…
    Per me solo una grande, una profonda,
    e, ah, con quale felicità, infeconda stanchezza,
    una supremissima stanchezza,
    issima, issima, issima,
    stanchezza…

    - Fernando Pessoa, Stanchezza

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  6. Anch'io non mi sento felice con il mio corpo, troppo rotondo e ciccioper i miei gusti...anch'io vorrei essere 45...non penso che ci sia sfortuna maggiore, soprattutto per una ragazza, che non piacersi fisicamente...per questo dobbiamo lottare per i nostri obiettivi!

    ti abbraccio e ti seguo,
    Alena

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